IL CREDO DI ITALIANO: "SE VOGLIO CHE LA MIA SQUADRA SIA BRAVA A GIOCARE A CALCIO... DEVO FARLA GIOCARE A CALCIO! "

02.07.2021 11:24 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
IL CREDO DI ITALIANO: "SE VOGLIO CHE LA MIA SQUADRA SIA BRAVA A GIOCARE A CALCIO... DEVO FARLA GIOCARE A CALCIO! "

Per conoscere e capire Vincenzo Italiano, nuovo allenatore della Fiorentina, è  di certo bastato ammirare il suo Spezia che ha rubato gli occhi a molti nella stagione passata.
Ma c’è di più, perché Italiano ha scritto una tesi dove racconta il proprio credo calcistico, tesi presentata per il ‘ Corso Master Uefa Pro’ e pubblicata integralmente sul sito della figc.
Si tratta di un’ottantina di pagine, peraltro scritte in buon italiano, nomen omen avrebbero detto i latini, dove il tecnico  viola parla del proprio metodo di lavoro e persino di come imposta gli allenamenti, ad esempio le esercitazioni per il recupero alto della palla, con esercizi 11 contro 8 per stressare i difendenti e farli rendere al meglio.
La filosofia calcistica di Vincenzo Italiano si può riassumere in questa frase, bella ed efficace, che scrive lui stesso:’Se voglio che la mia squadra sia brava a giocare a calcio…devo farla giocare a calcio!’.
A Firenze da qualche anno non si gioca a calcio, eppure la piazza col giglio, sebbene senza vincere un granchè, ha spesso ammirato squadre che giocavano bene e campioni sopraffini, ecco perché l’arrivo di Italiano genera adesso molte aspettative.
Di Italiano, ma dovremmo dire di Italiano e del suo staff, perché  ormai gli allenatori sono gruppi di lavoro, l’ingrandirsi degli staff è un fatto caratteristico del calcio moderno, si tratta di un processo  di super specializzazione, con uomini che si concentrano su uno e solo uno degli aspetti del gioco e poi formano assieme un ‘ gruppo allenante’.

Oggi inizia quindi  la nuova stagione sportiva, dopo i guasti della pandemia, si può ben dire sia la prima vera stagione di Commisso, le precedenti due sono andate malino, anche se con molte attenuanti.
Intanto le date del ritiro sono state organizzate per agevolare il mercato.
A proposito, Italiano se è necessario  frigge con l’acqua, usando una metafora di corviniana memoria: niente rivoluzioni, ma innesti mirati, che poi non è detto costino meno.
Diremo adesso qualcosa che rischia di sembrare banale o eccessivamente ottimista: malgrado la confusione generata dal caso Gattuso e il ripiegamento obbligato della Fiorentina su Italiano, non è affatto detto che il club viola ci abbia perso in termini di prospettive e qualità, infatti anche con Italiano è legittimo sognare o comunque, visto il suo credo calcistico e come sa declinarlo, ci aspettiamo un po’ di sano divertimento allo stadio, come quell’anno in cui sulla panchina viola arrivò un tecnico che in qualche modo potrebbe ricordare Italiano, Alberto Malesani.
Quindi  forse sentiremo risuonare presto un:‘ E italian …. E Italian….. e italian…. Ian… ian…. Ian…..’.