IL BIVIO ATALANTA E LA PROVA DI MATURITÀ VIOLA: MONTELLA HA FRETTA DI VINCERE, MA GASP HA FAME DI RIALZARSI. PER VINCERE SERVE UN’ALTRA FIORENTINA QUASI PERFETTA. STADIO, UN ALTRO NO. LA NOVELLA DELLO STENTO CONTINUA

22.09.2019 00:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL BIVIO ATALANTA E LA PROVA DI MATURITÀ VIOLA: MONTELLA HA FRETTA DI VINCERE, MA GASP HA FAME DI RIALZARSI. PER VINCERE SERVE UN’ALTRA FIORENTINA QUASI PERFETTA. STADIO, UN ALTRO NO. LA NOVELLA DELLO STENTO CONTINUA

E’ una prova di maturità, una di quelle domeniche che ti fanno capire di che pasta sei fatto. Con la Juve la Fiorentina ha convinto tutti, ha messo sotto i campioni e sfiorato l’impresa. La classifica però è malinconica e per questo l’Atalanta è già un piccolo bivio: l’obiettivo insomma è dare continuità, di risultati ma anche di prestazioni. Montella ha fretta di tornare a vincere (da quando è tornato ha battuto solo il Monza…), ma è ben consapevole di quanto sarà dura affrontare la squadra di Gasperini, con le gote arrossate dagli schiaffi di Zagabria, ma allo stesso tempo con ancora più fame di rialzarsi. Gasp infatti è maestro in queste cose: dal clamoroso 1-7 di San Siro di un paio di anni fa, nacque l’Atalanta di oggi. Una squadra super organizzata, e così intensa da mettere in fila diverse grandi e sfiorare l’impresa in coppa Italia. Sarà dura, ma in fondo si cresce attraverso domeniche così. Logico allora che l’Aeroplanino pensi di affidarsi ai soliti uomini che hanno messo paura a Sarri, anche se senza centravanti il rischio è di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Ribery però può far male a chiunque, Castrovilli è in gran forma e anche Chiesa ha l’occasione per cancellare l’astinenza da gol e prendersi una piccola rivincita proprio su Gasperini. Vlahovic, semmai, tornerà utile nella ripresa, mentre mercoledì con la Samp me lo aspetto titolare dal primo minuto. Sorprende a proposito vedere Pedro in Primavera. Che abbia bisogno di giocare è chiaro a tutti, ma relegarlo tra i ragazzini (e all’ultimo momento) non è stata probabilmente la scelta migliore per farlo sentire importante. La sua prestazione non è stata granché, ma era dura aspettarsi cose diverse: ha saputo che sarebbe andato in Primavera solo il giorno prima della partita, ha giocato senza conoscere i compagni e in un modulo che Bigica si è inventato per l’occasione. Sfido chiunque a fare miracoli… 

Detto questo, conta solo e soltanto Bergamo. Le partite con l’Atalanta le puoi vincere solo se metti intensità massima, se sei pronto a soffrire ma anche a ripartire, se limiti al massimo gli errori in palleggio e se raddoppi su Ilicic (sempre decisivo lo scorso anno) e sui corridori di fascia nerazzurri. Serve un’altra partita quasi perfetta, serve il talento dei gioielli viola e un pizzico di fortuna. Un risultato positivo (anche un pareggio non sarebbe malaccio) aumenterebbe l’adrenalina, con una sconfitta invece la società dovrebbe fare un grande lavoro per isolare la squadra dalle polemiche. Ecco perché la trasferta di Parma è roba seria: alla splendida Fiorentina di sabato scorso, il compito di ripetersi. 

Ps: Tra una serata al pianoforte e giornate intere perse tra Campi, Bagno a Ripoli e tavoli tecnici, pare stia arrivando la risposta sul famoso ammodernamento del Franchi: sentendo Nardella chi di dovere dirà no allo spostamento delle curve. Rocco non la prenderà bene, ma l’Italia è questa. Prendere o lasciare. Resta la Mercafir, ma con tutte le lungaggini annesse, mentre l’ipotesi Campi al momento non pare nei piani. Altro che fast fast insomma. Passano gli anni, cambiano i presidenti, ma la novella dello stento sullo stadio non finisce mai.

Condoglianze infine a Stefano Pioli, un uomo perbene che dopo l’esonero polemico si è chiuso nel suo silenzio introverso. Da oggi, dopo la tragedia Astori, dovrà fare i conti con un altro dolore enorme. Ha perso babbo Pasquino, ma non l’affetto dei fiorentini. Lo aspettiamo presto protagonista, se lo merita.