IDEA DE ROSSI PER LA PANCHINA MA L’EX GIALLOROSSO NON HA PATENTINO. ORA C’È DA PENSARE ALLA SALVEZZA: SERVE COESIONE INTORNO A IACHINI. FRANGENTE DELICATO, VIETATO SBAGLIARE

04.07.2020 00:04 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
IDEA DE ROSSI PER LA PANCHINA MA L’EX GIALLOROSSO NON HA PATENTINO. ORA C’È DA PENSARE ALLA SALVEZZA: SERVE COESIONE INTORNO A IACHINI. FRANGENTE DELICATO, VIETATO SBAGLIARE

La notizia è stata lanciata da Sky poche ore fa: la Fiorentina sarebbe sulle tracce di De Rossi, fresco ex calciatore, per la panchina viola. Una vita nella Roma e pochi mesi al Boca prima di chiudere con gli scarpini. Daniele era un allenatore in campo - il padre è lo storico tecnico della Primavera giallorossa - e ha sempre sognato di fare questo mestiere. Nella Fiorentina ha un amico di vecchia data, il diesse Daniele Pradè che con gli ex romanisti ha sempre conservato un buon feeling. A Firenze negli anni si è formata una piccola colonia capitolina, a cominciare da Montella, il tecnico voluto per il ciclo 2012-15 e confermato all'inzio di questa travagliata stagione. Aquilani, adesso collaboratore tecnico di Iachini, partecipò al centrocampo delle meraviglie ai tempi del Montella, prima repubblica viola. Pizarro, regista sublime, un altro ex della Roma. Quindi Lupatelli e Rosi. Anche in società dalla Capitale arrivarono figure professionali di rilievo come Elena Turra alla comunicazione e il dottor Luca Pengue allo staff medico. In questo ultimo anno sono sbarcati Daniele Galloppa, allenatore under 16 ed ex Roma e Marco Capparella al quale sono stati affidati gli under 15: quest’ultimo romano, ma non ex giallorosso.  

Pradè anni fa quando De Rossi era in difficoltà con la Roma provò a portarlo a Firenze come giocatore e anche la scorsa estate ci fu un tentativo, poi Daniele scelse il Boca per soddisfare un vecchio sogno argentino. E adesso? Dalla Fiorentina filtra che la pista di De Rossi allenatore non sia praticabile. Primo perché adesso c’è da pensare alla salvezza, secondo perché Daniele deve fare il Supercorso a Coverciano perché sprovvisto di patentino. Anzi, a dir la verità, di corsi ne dovrebbe fare più di uno: ad oggi non potrebbe nemmeno allenare le giovanili. 

E allora che è successo? I sussurri raccontano che circa 20 giorni fa un discorso con la Fiorentina ci sarebbe stato, insomma un sondaggio per capire la disponibilità a lanciarsi in un’avventura così affascinante e difficile. Ma sempre secondo gli spifferi, una volta chiarita l’impossibilità tecnica ad avere il patentino in tempi rapidi, tutto sarebbe svanito. Forse qualcuno ha potuto immaginare che si potessero forzare i tempi come accadde nella stagione 2000-01 quando la Fiorentina di Cecchi Gori affidò la panchina viola, dopo le dimissioni di gruppo del team guidato da Terim, a Roberto Mancini. Il Mancio aveva smesso di giocare da poche settimane, ultima a tappa a Leicester. A Coverciano ci furono polemiche infinite, con gli allenatori sul piede di guerra, ma alla fine la spuntò il club viola. Crediamo che la vicenda De Rossi sia già chiusa prima di essere aperta, ma è del tutto evidente che tutto ciò non aiuti né Iachini né la Fiorentina. I viola hanno bisogno di tranquillità perché i rischi sono grandi e la società deve erigere un fortilizio a difesa di Iachini. Un blocco unico come ha ricordato Barone: parole giuste per spiegare la realtà. Decisivo, però, che dopo le dichiarazioni ci siano i fatti concreti. In ballo c’è la salvezza della Fiorentina. 

Frangente delicatissimo, vietato sbagliare. Intorno alla Fiorentina fioccano le voci. Persino il New York Times si è occupato dei viola parlando della coda della vecchia gestione viola, con l’ineffabile Fali Ramadami al centro delle discussioni. Pare per vecchi contratti vergati poco prima del passaggio di proprietà. Puntuali le smentite, ma questa è roba ormai da declinare al trapassato remoto. E poi che Fali Ramadami fosse il “diesse occulto” dei viola era più di una leggenda metropolitana. E le leggende, talvolta, sono più vere della verità.