IACHINI, DESTINO SEGNATO. CINQUE PARTITE PER DECIDERE. RIBERY CON IL BRESCIA DALL’INIZIO. ROCCO FREME E STUDIA IL RITORNO. STADIO, LA LEGGE SEMPLIFICAZIONI FAVORIRÀ ANCHE CAMPI. GIANI SARÀ DECISIVO PER NON FAR DISAMORARE COMMISSO

16.06.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
IACHINI, DESTINO SEGNATO. CINQUE PARTITE PER DECIDERE. RIBERY CON IL BRESCIA DALL’INIZIO. ROCCO FREME E STUDIA IL RITORNO. STADIO, LA LEGGE SEMPLIFICAZIONI FAVORIRÀ ANCHE CAMPI. GIANI SARÀ DECISIVO PER NON FAR DISAMORARE COMMISSO

Più si avvicina la ripartenza del campionato più crescono i dubbi sulla panchina viola e non sono certo le nuove-vecchie voci su De Zerbi o quelle a sorpresa su Italiano dello Spezia (addirittura!) ad alimentare la sensazione che per Beppe Iachini non ci sarà un futuro. La Fiorentina formalmente fa quadrato attorno al suo allenatore che deve ancora conquistare la salvezza, ma prima le parole di Rocco Commisso, poi i silenzi e le frasi di circostanza, fanno intuire che per la prossima stagione c’è grande voglia di cambiamento. Se queste sensazioni non fossero vere sarebbe bastato dire “Iachini ha un contratto, non esiste il problema” e le voci sarebbe finite lì. Invece no. E allora?

Chi è Iachini allenatore, con i suoi pregi e con i suoi difetti, si sa benissimo. E se sarebbe ingeneroso valutare il suo lavoro in appena nove partite di campionato, è altrettanto impossibile pensare che altre dodici gare di un torneo falsato, senza pubblico, dopo tre mesi di stop per un dramma epocale, possano diventare un test probante. Un esame. Ma per sapere cosa?

Iachini o ti va bene o non ti va bene, il suo calcio e la sua storia sono ampiamente noti. L’uomo è uno straordinario esempio di dedizione e di passione, un gran lavoratore e un trascinatore, cuore Viola doc, ma evidentemente Rocco immagina una Fiorentina con un respiro calcistico e ambizioni diverse.

Non voglio certamente far pensare a qualcuno che io sia anti-Iachini o robe del genere. Me ne guardo bene e se dovesse toccare a me decidere sarei in imbarazzo forse come non mai. Beppe ha fatto quello che era la sua missione, ha dato solidità alla Fiorentina, conquistato punti, ma come fra i calciatori, anche fra gli allenatori ci sono delle categorie. Può andare ancora bene Iachini se dalle prospettive-salvezza di oggi, domani cambierà l’orizzonte della Fiorentina. La risposta calcistica non può essere che una: no. Ma Beppe è un ragazzo intelligente ed esperto, conosce il calcio, e sa che siamo dentro un ragionamento normale. Lui però se la giocherà fino in fondo, ne sono sicuro. Ce la metterà tutta per fare andare in difficoltà Rocco anche se, secondo me, le decisioni sono già state prese. Mi dicono che c’è ancora margine, che si aspetteranno cinque-sei partite per vedere se la Fiorentina si esprimerà in modo più brillante, ma come si fa ad essere brillanti nel calcio diverso che ci aspetta. Avete visto Juve, Milan, Inter e Napoli? Esprimono scarsa intensità, un calcio più simile a un allenamento, e in questo contesto è logico aspettarsi una Fiorentina super? Di sicuro Iachini è stato sfortunato, il Coronavirus e tutto quello che ha comportato, oltre ad avergli causato problemi personali per i quali gli auguriamo il massimo del bene, ha fermato il suo percorso nel momento in cui ci si aspettata la svolta. E chiederla oggi, fra l’altro con diversi giocatori reduci dalla convalescenza, mi sembra quasi chiedere la luna. Comunque il filosofo che dice “mai dire mai”, va sempre ascoltato. Ma la storia non si trascinerà avanti per molto.

Che allenatore va cercando la Fiorentina? Di sicuro qualcuno che faccia un gioco solido, ma anche brillante, Rocco si vuole emozionare e vuole una squadra che emozioni. Si punta, come abbiamo già detto, a un profilo internazionale per ragioni calcistiche, ma anche di posizionamento del brand Fiorentina con il quale Joe Barone vuole fare un grande lavoro. Blanc è stato vivamente consigliato, ma è fermo da tempo. Emery piace. E se Spalletti un giorno dovesse decidere di raccogliere la sfida, Rocco lo prenderebbe a braccia aperta. Ma non si aspetterà ancora molto a decidere. Fra l’altro, attende di conoscere il suo futuro anche Aquilani che è l’allenatore designato della Primavera, ma è anche nello staff di Iachini e ci resterà in caso di riconferma dell’allenatore.

E qualche mister nostrano emergente? Le valutazioni si fanno e sono state fatte, ma forse allora tanto varrebbe continuare con Iachini. Ripeto, io penso abbiano già deciso, ma formalmente è giusto vedere che Fiorentina metterà in campo Beppe, fra l’altro con quel Ribery che può fare la differenza e che lui non ha mai avuto. A proposito, lunedì con il Brescia partirà titolare? C’è da scommettere, nonostante sette mesi di stop e 37 anni, il francese ha una grande voglia di giocare e di prendersi delle soddisfazioni, altrimenti non farebbe aprire il Centro Astori alle sette di mattina. Formazione? Sei giorni per decidere, ma Ribery e Chiesa dietro una punta, una sorta di albero di Natale, potrebbe essere la soluzione.

In attesa, secondo voi di cosa si parla? Stadio, sempre stadio, fortissimamente stadio. Piccolo passo avanti. Rispetto alle quattro possibili-probabili situazioni elencate da Rocco il sei giugno, la rosa delle soluzioni si è ristretta a due. La Fiorentina in verità punta su Campi, ma aspetta almeno di vedere cosa consentirà di fare il decreto semplificazioni all’esame del Governo. Stop. O Campi o restauro completo del Franchi. Niente Ridolfi o altre amenità che sanno di nebbia per nascondere il problema vero: il fallimento della Mercafir e dell’unica idea di Nardella fino a un mese fa.

Tornando al concreto, ma dopo tutto quello che avete letto e sentito, secondo voi il decreto darà via libera all’abbattimento quasi totale del Franchi come vorrebbe Rocco? Possibilità zero virgola. E allora fari su Campi. Non più tardi di ieri mattina Nardella ha invocato autonomia per i sindaci e poteri decisionali, credo parlasse anche per Fossi. Non immagino che il Governo possa permettersi di scegliere fra sindaci importanti e quelli dei comuni più piccoli. Va a finire che questo decreto semplificazioni favorirà più l’insediamento dello stadio a Campi che non il restauro del Franchi. E poi chiedo sommessamente e modestamente, ma fra tutte quelle opere pubbliche da fare per rilanciare l’economia invocate da Nardella, non ci sono anche quelle per favorire lo sviluppo della Piana della quale lui è sindaco Metropolitano? Penso di sì, come ha detto giustamente ieri Vannino Chiti, ex governatore della Regione Toscana ed anche lui dello stesso partito di Nardella e di Fossi. Mettersi d’accordo nell’interesse della Regione e della Piana dovrebbe essere uno slogan, invece in troppi continuano a ragionare come fossimo ancora ai tempi dei Comuni. Attenti però a non scherzare con un cane sciolto come Rocco che non ama la partitocrazia e la burocrazia, farlo disamorare sarebbe un delitto e se dovesse succedere qualcuno dovrà pagare il conto.

La palla passerà molto presto anche a Eugenio Giani, governatore designato della Toscana. Campi sta discutendo il nuovo piano per favorire l’insediamento dello stadio, la Regione sarà fondamentale per favorire o ostacolare l’iniziativa, come lo sarà la Città Metropolitana. E allora, come ha detto giustamente Chiti, cosa si aspetta a convocare quel tavolo che dovrà decidere il futuro della Piana e della Grande Firenze?

Rocco aspetta risposte da lontano, ma ha pure incaricato i suoi assistenti di monitorare costantemente la situazione sanitaria. I controlli e i passi da fare per viaggiare dagli Usa all’Italia e ritorno sono ancora complicati. Si aspettano anche qui semplificazioni e certezze, ma il primo giorno utile per tornare a Firenze con controlli gestibili e senza rischi, quello sarà il giorno del ritorno di Rocco. Naturalmente dipende dall’evoluzione del contagio, ma parlare di una ventina di giorni non è più utopia.