IACHINI CAMBI PER NON FARSI CAMBIARE. COMMISSO PUNGOLA PRADÈ COL MONTE INGAGGI. NESSUN BIG È IN FUGA... FINO ALLA PROSSIMA PUNTATA

13.10.2020 00:00 di Pietro Lazzerini Twitter:    Vedi letture
IACHINI CAMBI PER NON FARSI CAMBIARE. COMMISSO PUNGOLA PRADÈ COL MONTE INGAGGI. NESSUN BIG È IN FUGA... FINO ALLA PROSSIMA PUNTATA

Nella lunga intervista rilasciata dal presidente Rocco Commisso nel corso di "Zona Mista" su RTV38, si è capito che, quanto meno per il momento, il futuro di Iachini non è in dubbio. Ma cosa significa "per il momento?". Semplice: che il tecnico ha cinque partite, ovvero i match che ci separano dalla prossima sosta, per convincere tutti che ha capito come utilizzare i giocatori che gli sono stati messi a disposizione senza perdere altro tempo con un 3-5-2 che non sta valorizzando i migliori giocatori della rosa. E' inutile parlare di "modulo flessibile" quando Amrabat non può giocare da regista e Callejon non può sostituire Chiesa in un ruolo a tutta fascia. Servono scelte coraggiose per ripartire galvanizzando il valore di una squadra che è più forte di quella consegnata a Montella a settembre dell'anno scorso. Altrimenti tra un mese saremo punto e a capo, e l'obiettivo di far meglio dell'anno passato dovrà passare nuovamente da un cambio in panchina. Senza dimenticare che lo stesso Montella, citato da Commisso come "un grande errore", non ha mai risolto il proprio accordo e dunque è totalmente a bilancio. 

Il messaggio però è arrivato forte e chiaro anche a Pradè perché parlando di monte ingaggi e di mercato, Commisso ha sottolineato come i risultati debbano essere forzatamente migliori. Bastone e carota, visto che comunque la conferma non è mancata nemmeno in questa occasione. E' chiaro che il mercato senza punte abbia scontentato Iachini, che aveva chiesto due giocatori con forza, ovvero un regista e una punta, e che non si è visto accontentato in nessuno dei due casi. Le solite due anime che hanno diviso la Fiorentina di Commisso negli ultimi mesi. I dirigenti vorrebbero cambiare, il presidente no, ma la squadra è stata costruita senza tenere di conto delle esigenze dell'allenatore. E allora si torna al punto precedente: o Iachini sarà capace di cambiare idee e di valorizzare i giocatori a disposizione, oppure l'addio prima della fine del campionato sarà scontata. Iachini ha le spalle scoperte e quando partirà il presidente per tornare negli States, presumibilmente dopo lo Spezia, ce le avrà praticamente nude. Sabato 7 novembre dopo il Parma, ne sapremo di più. 

Una nota dolente dell'intervista rilasciata da Commisso è stata l'assenza di una presa di posizione nei confronti di quei pochi imbecilli che si sono scagliati contro Lorenzo Chiesa in seguito alla cessione del fratello Federico. Bastava un pugno di parole per sottolineare la stupidità di quegli pseudotifosi da social network. Un'occasione persa dopo tante dichiarazioni giuste che in passato sono arrivate a proposito del comportamento becero da parte di qualche ignorante.

Nel frattempo c'è una leggenda che circola in città, che è quella che tutti i big vogliono andarsene da Firenze. Chiesa voleva andare via prima e alla fine se n'è andato con un anno di ritardo. Pezzella voleva andarsene un anno fa e alla fine è rimasto. Al giocatore cambia poco, cambia di molto al procuratore che non incasserà nessuna percentuale. Milenkovic non se n'è andato e ha un contratto fino al 2022. Il tempo per rinnovare c'è e se vorrà andarsene, verrà pagato tanto. L'addio però sarebbe legato più ai rapporti difficili con Ramadani che col giocatore, che non ha mai sgarrato né in campo, né fuori. E poi lo Callejon e Bonaventura che potendo scegliere in tutto il mondo, sono arrivati alla Fiorentina. Ribery è ancora viola e lo è ancora anche un certo Castrovilli. Insomma, tutta questa fuga non c'è stata e ora è tempo di dare voce solo al campo, per rinnovi e altre polemiche, è rimandato tutto alla prossima puntata. Purtroppo sicuramente molto vicina.