I PERCHE’ DELLA STRANA GUERRA DI MISTER ROCCO SEMPRE PIU’ CONTRO REGIONE, SINDACO, SOVRINTENDENTE, LA LEGA CALCIO, LA CRITICA: QUALE E’ L’OBIETTIVO? SE I PROGRAMMI SONO QUESTI VANNO CAMBIATI SUBITO. KOKORIN NON È PRONTO

11.02.2021 11:04 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
I PERCHE’ DELLA STRANA GUERRA DI MISTER ROCCO SEMPRE PIU’ CONTRO REGIONE, SINDACO, SOVRINTENDENTE, LA LEGA CALCIO, LA CRITICA: QUALE E’ L’OBIETTIVO? SE I PROGRAMMI SONO QUESTI VANNO CAMBIATI SUBITO. KOKORIN NON È PRONTO
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© foto di Federico De Luca

Bye bye Rocco. Dopo un lungo soggiorno a Firenze il presidente viola è tornato negli Usa lasciandosi dietro la solita scia di polemiche. Sempre più frequenti e sempre più aspre. Ripercorrendo i giorni fiorentini di Commisso troviamo un picco di grande positività, il primo olivo del Viola Park e l’avvio di un’opera straordinaria, ma anche tanti scontri diretti o a distanza che nei toni e nei modi non possono non destare perplessità e far nascere interrogativi: faranno bene o faranno male alla Fiorentina? 

E , soprattutto, quale è il fine ultimo di questo clima di tensione? 

Gli strateghi hanno sempre suggerito di iniziare una guerra quando ci sono ampie possibilità di vittoria e un obiettivo irrinunciabile da raggiungere, condizioni che nel nostro caso sfuggono. Ma potrebbe anche essere che, invece, Commisso abbia una strategia ben chiara e tutto sia finalizzato a uno scopo ben preciso che i più in questo momento non comprendono. Vedremo.

Comunque sia, la strada è ampiamente tracciata. Mediaticamente il presidente viola ha scelto il fai da te, per far conoscere il suo pensiero ormai adotta solo quelli che una volta si chiamavano comunicati. Siamo passati dalle interviste in ginocchio o quasi, al dialogo in poltrona senza domande scomode e comunque fatte dai media della casa. Niente da obiettare, per carità. Nel passato ho sempre sostenuto che nella comunicazione del presidente ci fossero degli eccessi e l’eccesso di comunicazione porta a banalizzare i messaggi e crea continue polemiche. Tra il parlare troppo e il parlare nel momento giusto, s’è optato per il parlare in famiglia. In questo caso trattasi di messaggi.

E il messaggio di Rocco ha sempre degli obiettivi mirati, in particolare la vicenda stadio, il restauro del Franchi e i nemici veri o immaginari. Uno dei bersagli è diventato il presidente regionale Giani che va ad aggiungersi al sindaco Nardella entrambi non invitati (fra l’altro) all’inaugurazione del Viola Park. Sul tema infrastrutture e burocrazia italiana siamo sempre stati dalla parte di chi vuole investire in generale e con Rocco in particolare, ma adesso lo scontro s’è fatto troppo alto e troppo personalistico. Lo ha sottolineato anche il saggio sindaco di Bagno a Ripoli. Perché Rocco non cerca il compromesso, ma la rottura? 

E’ vero che i soldi sono i suoi e il diritto di spenderli come vuole è sacrosanto, ma esistono delle leggi, delle norme, una convivenza civile con la quale confrontarsi. Il Paese è arretrato, i cambiamenti sono necessari, ma richiedono un approccio diverso. Rocco da solo può far poco. E’ evidente che la Regione spalleggi il sindaco di Firenze e insieme stiano spingendo per il Franchi anche in maniera eccessiva dimostrato pure dal documento approvato ieri (e allora Pisa? e Livorno? Tanto per dirne due), ma la burocrazia si affronta e si sconfigge con modi e termini diversi rispetto a quelli adottati da Rocco. Altrimenti si perde. 

Vogliamo poi parlare della guerra con il Soprintendente? Forte, eccessiva e alla fine anche questa persa. Non basta. 

Pure in Lega calcio lo scontro fra Joe Barone e Agnelli è stato forte, molti raccontano parecchio sopra le righe. E’ giusto cambiare il sistema, la Lega andrebbe rivoltata, ma si può fare così ex abrupto o attraverso strategie, alleanze e programmi? 

Il rischio che la Fiorentina corre ora è l’isolamento. 

Poi ci metto anche la guerra ai critici, ai giornalisti, a tutti quelli che mediaticamente criticano anche in maniera costruttiva o semplicemente non sono d’accordo con quello che fa e dice Rocco. Lesa maestà?

Con la Fiorentina in zona retrocessione da due anni, chi parla di risultati, allenatori e giocatori cosa dovrebbe dire comunque “Grazie Rocco?”. 

Poi a Firenze si vive di calcio, di critica e di contrapposizioni da sempre, ma fa parte del gioco. Commisso invece non accetta giornali, televisioni e radio non completamente allineati, ne farebbe volentieri a meno. Per fortuna che lui arriva dal paese, gli Usa, dove la libertà di pensiero è sovrana. 

Se poi qualcuno dovesse eccedere e sbagliare, un’arma decisiva c’è e si chiama querela: se vuole Rocco la adoperi. 

Ma le opinioni non si possono querelare e qui il discorso finisce nel caos e negli eccessi già condannati degli ultimi mesi che non giovano a un clima già difficile.

“O con me o contro di me”, sembra quasi la parola d’ordine di Rocco e dei suoi consiglieri tutt’altro che moderati. Una guerra anche questa incomprensibile e della quale ci importa davvero il giusto o addirittura niente, ma per esperienza sappiamo che di sicuro non fa bene.

Sembra invece di capire, almeno secondo Rocco, che stia funzionando tutto al meglio con i tifosi e i capi dei tifosi organizzati e di questo siamo contenti. Ma fino a quando ? 

I tifosi vogliono i risultati, la squadra buona, obiettivi calcistici. Se andasse in giro a parlare con la gente anche Rocco se ne accorgerebbe, ma a lui interessa?

E qui siamo ai programmi e alle cose da fare. Rocco dice che dal suo primo giorno in Fiorentina si stanno attuando dei programmi. Se è così mi sembra evidente che non stiano funzionando e forse andrebbero resettati. Tre allenatori cambiati, un tourbillon di giocatori, la classifica sempre triste e lontana dalle zone di competenza della Fiorentina, non mi sembra un buon modo di fare calcio.

Dunque, che futuro aspetta la Fiorentina e i suoi tifosi in questo clima tutt’altro che sereno e una classifica difficile?

Perché Rocco è in guerra con tutto e con tutti? 

E’ solo per la storia dello stadio?

Non lo sappiamo. 

Commisso ha lasciato Firenze con l’ironia sulla gru eterna degli Uffizi e una battuta: “Vado in America a prendere i soldi per la Fiorentina”. 

I soldi sono importanti, ovvio, ma nel calcio contano di più i programmi veri di calcio, fatti da uomini di calcio, da seguire e da attuare con decisione. 

Li aspettiamo questi programmi riveduti e corretti perché speriamo ancora che dietro la guerra di Rocco ci siano l’orgoglio e la voglia di una Fiorentina, come diceva lui all’inizio, che possa far sognare la Champions. 

Aspettiamo più o meno fiduciosi anche se le difficoltà sono evidenti.

Domenica a Genova contro la Samp c’è un’altra partita chiave. Se la Fiorentina farà punti potrà affrontare più serena un ciclo decisivo, in caso contrario potrebbero tornare i vecchi fantasmi.

Servirà il recupero di Ribery, la sua qualità, il suo carisma. Da oggi ricomincerà a forzare per vedere se il problema accusato venerdì scorso è definitivamente superato. Fino a ieri ha lavorato a parte. Sicuramente non ancora pronto per partire dal primo minuto, invece, il russo Kokorin che sta lavorando intensamente, ma è ancora indietro dal punto di vista fisico, ma anche nell’apprendimento dei movimenti e del gioco della sua nuova squadra. Il suo apporto sarebbe necessario, ma Prandelli lo potrà utilizzare soltanto in caso di bisogno quasi disperato, come successo contro l’Inter. Se le cose dovessero invece andare come si spera per Kokorin sarà panchina, ma non è neppure escluso che si opti direttamente per la tribuna in attesa di una condizione accettabile.

Purtroppo non ci sarà lo squalificato Amrabat e questo potrebbe consigliare Prandelli a qualche cambiamento dal punto di vista tattico. Per non aver un centrocampo troppo leggero quasi sicuramente partirà Pulgar dal primo minuto con Borja Valero come alternativa e due sicuri titolari Castrovilli e Bonaventura. In difesa si aspetta il responso sul ricorso per Milenkovic, ma Quarta è ormai una garanzia e Caceres ha superato il mal di schiena.