HA VINTO CHIESA: VENDUTO O SVENDUTO? TUTTI I SEGRETI E I RETROSCENA CHE LO HANNO PORTATO ALLA JUVE. ECCO PERCHÉ È SALTATO MILIK. L’ULTIMO NO A PIATEK. CALLEJON, QUARTA E BARRECA IN VIOLA. GIALLO SAPONARA

06.10.2020 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
HA VINTO CHIESA: VENDUTO O SVENDUTO? TUTTI I SEGRETI E I RETROSCENA CHE LO HANNO PORTATO ALLA JUVE. ECCO PERCHÉ È SALTATO MILIK. L’ULTIMO NO A PIATEK. CALLEJON, QUARTA E BARRECA IN VIOLA. GIALLO SAPONARA

Erano da poco passate le diciassette di ieri pomeriggio quando è calato il sipario su una stucchevole telenovela durata fin troppo tempo: Federico Chiesa da oggi è un giocatore della Juventus. Ha vinto lui, ha raggiunto il suo obiettivo. Ha perso la Fiorentina che per salvare il salvabile ha dovuto accettare tutte le condizioni dettate dalla Juventus e dal giocatore. Dei cento milioni sbandierati per la cessione, poi passati a novanta, scesi a settanta quindici giorni fa, alla fine nelle casse della Fiorentina quest’anno andranno soltanto tre milioni per il prestito. Avete letto bene: tre milioni. L’anno prossimo altri sette sempre per il prestito. Poi se Chiesa esploderà e dimostrerà di essere un giocatore da Juventus, fra tre anni, sarà acquistato dai bianconeri per quaranta milioni più dieci di bonus. Ma dovrà giocare almeno il sessanta per cento delle partite, segnare dieci gol e fare dieci assist, e la Juventus dovrà restare sempre fra le prime quattro in classifica. Una rateizzazione che neppure per comprare il Folletto, ma se è vero che i tempi sono questi, è altrettanto vero che questa vicenda è stata gestita come peggio non si sarebbe potuto e alla fine Rocco e i suoi fratelli si sono ritrovati in un cul de sac. Ma se Commisso avesse detto no a Chiesa, si sarebbe ritrovato anche peggio, ben presto con un pugno di mosche perché il ragazzo non avrebbe rinnovato per poi liberarsi a zero il primo febbraio del 2022. E non solo. Sarebbe rimasto in casa un problema difficile da gestire, un caso per il tecnico e per lo spogliatoio. Uno scontento è come un baco.

Ma questo non è certamente un colpo di scena, il finale di questa storia era scritto da almeno un anno e mezzo, da quando Rocco bloccò la cessione del ragazzo alla Juve che prevedeva quaranta milioni cash più Demiral e Spinazzola. Rocco allora agì d’istinto, ma calcisticamente è stato un errore. Come è stato un errore un anno e mezzo fa, non proporre contemporaneamente il rinnovo del contratto alle cifre richieste da Chiesa vale a dire circa cinque milioni di euro. Forse il finale sarebbe stato diverso. E il vero sconfitto è proprio lo zio d’America che aveva illuso i tifosi facendo credere che con lui i giocatori migliori sarebbero rimasti, che Chiesa non sarebbe andato via e invece alla fine s’è dovuto piegare come un Della Valle qualsiasi.

Ora gli interrogativi si affollano e i dubbi pure. E’ stato svenduto o venduto? Ripeto: non c’era altra strada.

Qualcuno sui social, ma non solo, ha invocato la linea dura. Altri avrebbero preferito tenere Chiesa in tribuna due anni fino alla scadenza del contratto. Ognuno è libero di pensare come vuole, ma due anni sono tanti e la Fiorentina per orgoglio avrebbe perso tutto tecnicamente ed economicamente, ora qualcosa ha salvato. 

Questa operazione non piace neanche a me, ma non restava altro da fare. L’errore vero non è come è finita, ma come si è arrivati fino a questo punto.

La storia l’abbiamo percorsa assieme. Il ragazzo non ha mai aperto a una trattativa, era chiaro da tempo che sarebbe andato via. E solo alla Juve. Sono state rifiutate le offerte dall’estero, Milan e Inter neppure presi in considerazione. Non è rimasto altro da fare che mettersi a trattare per mezzo di intermediari per arrivare a una proposta accettabile. La Fiorentina, almeno quello, ha avuto la forza di rifiutare contropartite tecniche come De Sciglio, ma la Juve ha sempre detto no alla vendita immediata per sessanta milioni prima, ma anche a cinquanta poi. A sessanta si è arrivati dopo una lunga trattativa e questa formula di due anni di prestito con obbligo di riscatto e una rateizzazione molto forte. Perché? Perché anche la Juve non ha più la liquidità di un tempo. Paga i tre milioni liberandosi di Rugani finito al Rennes e paga l’ingaggio di Chiesa con quello di Douglas Costa che va a giocare al Bayern. I sette milioni dell’anno prossimo li recupererà liberandosi di Khedira. Fra due anni, poi finirà il contratto di Ronaldo e allora quella valanga di soldi che va al portoghese potrà essere dirottata su altro, compreso Chiesa. Questa è l’essenza della trattativa che, come vi abbiamo sempre detto, sarebbe andata in porto soltanto se la Juventus si fosse liberata di questi giocatori. E così è stato. Una complicazione ulteriore c’è stata nelle ultime ore perché Chiesa per andare in prestito per due anni ha dovuto rinnovare con la Fiorentina. Ha voluto la stessa cifra che percepirà alla Juve (cinque milioni, appunto) perché se dovesse tornare nel 2022 non riscattato dalla Juve, almeno lo stipendio resterà quello bianconero.

Ora il tema è questo: che Fiorentina sarà senza il giocatore più forte, Ribery a parte. So che qualcuno non ama Chiesa, ora poi, ma se andate a vedere le statistiche, senza i gol e gli assist di Chiesa negli anni scorsi la Fiorentina sarebbe retrocessa.

Che Fiorentina nasce allora nel dopo Chiesa e senza cash da reinvestire subito?

Nel ruolo, per subito, Pradè si è cautelato bene. Capito da mesi che Chiesa sarebbe andato via, s’è buttato su Callejon che ha accolto la proposta con entusiasmo al punto da aspettare che si concludesse la cessione di Chiesa. L’accordo c’era da quando il Napoli l’aveva lasciato libero. Allo spagnolo è piaciuta l’idea Firenze con la voglia di restare nel campionato italiano per far vedere a De Laurentiis che ha sbagliato a non rinnovargli il contratto. Callejon è un gran giocatore. Il miglior tornante degli ultimi dieci anni nel campionato italiano. Ora di anni ne ha 33 ma è integro e per me farà grandi cose.

Ma, come vi avevamo anticipato giovedì scorso, è arrivato anche Barreca, 25 anni, prestito dal Monaco con riscatto fissato a sei milioni, il vice Biraghi con tanta voglia di rilanciarsi. Tutto fatto anche per Martinez Quarta come detto, ma con una variante. L’argentino sarebbe dovuto arrivare per sostituire Pezzella poi viste le prestazioni di Ceccherini a Milano e soprattutto con la Samp, s’è deciso di non vendere più Pezzella, far venire subito Quarta e dare Ceccherini al Verona. Ora Iachini ha soluzioni (c’è anche Igor) e tocca a lui la gestione.

Quarta ha tutto per diventare un grande giocatore. Nel giro della Nazionale (due presenze), 24 anni, piedi buoni e grande senso dell’anticipo, Javier Zanetti l’avrebbe portato all’Inter, per lui stravede anche Daniel Bertoni. Ottimo colpo. Il giocatore sarà a Firenze dopo gli impegni con la Nazionale.

Non è arrivato, invece, l’attaccante che tutti s’aspettavano. Come è andata per Milik? Perché non s’è fatto?

Dopo che era saltata l’opzione della Juve e dopo che il giocatore aveva rifiutato la Roma quindici giorni fa, intermediari a nome del Napoli hanno cominciato a proporlo a cifre interessanti (attorno ai 20 milioni) per cercare un’intesa che evitasse a De Laurentiis di perdere a zero il polacco. La Fiorentina s’è fiondata, quella cifra l’avrebbe pagata volentieri, sarebbe stato un grande affare, ma il giocatore dopo aver rifiutato anche il Paris Saint Germain e l’Everton, ha detto no pure alla Fiorentina. Preventivabile. La Fiorentina ha fatto bene a provarci, ma la missione era impossibile.  Milik ha un conto in sospeso con il presidente del Napoli, vuole vendicarsi andandosene a zero e poco gli imposta se dovrà stare fermo fino a giugno. Una scelta dura, ma comprensibile.

A quel punto la Fiorentina aveva altre opzioni, ma ha deciso di restare così. Venticinque milioni e quattro di ingaggio per un Piatek da rilanciare, con tanti dubbi, sono sembrati troppi. Llorente non piace. Mandzukic pure. La Fiorentina ha deciso di rimanere con i giovani Vlahovic, Kouamè e Cutrone sperando che almeno uno dei tre maturi in fretta. Caso mai, poi, gennaio è vicino.

Giusto o sbagliato rimanere senza un attaccante affidabile, capace di dare certezze, per valorizzare i giovani?

Per me sbagliato. L’ho già detto e mi ripeto. Avrei mandato Vlahovic o Cutrone a giocare e preso un uomo esperto, un goleador. Anche Llorente.

Altra domanda: ma dopo il mercato e senza Chiesa la Fiorentina è più forte dell’anno scorso?

Per me sì. E’ più squadra. Gli arrivi, ricapitoliamo, sono Amrabat, Bonaventura, Callejon, Quarta, Biraghi, Borja Valero e Barreca. In difesa e a centrocampo l’allenatore ha più soluzioni, quantità e qualità. Tanti giocatori duttili, capaci di giocare in più ruoli. Dell’attacco ho detto, ma c’è pur sempre Ribery con l’interessante Kouamè e l’acerbo Vlahovic che speriamo cresca in fretta. 

Ribadisco, è più forte anche senza Chiesa a patto che l’allenatore continui a lavorare per dare un gioco e un’armonia che non sempre si vedono. 

Non c’è il regista classico? Anche qui si è discusso e un mese fa s’è deciso di farne senza, di provare la coppia Pulgar (sta tornando) e Amrabat. Per fare un esempio, anche la Juve e l’Inter non hanno un regista classico. Tocca sempre a Iachini trovare soluzioni, a centrocampo ha giocatori forti ed esperti.

Rocco poteva spendere di più?

L’ha detto più volte, senza stadio nessun investimento oltre budget e oltre bilancio. Rocco il Magnifico parla di nono posto e se l’obiettivo è quello non ditemi che questa squadra non è attrezzata. I sogni e il futuro, purtroppo, possono attendere. La delusione deriva sempre dalla comunicazione di Rocco che l’anno scorso ha fatto passare il messaggio che lui può fare tutto, che i soldi non sono un problema e tante belle robe del genere in interviste fiume e oltre. La realtà è diversa e correggerla ora è difficile.

Se andate a leggere le dichiarazioni, fra quello che diceva Diego e quello che dice oggi Rocco c’è poca differenza. Ha usato perfino la parola vivacchiare. Forse la differenza sta solo nella simpatia o nell’empatia, ma con la simpatia e l‘empatia non si va in Europa.

Comunque la Fiorentina ha venduto Chiesa e Ceccherini, ma rifiutato offerte allettanti per Lirola (Spagna e Francia) e Igor (Premier). E gli esuberi? Saponara ha rifiutato il Crotone e resta in viola, mentre con i mercati ancora aperti all’estero ieri sera Pradè cercava di piazzare Cristoforo in Spagna e Eysseric in Francia. Auguri…