GIÙ LE MANI DA FIRENZE: NON PRENDE LEZIONI DA NESSUNO. COREOGRAFIA UGUALE SENTIMENTO. FIORENTINA MEDIOCRE E PREOCCUPANTE, SUMMIT IN VISTA

03.12.2018 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 14508 volte
© foto di Federico De Luca
GIÙ LE MANI DA FIRENZE: NON PRENDE LEZIONI DA NESSUNO. COREOGRAFIA UGUALE SENTIMENTO. FIORENTINA MEDIOCRE E PREOCCUPANTE, SUMMIT IN VISTA

Qualche pensiero su quello che è accaduto fuori dal campo sabato sera, provando a rimettere ordine e a collocare le cose laddove dovrebbero stare. Anche perché l’attacco sulla presunta inciviltà di Firenze è inaccettabile ancorché figlio di un’ignoranza irritante. 

Giù le mani da Firenze, città che non prende lezioni da nessuno, semmai, se interpellata, le può offrire. Partendo da secoli e secoli di storia, cultura, umanesimo, rinascimento, riforme che hanno illuminato la modernità, dialogo, accoglienza. Il 2 dicembre di 549 anni fa, tanto per dire, Lorenzo il Magnifico diventava il Signore di Firenze, trasformandosi nel tutor politico di una stagione che avrebbe portato dalla Toscana in tutta Italia il Rinascimento nelle arti, filosofia, scienza, coniugando pace e sviluppo.  

La gran cassa mediatica si è accesa per una scritta vergognosa, vergata da una mano anonima (quindi può essere stato chiunque…), contro la memoria di Scirea (tra l’altro è curioso che il nome sia scritto male…) e le vittime dell’Heysel,  prontamente cancellata dagli operatori comunali. 

Detto che una roba del genere non si può che condannare con fermezza senza e senza ma, nella speranza che non ricompaia mai più, c’e’ da domandarsi se il clima respirato al Franchi sia stato in linea con quella scritta oppure no. Qualcuno prima di sputare sentenze su Firenze se lo è chiesto? 

Lo stesso Allegri, tecnico juventino, ha sottolineato come lo stadio sia stato eccezionale: “E’ una questione di persone, educazione, rispetto, non dipende dalle singole tifoserie, ma da singoli individui. E’ stata una partita meravigliosa e con un pubblico fantastico che spingeva contro di noi come era normale che fosse”. Pioli gli ha fatto da sponda: “Condanno il gesto, ma per quello che ho visto allo stadio c’erano solo calore e sfottò legittimi”. 

Bene, allora andiamo dentro al Franchi.  

Non ci sono stati cori esecrabili o striscioni violenti, la Fiesole ha offerto di sè un’immagine nel solco della tradizione. Tifo alto e solo Fiorentina. Curva piena, calda, con una coreografia di grande impatto che ha commosso molte persone, anche chi scrive: un ricordo struggente di Riccardo Magherini, un figlio di Firenze, morto in modo straziante. 

La storia è nota a tutti, così come l’amore che Firenze nutre per tutta la famiglia. Il babbo Guido è stato un trequartista talentuoso degli anni Settanta: ha giocato, tra le altre, con le maglie di Milan, Lazio, Palermo, partito dalla gloriosa Rondinella Marzocco, club di San Frediano come i Magherini. Riccardo era un promettente centrocampista della Fiorentina Primavera che trionfò nel ’92 al Torneo di Viareggio. Un brutto infortunio lo fece fuori alla vigilia del probabile esordio in serie A. 

La coreografia è stato un omaggio a Riky, a pochi giorni dalla sentenza della Cassazione che ha assolto i protagonisti della vicenda, precedentemente condannati in secondo grado. 

Le sentenze si rispettano, non si discutono. Le sentenze sono verità giudiziarie, ma non sempre sono sovrapponibili a quelle storiche. Quest’ultime appartengono alla sfera di ognuno di noi, alla propria sensibilità. La coreografia della Fiesole è stata l’espressione di un sentimento da porgere a Riccardo e alla sua famiglia. Peccato che questo momento emotivo sia passato in secondo piano rispetto a tutto il resto. 

Nella serata c’è stato anche il mazzo di fiori depositato da Chiellini in memoria di Davide e il coro, sempre per Astori, partito dal settore dei tifosi della Juventus.  

Non ci sono state, però, solo le reazioni di Allegri e Pioli. Alcune sono state comprensibili, come quelle della vedova Scirea, altre un po’ meno, pensiamo al vicepresidente juventino Nedved: “E' inaccettabile, triste, diseducativo e vergognoso. Non lo dico per fare polemica, ma per risolvere un problema che non è di Firenze, ma di tutti gli stadi”. Perfetto. Sarebbe stato bello sentire Nedved altrettanto determinato nel commentare gli striscioni vergognosi della curva bianconera nei riguardi della tragedia di Superga (senza parlare dell’inchiesta di Report), ma purtroppo tutto questo non si è verificato. Trattasi di doppiopesismo, sport preferito da molti italiani e anche dal ceko Nedved.

Chiudiamola qui: Firenze non può finire nel tritacarne e nemmeno i tifosi viola. Il comportamento di una mano sbagliata non può azzerare tutto quanto abbiamo detto e constatato sabato sera. 

Capitolo Fiorentina: la situazione è diventata preoccupante. Non certo per la sconfitta con la Juventus, avversario troppo più forte, ma per come è maturata. Troppi errori, di varia natura, e poca grinta. Alla fine trovare una sufficienza in pagella è stata un’impresa. I viola non segnano più: Simeone è in letargo da 860 minuti, mentre i viola nelle ultime 7 gare hanno realizzato solo 4 gol. Non vincono dal 30 settembre con l’Atalanta e da allora hanno totalizzato 2 sconfitte e 5 pareggi. La panchina della Fiorentina non ha portato nemmeno una rete perché i subentranti non hanno timbrato. E’ un problema di grandi dimensioni perché nel frattempo la classifica, con questo undicesimo posto in condominio con l’Atalanta, ha assunto le sembianze della mediocrità conclamata.  

E’ chiaro che adesso il mercato di gennaio da opportunità diventa tappa obbligata, ci sono calciatori fuori dai radar. Pjaca e Gerson (due titolari), ad esempio. Poi Edimilson che non convince fino in fondo oppure Mirallas, una riserva, che non ha fatto vedere niente fino ad oggi. La società ha 37 milioni di attivo, non ci sono impedimenti economici. 

In questa settimana ci sarà un summit decisivo per le scelte immediate: al tavolo ci sarà la parte tecnica rappresentata da Corvino, Freitas e Pioli, dall’altra il vertice della società. Nell’incontro ci si confronterà sui correttivi da apportare. Far finta di niente sarebbe pericolosissimo, meglio prendere atto degli errori e rimediare subito. Firenze merita tanto di più e la pazienza è finita.