GABBIADINI E VIVIANI PER CENTRARE L’EUROPA. VIA EYSSERIC E THEREAU, MAXI OLIVERA HA GIÀ SALUTATO. ATTENTI A CHIESA, IL RINNOVO SUBITO. VERETOUT, CI PENSA GIUFFREDI. DOMANI CON L’EFFETTO MILAN, MA L’ATTACCO DEVE MIGLIORARE

25.12.2018 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
GABBIADINI E VIVIANI PER CENTRARE L’EUROPA. VIA EYSSERIC E THEREAU, MAXI OLIVERA HA GIÀ SALUTATO. ATTENTI A CHIESA, IL RINNOVO SUBITO. VERETOUT, CI PENSA GIUFFREDI. DOMANI CON L’EFFETTO MILAN, MA L’ATTACCO DEVE MIGLIORARE

Come ampiamente previsto e prevedibile, I know my chickens, i soliti noti stanno riparlando di Champions League pensando di leccare e adulare il manovratore, ma senza rendersi conto che fanno dei danni alla Fiorentina. Perdere il contatto con la realtà è sempre rischioso, illudere uno sport per ingenui, sono più maturi i giocatori tipo Veretout che ha detto "andiamo avanti partita per partita". Logico.

La vittoria sul Milan, ovvio, è di straordinaria importanza per la classifica e per l’autostima, ma anche per consolidare la ripartenza dopo i tre punti con l’Empoli. E la classifica è corta come una minigonna. Bravi a crederci, è tornato il carattere. Punto. Detto questo e per onestà intellettuale, la gara di Milano andrebbe analizzata. Davanti a un Milan in crisi nera, senza centrocampisti, non a caso quando è uscito Mauri l’ultimo rimasto, i rossoneri sono crollati, la Fiorentina non è riuscita a tirare in porta neppure una volta, rete a parte. Passata la soddisfazione per il gol di Chiesa, è sui difetti che si deve ragionare perché il campionato è lungo e per raggiungere l’obiettivo fissato (Europa League) c’è parecchio da migliorare. La Fiorentina ha un ottimo livello nella fase difensiva, i difensori se coperti bene da tutta la squadra e aiutati con il pressing, in genere regalano certezze. I problemi, guarda caso, nascono quando i viola devono fare la partita, con le squadre che si chiudono, perché la fase offensiva è approssimativa e improvvisata. Perché? Sostanzialmente per la mancanza di un collegamento fluido fra il centrocampo e l’attacco.

Servirebbe un centrocampista in grado di mettere la palla negli spazi e con i tempi giusti. Ma anche gli attaccanti non sempre fanno le scelte giuste, si muovono come singoli e non come reparto. E allora eccoci arrivare alla conclusione di sempre: serve dare di più e rinforzi per rimediare agli errori del mercato estivo. Anche Pioli (deo gratias) ha cominciato ad ammettere che se dovessero comprare qualcosa e qualcuno, sarebbe felice. Ha parlato di attaccante perché è evidente che serva uno in grado di aiutare a far gol o dare il cambio a Simeone. Chi? Spero che i Della Valle abbiano capito di non ripetere l’errore del gennaio del 2016 quando per non investire persero la Champions. Ora c’è in ballo il ritorno in Europa, sarebbe assurdo non approfittare del campionato al ribasso di squadre come Atalanta, Samp o Torino che sono sulla carta più forti, ma non riescono a trovare continuità. La Fiorentina in fondo, nonostante due mesi difficili, fa il suo. Non mi aspettavo di più. Per dare certezze e diventare ancor più competitivi bisogna andare oltre il mercato creativo. Pioli vuole Gabbiadini che ha allenato a Bologna? Prendiamolo, questo Gabbiadini. Ora che il nuovo allenatore del Southampton ha dato l’ok, dieci-dodici milioni spalmati dopo il prestito immediato, non possono essere un ostacolo. E due milioni di ingaggio sono lo stipendio di un buon giocatore. Gabbiadini (non credo sia imbrocchito, ha 27 anni) conosce il nostro campionato, sa giocare per la squadra e fa gol. Il 4-3-3 è il modulo che lo esalta, nella Samp fece un grande campionato partendo come esterno destro per poi tagliare e andare a concludere. Ma all’occorrenza sa fare la prima punta capace di andare negli spazi, ma anche in grado di fare l’uno-due. Non andrei a cercare avventure o giocatori che si devono ambientare.

Anche Muriel in questa squadra, con Chiesa, potrebbe fare grandi cose, ma secondo me escluderebbe Simeone, mentre Gabbiadini è più duttile. Come scritto mille volte, serve anche un regista per riportare Veretout nel suo ruolo naturale. Corvino sta pensando a Viviani della Spal, 27 anni nel 2019. Una riserva della Spal? Vero, ma Semplici ha altri due registi (Valdifiori e Schiattarella) che forse hanno migliori geometrie. Viviani è un giocatore da rimotivare, l’anno scorso aveva fatto bene. Costa circa tre milioni (transfermarket), più o meno come Norgaard, una spesa sostenibile. Non sarà un fenomeno, ma uno di quei giocatori utili, pronti subito, che fanno al caso di chi ha obiettivi immediati. Fra i nomi che circolano Rog ha altre caratteristiche e il Napoli ha risposto che Diawara non parte in prestito, ma solo per 40 milioni. Allegria. Lascerei perdere tutti i famosi -icicic di corviniana o ramadanesca memoria, ci vuole troppo per inserirli. Nel calcio non ci sono certezze, ma con Gabbiadini e Viviani si potrebbe fare davvero uno step per arrivare al livello delle rivali per l’Europa.

In attesa, ci sono due gare insidiose per chiudere l’andata. Ma anche due occasioni da cogliere per poi ripartire col Chievo dopo la sosta. Domani c’è il Parma, ecco un test per la fase offensiva. La squadra di D’Aversa anche senza il difensore migliore (Bruno Alves) squalificato, si chiude bene e riparte in contropiede con Gervinho. Serviranno pazienza, intelligenza e attenzione. La Fiorentina dovrà giocare meglio di quanto non abbia fatto col Milan. Poi sabato a Genova, prima volta contro Prandelli. Una partita con dosi emotive altissime, il Genoa è una squadra umorale, ma ha ritrovato stimoli.

Domani dovrebbero giocare i soliti noti, a meno che Pioli non ritenga Gerson più adatto a saltare l’uomo e nell’uno contro uno preferendolo a Mirallas. Altra ipotesi Gerson a centrocampo per avere piedi buoni, fuori Edimilson, con Mirallas all’ala.

In una gara come questa gli squarci di Chiesa dovranno essere l’arma in più per aprire il Parma. A proposito, cosa si aspetta a fargli rinnovare il contratto? L’ok di Andrea Della Valle non ha avuto seguito, l’incontro previsto prima di Natale non c’è stato. L’idea di base era quella di allungare al 2023 e alzare lo stipendio a tre milioni. Forse questo spaventa la Fiorentina, ma c’è già chi gliene ha offerti quattro. Non si può giocare a rimpiattino o spingere avanti il problema, il rischio è che il giocatore se guadagna poco diventi più facile preda di grandi squadre. Blindarlo per molti anni è la soluzione più logica, ma la logica a volte sfugge. Si preferisce fare Veretout che, per carità, lo merita, però fra i due mi preoccuperei prima di Chiesa, ma forse sbaglio io. E non sarebbe la prima volta…

Buon Natale a tutti, cari amici lettori viola!