FRANCHI VIOLA: OLTRE 40MILA ANIME. CREDERCI PER L’ORGOGLIO E LA STORIA. FIORENTINA, UN TRAGUARDO PRESTIGIOSO: SONO 2.700 LE PARTITE IN SERIE A. GERSON ESTERNO AL POSTO DI PJACA

01.12.2018 00:23 di Mario Tenerani  articolo letto 5204 volte
© foto di Giacomo Falsini
FRANCHI VIOLA: OLTRE 40MILA ANIME. CREDERCI PER L’ORGOGLIO E LA STORIA. FIORENTINA, UN TRAGUARDO PRESTIGIOSO: SONO 2.700 LE PARTITE IN SERIE A. GERSON ESTERNO AL POSTO DI PJACA

Alla fine potrebbero essere addirittura 43mila spettatori. Un Franchi vecchia scuola, viola scuro di passione e rabbia per la rivalità eterna. Firenze spinge perché ci crede a prescindere. Impresa quasi impossibile contro una squadra troppo più forte, ma è proprio in quel quasi che si gioca la battaglia. Se stiamo ai numeri, non c’è gara. Sono 19 i punti in classifica di differenza a favore della Juve e 183 i milioni di differenza di monte ingaggi, naturalmente pro bianconeri. Diciamo che in campo non vanno i quattrini, ma questi aiutano a trovare il sentiero per la vittoria. Ecco, se restiamo su questo terreno diventa durissima pescare una speranza. Invece ci sono l’orgoglio e la storia a sorreggere la Fiorentina, la voglia di ribaltare un pronostico, il desiderio di frenare una squadra che è quasi a punteggio pieno (unico pari quest’anno col Genoa). I viola pensano che sarebbe uno spettacolo assoluto sconfiggere un gruppo che fuori casa non perde dal 19 novembre 2017 (a Marassi, 3-2 per la Samp). E che da quel momento in 25 gare ha pareggiato solo 3 volte, vincendo poi sempre.  

Orgoglio e storia non fanno tattica però aiutano ad affrontare la montagna più pericolosa. La Fiorentina oggi taglia un traguardo straordinario: tocca quota 2700 partite in serie A. E il dato ancora più convincente è la posizione che la Fiorentina occupa in questa speciale classifica: i viola davanti hanno solo Inter, Juventus, Roma e Milan, club che hanno centrato, prima della Fiorentina, la meta delle 2700 partite. Bisognerebbe riflettere con più attenzione quando si sostiene, in modo pretestuoso, che la Fiorentina rappresenta una posizione storica da metà classifica o poco più sù. E’ falso: sia per la classifica perpetua dei punti che colloca i viola a ridosso delle grandi, sia appunto per le 2700 presenze in serie A, indicatore di spessore e storicità di una società. 

Questo nel giorno in cui Federico Chiesa agguanta babbo Enrico a 85 maglie in gare ufficiali con la Fiorentina. E’ anche la sfida tra le due difese bunker del campionato: la Juve ha beccato 8 gol, 10 la Fiorentina con l’Inter. In casa, poi, i viola sono solo a 3 reti subite. Pioli, poi, cerca la sua prima vittoria in panchina con la Juventus, a Stefano è sempre andata male: in totale 3 pareggi e 13 sconfitte. Bottino davvero magro. Altro buon motivo per provare a ribaltare una situazione in partenza drammaticamente negativa. 

La formazione è decisa: Pjaca in panchina, dentro Gerson come esterno. La prova di Bologna ha convinto Pioli, il brasiliano in quel ruolo merita un’altra chance, mentre il croato è un po’ acciaccato e un po’ sgonfio. In una partita così serve gente pronta oltre il cento per cento. La Fiesole sfodererà una coreografia degna della Galleria della curva viola. Negli ultimi 30 anni sono stati confezionati autentici capolavori, spesso con i monumenti di Firenze in primo piano. E’ tutto top secret, ma nel pomeriggio il Franchi sgranerà gli occhi di fronte all’ultima opera di questi ragazzi. Ci sarà anche un doveroso ricordo di Astori: Chiellini depositerà una composizione floreale sulla panchina viola. Davide è sempre presente, il suo esempio vive nel ricordo. Questa è anche la sua partita, i viola devono ricordarselo.