FRA SARRI E GATTUSO SPUNTANO ITALIANO E CANNAVARO: ECCO IL TOTO-ALLENATORE. ALLARME, È LA PEGGIOR FIORENTINA DEGLI ULTIMI 20 ANNI. CHE FINE HA FATTO CALLEJON? STADIO FRA EMPOLI E CAMPI. LA GUERRA DEL FRANCHI

09.02.2021 11:05 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
FRA SARRI E GATTUSO SPUNTANO ITALIANO E CANNAVARO: ECCO IL TOTO-ALLENATORE. ALLARME, È LA PEGGIOR FIORENTINA DEGLI ULTIMI 20 ANNI. CHE FINE HA FATTO CALLEJON? STADIO FRA EMPOLI E CAMPI. LA GUERRA DEL FRANCHI

A febbraio insieme alle mimose di solito fioriscono anche i nomi degli allenatori. Chi si piglia? La domanda passa di bocca in bocca senza trovare risposte, almeno per ora.

Sarri? Spalletti? Gattuso che lascia il Napoli? Oppure il giovane Italiano dello Spezia? Fra poche righe scriverò la mia idea, intanto facciamo così: ognuno ci metta il suo sogno personale in attesa di qualcosa di più concreto. Già, perché di concreto oggi c’è poco o nulla.

Qualcosina circola, qualche chiacchiera c’è, alcuni procuratori e intermediari suggeriscono e si mettono avanti, ma sinceramente è presto. O meglio, non sarebbe presto, il fatto è che la Fiorentina ha delle cose più importanti alle quali pensare, a cominciare dalla salvezza. Fino a quando non ci saranno più punti in classifica e una maggiore sicurezza sul destino futuro, credo sia prematuro fare nomi di direttori sportivi o di allenatori.

Mi auguro però che Rocco Commisso abbia già cominciato a pensare al suo progetto di calcio, sappia cosa vorrà fare della Fiorentina che verrà. Da questo deriva tutto il resto, non si può più navigare a vista, pensare a qualche illusoria meritocrazia temporanea, serve ragionare con orizzonti più vasti.

In sostanza, anche senza stadio il presidente viola vuole investire sulla squadra e provare a fare da subito una Fiorentina da Europa League?

Oppure ha in mente un progetto a più lungo termine, diciamo due-tre anni, sui giovani e sul bel calcio?

Soltanto dopo aver risposto a questi interrogativi, secondo me, eventualmente si dovrà iniziare a cercare il direttore sportivo e l’allenatore.

Se Rocco dovesse optare per una bella squadra competitiva da subito, mi sembrerebbe logico metterla in mano ad allenatori che abbiano già vinto, che abbiano esperienza e carisma nei confronti dei giocatori, che siano spendibili anche mediaticamente. Ecco allora i Sarri o gli Spalletti, ma anche il campione del mondo Gattuso che andrà via da Napoli e per il quale stravede (così mi dicono) proprio il presidente Rocco. La tipologia dovrà essere quella.

Se invece si volessero battere strade nuove, un po’ come fece Berlusconi con Sacchi venticinque anni fa, perché non valutare Italiano (sta andando benissimo anche in A) magari facendolo seguire più da vicino? Ieri sera è spuntato anche il nome di Cannavaro che secondo l’allenatore Maddaloni, storico secondo di Lippi, sarebbe già stato contattato al momento del cambio di Iachini e avrebbe voglia di allenare in Italia dopo l’esperienza cinese. Idea affascinante, trattasi di un altro campione del mondo e Pallone d’oro, affascinante come poteva essere quella di De Rossi, ma con qualche controindicazione.

Parliamo di ipotesi, naturalmente, perché fra l’altro ci sarebbe anche Cesare Prandelli che nel solco della meritocrazia sempre sbandierata da Rocco, ha ancora davanti diciassette partite per dimostrare di poter continuare in viola. L’unica strada, ovvio, è portare fuori la Fiorentina da una situazione difficile e pericolosa prima possibile e magari riuscire anche a dare un gioco migliore.

E qui siamo all’attualità che è tornata complicata non tanto per la sconfitta contro l’Inter (prevedibilissima), ma per la vittoria di quasi tutte le altre squadre inguaiate più o meno come la Fiorentina. Ora i viola sono tornati al quindicesimo posto, quindi piccolo consiglio non richiesto al presidente: evitiamo di vantarsi di posizioni in classifica o di rimonte fittizie fino a quando le bocce non saranno ferme.

I numeri infatti sono drammatici e anche se a me piacciono poco, a volte andrebbero analizzati. Soltanto il Parma ha un attacco peggiore di quello della Fiorentina, anche il quasi spacciato Crotone segna di più. Non basta. Bisogna andare indietro di venti anni al 2001, stagione della retrocessione, per trovare una classifica peggiore di questa dopo ventuno giornate di campionato. Tocchiamo ferro. Ma anche rispetto all’annata scorsa i punti in meno sono tre. E pensare che poi Commisso non vuole sentir dire che si occupa troppo di infrastrutture e poco di progetti calcistici. La realtà è amara e attaccarsi a una maggiore personalità della squadra e al gioco cresciuto con Prandelli non basta più. Servono punti domenica a Genova contro la Samp, bisogna battere lo Spezia e portare via roba da Udine. Le prossime tre partite saranno cruciali.

Per fortuna torna Castrovilli, ovvero la qualità. Speriamo che tolgano la squalifica a Milenkovic. Purtroppo però mancherà Amrabat, l’uomo sul quale è costruito il centrocampo. Gli allenamenti riprenderanno oggi e Prandelli valuterà lo stato della situazione, ma vista la buona Sampdoria delle ultime gare con il suo onesto 4-4-1-1, una soluzione potrebbe essere mettersi a specchio, soprattutto se non dovesse esserci Milenkovic, ma anche con il serbo. Quarta, volendo, sa fare anche il terzino destro e nasce nella difesa a quattro. Lo dico in particolare per ovviare all’assenza di Amrabat. Il 4-1-4-1 potrebbe essere una risposta con Quarta, Milenkovic, Pezzella e Biraghi; Pulgar; e poi Venuti, Castrovilli, Bonaventura e Ribery; con Vlahovic unica punta. E se Milenkovic non dovesse esserci c’è Igor o anche con Quarta in mezzo, sull’esterno potrebbero giocare Venuti o Caceres con Malcuit alto. O Callejon. Non sappiamo in che condizioni di forma sia l’ex napoletano, ma non può essere finito il giocatore che abbiamo ammirato per sette anni e fino alla primavera scorsa. A questa squadra, non certamente di fenomeni, credo possa ancora dare qualcosa. O almeno lo spero. Ma c’è tempo per parlare di giocatori e di formazione, domenica si gioca alle 15 come ai vecchi tempi e per prima cosa c’è da sperare nel completo recupero di Ribery.

In attesa, sistemato in gloria il Viola Park (chapeau a Rocco), tiene sempre banco la vicenda stadio. E’ bastato vedere Commisso a Empoli per seguire la Primavera che immediatamente ha ripreso fuoco un interrogativo che già circolava da tempo: perché il presidente viola non compra lo stadio di Empoli che è in vendita?

Rocco se l’è cavata con una battuta, ma fra pochi giorni uscirà il bando pubblico di vendita e sapremo. Se è vero che più volte Commisso ha citato società americane che portano le loro squadre a giocare anche a migliaia di chilometri di distanza, dalla costa est a quella ovest e viceversa, credo che proporre la soluzione Empoli al Popolo Viola potrebbe essere un azzardo. E dico poco.

Comunque il tema è caldo perché le istituzioni compatte, soprattutto i governanti del Pd, con il diktat sul Franchi e i labili consensi su Campi, hanno messo Rocco all’angolo, in una posizione dove credo non stia bene. Come reagirà?

Nardella continua a sperare di lavorare assieme alla Fiorentina nel restauro del Franchi e fa bene, ma intanto ha deciso di mettersi in proprio. E qui ci sono mille dubbi che il sindaco pensa di fugare, ma persistono anche nell’uomo della strada.

Se in assoluto è logico, doveroso e per certi versi da applausi pensare di restaurare il Franchi e preservarlo dal degrado, c’è chi invece trova meno logico fare un mega stadio per il calcio, spendere duecento milioni di euro della collettività, senza avere la certezza che poi in quello stadio ci giochi la Fiorentina.

Nardella sembra mosso dall’orgoglio dopo gli insuccessi su questo tema, ma non sarebbe più logico restaurare il Franchi per quel che serve di urgente e temporeggiare un attimo per capire cosa farà Rocco?

E poi, si chiedono in tanti, anche partendo dal presupposto che tutti vogliono bene alla Fiorentina, è logico spendere 200 milioni, fare un mega stadio per il calcio alla fin fine per una società privata?

E poi ci sono dubbi sull’idea di andare avanti con Campo di Marte. Per me, l’ho già detto, uno stadio nuovo dovrebbe durare come minimo 50-70 anni, siamo sicuri che Campo di Marte in previsione futura sia il posto giusto, il quartiere potrà sopportare anche i nuovi 20mila metri cubi previsti, musei e centri commerciali?

La città già oggi si sta espandendo da un’altra parte, figuriamoci fra venti o trenta anni. Nella mia logica, sicuramente sbagliata, un’operazione lungimirante sarebbe quella di restaurare il Franchi giusto il necessario per modernizzarlo e valorizzarlo e poi adibirlo ad altre attività, dal rugby ai concerti, metterlo al servizio del quartiere e dell’area sportiva già esistente. Lo stadio vero della Fiorentina andrebbe fatto fuori, dove ci sono gli spazi e dove conviene investire per alzare il fatturato della società viola, ma forse sono miope io.

E soprattutto, se Rocco alla fine dovesse optare per un’altra soluzione, due grandi stadi per il calcio Firenze se li potrebbe permettere? Insisto: nel rispetto delle leggi (ovvio), forse sarebbe meglio trovare una soluzione nella Piana. La sensazione che comunque lo stadio non si voglia fra i piedi però è sempre forte e il fuoco di fila continuo di interventi non richiesti (anche ieri) non mi convince.

E poi pensare nel nuovo Franchi il museo della Fiorentina senza la Fiorentina o il museo della Nazionale con i cimeli privati gelosamente custoditi dalla Federcalcio a Coverciano, forse necessiterebbe di un confronto. Tanti se e tanti ma, aspettando Commisso