FIORENTINA TOSTA, MA NON SEGNA. BASTA UNA DISTRAZIONE PER PERDERE. CLASSIFICA GRIGIA COME L’AUTUNNO, IN SCOZIA VALE LA STAGIONE. ROCCO E TERRACCIANO: CORI VERGOGNOSI, CHISSÀ SE STAVOLTA SE NE ACCORGONO…

03.10.2022 11:04 di Mario Tenerani   vedi letture
FIORENTINA TOSTA, MA NON SEGNA. BASTA UNA DISTRAZIONE PER PERDERE. CLASSIFICA GRIGIA COME L’AUTUNNO, IN SCOZIA VALE LA STAGIONE. ROCCO E TERRACCIANO: CORI VERGOGNOSI, CHISSÀ SE STAVOLTA SE NE ACCORGONO…

L’Atalanta è prima con 20 punti in 8 gare, la Fiorentina undicesima con 9, solo uno in più dello Spezia e 2 più del Lecce. Una classifica triste come l’autunno che bussa alle porte. E’ vero, c’è tanto tempo per recuperare, ma più che il tempo passa e più che è dura farlo. I viola hanno perso in campionato già 3 volte in 8 occasioni, la media non è allegra. Eppure, la Fiorentina di Bergamo è stata anche tosta, nei duelli in mezzo al campo e nella voglia di attaccare. Non aveva davanti avversari morbidi, tutt’altro. I nerazzurri sono meritatamente lassù a fare a sportellate col Napoli, ma i viola hanno spinto e rinchiuso dietro l’Atalanta soprattutto negli ultimi 20 minuti, senza però ottenere nulla. Perché nel calcio bisogna far gol e i viola non segnano.

Ormai lo sanno tutti, la notizia è planetaria. Tutto diventa inutile, ogni sforzo è fine a se stesso se non viene sublimato dal gol. A che serve chiudere una squadra in area? A che serve avere numeri offensivi da primato se poi negli ultimi 16 metri non pungi? A che serve creare situazioni pericolose se non c’è mai un tocco risolutore, un opportunista che la infila in rete? Puntualmente, poi, arriva la disattenzione difensiva e bevi. Quarta, prima e dopo quell’errore esiziale, è stato tra i migliori in assoluto. Un attimo di calo su Muriel e l’omelette è stata servita. Anche Venuti e Igor non hanno brillato nella circostanza, sia chiaro. Tutte le squadre prima o poi dietro qualcosa concedono, ma se fanno gol i problemi si superano o si nascondono. Per la Fiorentina purtroppo non è mai così. 


Italiano ha fatto i conti con le assenze di Gonzalez (in panchina), Milenkovic (pure lui seduto) e Dodò: non sono mancanze banali. Ha scelto ancora Kouame dimostrando che al momento l’ivoriano è davanti a Cabral e Jovic. E già da qui si potrebbero fare tante considerazioni su come è stato allestito dalla società il pacchetto degli attaccanti. Kouame si è impegnato tanto, ma pure lui non ha punto. Italiano per recuperare poi è passato al 4-2-3-1 inserendo tutti gli attaccanti disponibili, ma non ha ottenuto nessun frutto. Perché non conta il numero delle punte, ma il numero dei gol. 
Terzic, mancino adattato a destra, ha fatto vedere qualcosa di buono, mentre Venuti no. Mandragora si è limitato troppo al compitino, da uno come lui vorremmo vedere un po’ di verticalizzazioni. Di Ikonè ci ricordiamo solo l’azione in cui ha fatto ammonire Scalvini. Jovic un po’ meglio, ma quando tocca la palla ci fa venire il sospetto che sia più vicino ad un trequartista che ad un 9 puro. Ha fabbricato un’occasione, ma ha sbagliato due colpi di testa. Meno male che c’era Terracciano: due grandi parate su Koopmeiners e Maehle, quindi alcuni tiri respinti. Lui è una certezza. Amarabat è entrato bene, ha giocato addirittura centrale difensivo. La sua fisicità si fa sentire. 


La stagione non è compromessa, ma è chiaro che col ritardo accumulato in classifica, la sfida di giovedì in Scozia diventi decisiva: non è immaginabile una Fiorentina eliminata in Conference e a galleggiare nei paraggi del decimo posto in campionato. Sarebbe un’annata fallimentare, per tutti.  A Edimburgo c’è un solo verdetto disponibile: la vittoria. Sei punti con gli scozzesi nel giro di una settimana sono il mini sindacale per agguantare il secondo posto (che consentirebbe di andare allo spareggio con  la terza di un girone di Europa League). Infatti, se il Basaksehir continuerà su questi ritmi, sarà dura togliergli il primo posto nel raggruppamento. 


Torniamo a Bergamo: una curva intera, quella piena di tifosi atalantini, prima della gara ha fatto un coro vergognoso di discriminazione territoriale nei confronti del Presidente Commisso che comunque già prima era stato fatto oggetto di insulti. All’inizio della ripresa, stesso trattamento per Terracciano. I due viola si sono beccati di “terun” cioè terroni, da una curva che nella stagione scorsa investì di contumelie dello stesso genere e a lungo, Vlahovic e Milenkovic. Nessun ispettore di Lega, a bordo campo, si accorse di nulla, mentre a Firenze per episodi meno gravi ci si accorge sempre d tutto. Stavolta a Bergamo succederà qualcosa? Si prenderanno provvedimenti? La società viola per bocca del suo direttore generale ha preso una posizione forte chiedendo l’intervento di Coni, Lega e Governo. “Perché non si può più far finta di nulla”. Si potrebbe aggiungere: per far sì che non ci siano più stadi dove si permette di tutto e altri no.