FIORENTINA, POCHI ALIBI E MAGGIORE AUTOCRITICA. IL CAMPO NON MENTE ED I NUMERI NON SONO CASUALI. ITALIANO, LA DIFFICOLTÀ PIÙ GRANDE È LA GESTIONE PSICOLOGICA DEL MOMENTO

25.10.2022 10:18 di Luca Cilli Twitter:    vedi letture
FIORENTINA, POCHI ALIBI E MAGGIORE AUTOCRITICA. IL CAMPO NON MENTE ED I NUMERI NON SONO CASUALI. ITALIANO, LA DIFFICOLTÀ PIÙ GRANDE È LA GESTIONE PSICOLOGICA DEL MOMENTO

L'obiettivo che la Fiorentina si era prefissata di raggiungere nel corso di questo campionato, cioè il miglioramento del settimo posto della scorsa stagione, sta per svanire già alla fine di ottobre. Guardando la classifica, i risultati, le prestazioni e le tante (troppe) contraddizioni evidenziate nel corso di questi mesi dalla squadra di Vincenzo Italiano, al momento pensare alla possibilità di una clamorosa rimonta appare quasi come un atto di fede da parte del tifoso più ottimista piuttosto che una possibilità concreta ed alla portata della Viola. Fermo restando che nel calcio (e nello sport in generale) può succedere tutto ma anche il contrario di tutto, guardare in faccia alla realtà seppur dura e lontanissima dalle aspettative del club e della dirigenza è già un primo passo per cercare di mettere una fine al peggio. 
 

Discutere di decisioni arbitrali che hanno penalizzato la Fiorentina, ad esempio, rischia di diventare un alibi che in questo momento la squadra non può permettersi. Perché è evidente che in alcune partite gli episodi sotto questo punto di vista non hanno aiutato a raggiungere il risultato, ma è altrettanto vero che in tutte le altre gare giocate la formazione di Italiano, o per un motivo o per un altro, non ha fatto bene. La Fiorentina non è 14° per caso, per sfortuna o per via di alcune sviste da parte degli arbitri. La squadra ha gli stessi punti di Bologna e Monza ed 11 di ritardo rispetto al piazzamento della scorsa stagione perché fin qui non è mai riuscita ad avere un proprio equilibrio, una vera identità ed un minimo di continuità. Perché ha una difesa che spesso non si è dimostrata all'altezza della situazione, zavorrata anche da diversi errori da matita rossa da parte di alcuni singoli. E perché alcune partite dominate nei numeri non sono state tramutate in successi a causa della cronica incapacità degli attaccanti di trasformare almeno una delle diverse chance create. Ad un quadro già di per se cupo va aggiunta l'ormai certificata fragilità fisica del miglior elemento in rosa, Nico Gonzalez. Purtroppo per lui e per la Fiorentina iniziano ad essere più gli infortuni ed i contrattempi muscolari piuttosto che le partite giocate. Ad oggi l'unica nota lieta dell'annata è Kouame, un calciatore che questa estate sembrava sul punto di lasciare Firenze ed invece non solo è rimasto ma ha saputo guadagnarsi la palma del migliore fra tutti i suoi compagni.

Vincenzo Italiano ha tantissimi problemi da risolvere. Attualmente quello principale non è legato ne alla tattica, ne alla tecnica, e nemmeno alla scelta degli uomini da mandare in campo. Ma riguarda fondamentalmente l'aspetto psicologico. Il problema principale di Italiano infatti è cercare di risollevare una squadra a terra, che perde quando gioca male e non fa risultato nemmeno quando al contrario gioca bene ed arriva a segnare con gli attaccanti. In queste condizioni diventa complicato guardare al futuro più immediato con un pizzico di ottimismo. La Conference League resta l'unica strada al momento percorribile insieme alla Coppa Italia per cercare di salvare il salvabile. Magari anche quella scorciatoia per riaccendere il motore nel tentativo di recuperare un pò di terreno anche in campionato. Poi già dopo il fischio finale dell'ultima partita di novembre prima della lunga sosta per il Mondiale in Qatar sarà necessario fare una analisi attenta e profonda della situazione. Per capire come mai le scelte fatte nei mesi precedenti non hanno pagato, e perché gli investimenti che il presidente Commisso ha sostenuto e non ha mai fatto mancare per l'allestimento della squadra non hanno prodotto risultati all'altezza delle aspettative.