FIORENTINA NON CI SIAMO. IGNORARE CERTI SEGNALI E’ SBAGLIATO. MANCANO GOL E CONCENTRAZIONE. IL BOLOGNA HA ARNAUTOVIC… TUTTO RIMEDIABILE, MA FUORI IL CARATTERE. ITALIANO ALMENO FA AUTOCRITICA

12.09.2022 10:03 di Mario Tenerani   vedi letture
FIORENTINA NON CI SIAMO. IGNORARE CERTI SEGNALI E’ SBAGLIATO. MANCANO GOL E CONCENTRAZIONE. IL BOLOGNA HA ARNAUTOVIC…  TUTTO RIMEDIABILE, MA FUORI IL CARATTERE. ITALIANO ALMENO FA AUTOCRITICA

Sei punti in sei partite sono pochi, troppo per la Fiorentina. Siamo solo all’inizio, ma adesso tra coppa e campionato sono nove le gare totali e le vittorie soltanto due. 
La prima con la Cremonese arrivata su una papera clamorosa allo scadere del portiere Radu e un’altra, provvidenziale, nell’andata del play off con il Twente. Quindi pareggi ad Empoli, in superiorità numerica, poi con Napoli e Juventus. Sconfitte ad Udine e Bologna. Altri due pari sono arrivati nel ritorno col Twente e in casa col Riga, squadra che nella B italiana non sarebbe protagonista.

La stagione è compromessa? Macché, la strada è talmente lunga che Italiano e i suoi possono ancora fare di tutto e il contrario di tutto, ma ignorare certi segnali, ora, sarebbe sbagliato. E il tema non chiama in causa solo l’allenatore e i giocatori, ma pure la società.

Italiano almeno ha fatto autocritica nel dopo Bologna. Ci ha messo la faccia, si è assunto le proprie responsabilità. Che bello se ogni tanto, anche sporadicamente, facesse la stessa operazione anche la società. Invece di cercare sempre un nemico esterno per coprire i propri errori. Prima o poi il tappeto si alza e la polvere spunta fuori. 
E’ la storia che dice questo. Ammesso che la si conosca.

Nel primo tempo a Bologna c’è stato un tiro di Bonaventura alto di non molto, un buon colpo di testa di Quarta deviato dal portiere rossoblu e una palla di Jovic per Dodò che il brasiliano ha trasformato in una botta al volo di destro finita fuori bersaglio. Questo il saldo dei primi 45 minuti del Dall’Ara per la parte offensiva viola. Nella ripresa il gol di Quarta, su un assist splendido di Saponara, poi un tentativo di Kouame con debole conclusione poi il buio. Sul nostro taccuino nessuna azione pericolosa. Questa è la cronaca.

La Fiorentina non gioca male, in campo ha buone idee, ma queste devono trovare uno sfogo in attacco e invece là davanti, purtroppo, i viola non pungono. Il reparto avanzato della Fiorentina, quantomeno fino ad oggi (ma noi non facciamo previsioni astrali) è pressoché inesistente. Il Bologna non ha una squadra competitiva, ma ha un centravanti: Arnautovic nella stagione passata ha fatto 14 gol e in questa viaggia ad una rete a partita. Non solo: guida i suoi, è un riferimento, si carica tutti sulle spalle. La differenza a Bologna è stata il centravanti. Perché è un ruolo troppo importante. La Fiorentina non ci ha mai creduto più di tanto. Dal 2019 ad ora l’unico attaccante che ha funzionato nella Fiorentina era uno che era già presente: Vlahovic. Tutti gli altri tentativi sono falliti. Acquisti sbagliati.

I viola in questa stagione sono partiti, sulla carta, senza i 17 gol segnati da Vlahovic nel girone di andata - questa è stata una grave sottovalutazione - e con esterni, bravi a giocare a calcio, tecnici, ma poco portati a buttarla dentro. Sulla carta, potenzialmente, una miseria di gol. Questi conti si fanno ancora nel calcio, si parte sempre da qui. Cabral e Jovic, teoricamente, sono ottime punte, per carità, ma uno ad ora sono pressoché impalpabili. 
Il primo in Svizzera segnava valanghe di reti (di cui 14 in Conference League), ma ancora non regali segnali giusti di ambientamento nel nostro calcio. Il serbo, sul cui valore in pochi hanno dubbi, è reduce da almeno due stagioni molto in ombra. Si deve riaccendere, ha bisogno di tempo. Morale? Il gol a Firenze non arriva.

Inoltre, sorge il dubbio, osservandolo dal vivo, che non sia un centravanti puro. Tanto che al minuto 27 del secondo tempo di Bologna, è entrato Ikonè e Italiano è passato al 4-2-3-1 con il francese e Saponara esterni, Jovic sotto punta, Kouame centravanti. Al 40’ è uscito l’ex Genoa ed è subentrato Cabral, così la Fiorentina ha avuto il doppio centravanti in campo, sempre col 4-2-3-1, senza però nessun tipo di efficacia. Eppure ci sono stati 12 minuti complessivi di partita. 
Il tema del gol è stato sottovalutato dai dirigenti, un errore grande. Speriamo che si sblocchino Cabral e Jovic, altrimenti saranno guai seri perché non sono molti tra i viola ad avere il gol nel sangue. Nel curriculum degli esterni viola non ci sono tantissime reti. Manca Gonzalez, vero, uno dei migliori in assoluto della formazione di Italiano. E’ infortunato e con lui in infermeria ce ne sono tanti. L’ultimo è Dodò, al quale spediamo un grande in bocca al lupo affinché torni prima del previsto. L’anno scorso andò bene con gli incidenti, questa stagione invece è cominciata male anche per i problemi fisici. La lista è lunga, ma è un male comune: ci sono state squadre in queste condizioni. Ma a Italiano, per questa ragione, vanno date delle attenuanti: Gonzalez, Castrovilli, Milenkovic, Duncan, ora Dodò e Sottil (uscito nell’intervallo a Bologna), sono assenze pesanti. Non è facile, il tecnico non ha una rosa completa per competere bene su tre fronti. 
Mancano i gol, insomma chi li fa, ma manca anche la giusta concentrazione.

Igor, dopo quasi un anno di rendimento monumentale sembra involuto. Gli errori di Bologna sono da ricondurre ad un calo di attenzione. E già da qualche partita il brasiliano è meno brillante. Oltre a due espulsioni rimediate in questo primo segmento di stagione. In generale la difesa ha sbandato. C’era fallo su Quarta in occasione del raddoppio bolognese? Dalla tribuna pareva di sì, ma il Var ha scandagliato e ha cercato anche un fuorigioco. Dopo quasi 4 minuti la rete è stata convalidata. Una decisione che ci lascia, appunto, perplessi. Pradè di solito calmissimo, si è scagliato sulla decisione arbitrale. Non sappiamo se questa sia la politica più corretta e se pagherà in termini politico. Ma la società ha il diritto di fare come vuole. Di fronte a spettacoli come quello di Bologna però spiegare tutto con una svista arbitrale sembra un esercizio esagerato. 

L’eventuale pari avrebbe portato un punto, ma siamo sicuri che i nostri giudizi sul derby dell’Appennino sarebbero cambiati? Il nodo da sciogliere per la Fiorentina non è avere 6 o 7 punti in classifica, ma ritrovare se stessa. Anche in chiave coppa perché giovedì a Istanbul sarà battaglia. 
Tutto è rimediabile. 
Ripartiamo dalla voglia di far meglio dichiarata da Italiano, ma la squadra tiri fuori il carattere. Più ferocia, voglia di vincere, velocità. Non vogliamo una Fiorentina compassata, ma traboccante di rabbia agonistica.