FIORENTINA: CRESCE LA PAURA. MA VANNO MALE ANCHE PRIMAVERA E DONNE. SOCIETÀ DA RIFONDARE E NUOVI PROGRAMMI. TIFOSI SFIDUCIATI. PRANDELLI, ORA CORAGGIO E 4-3-3 CON CALLEJON E PULGAR. RIBERY, ALTRO ANNO CON STIPENDIO DIMEZZATO

16.02.2021 11:05 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
FIORENTINA: CRESCE LA PAURA. MA VANNO MALE ANCHE PRIMAVERA E DONNE. SOCIETÀ DA RIFONDARE E NUOVI PROGRAMMI. TIFOSI SFIDUCIATI. PRANDELLI, ORA CORAGGIO E 4-3-3 CON CALLEJON E PULGAR. RIBERY, ALTRO ANNO CON STIPENDIO DIMEZZATO

L’unico momento positivo dopo due giorni di cattivi pensieri è stato leggere la proiezione del Cies, centro internazionale di studi sportivi, che usando algoritmi ha stilato la classifica del campionato con la Fiorentina al tredicesimo posto finale, quindi salva. Non è la Bibbia, ma il Cies usa metodi scientifici che difficilmente sbagliano e comunque hanno grande approssimazione. Del resto vedendo quello che succede, ci sta che possano essere Cagliari e Parma a far compagnia al Crotone. E poi tutto serve per respirare un po’.

Dalla scienza alla realtà, la situazione resta comunque complicata. Non mi consola affatto l’aver giocato meglio della Sampdoria, anzi il calcio racconta che proprio quando giochi bene e perdi ti devi preoccupare molto di più, ma questo in Fiorentina evidentemente non lo sanno. Se giochi male puoi sempre migliorare, dalla Fiorentina vista a Genova non è che ci si possa aspettare molti progressi, è stata comunque una discreta prestazione. E allora?

L’allarme è altissimo alla vigilia di due partite delicatissime come quella con lo Spezia in gran forma (venerdì) e l’Udinese, ma in società non sanno cosa dire (vige il silenzio) e forse cosa fare, preferendo una repentina fuga dallo stadio di Genova.

L’unica relativa tranquillità la regalano i sette punti di vantaggio sulla terz’ultima e l’incapacità di rialzarsi di Parma e Cagliari ancora sconfitte.

Ma si può andare avanti così?

Certo che no. Consiglierei al dottor Commisso, con assoluto rispetto, di andarsi a leggere i commenti dei tifosi viola sui social. O se li faccia stampare e trasmettere, inutile far sapere al Capo solo le cose che più fanno comodo. Meglio la realtà. O, ancora peggio, dar retta solo a quelli del club dell’Hamburger, quelli che tutto va bene e dell’otto al mercato, solo per compiacere i potenti. Un classico. Quelli fanno il male della Fiorentina.

Lo dico così, una analisi diversa forse servirebbe per avere il polso della delusione e della situazione dopo due anni di non calcio e come base per una opportuna riflessione sulle cose da fare per un rilancio futuro che Rocco ha promesso e sono sicuro che arriverà.

Non voglio insistere sulle tante cose che non funzionano in questo momento delicato, le scrivo da mesi, ma la debolezza della catena di comando di questa società ora è talmente evidente a tutti che ogni tipo di giustificazione mi sembra immotivata. Non va male soltanto la prima squadra, la Primavera dopo aver perso la finale di coppa è ai play out e la donne sono praticamente fuori da tutto con un preoccupante fuggi fuggi delle giocatrici migliori. Si potrebbe anche riflettere sul fatto che tutti i giocatori che vanno via sembrano dei fenomeni, ultimi Saponara e Agudelo, come mai alla Fiorentina sembravano zombie? Si potrebbe chiedere come mai non è stato fatto mercato a gennaio forse pensando di essere già salvi o non c’era l’ok di Rocco?

Tante cose, ma adesso è il momento di stare uniti. Solo una domanda gira sempre più frequentemente: cosa si aspetta ancora per intervenire in società?

Se c’è un progetto calcistico, come ha sostenuto di recente il presidente, evidentemente non funziona. Bisogna ripartire su basi nuove, con uomini nuovi e idee chiare: non c’è altra strada. Spero in un deciso intervento del presidente un minuto dopo aver raggiunto la salvezza. Non c’è tempo da perdere. Anche in prospettiva della riapertura degli stadi che forse (speriamo) avverrà nella prossima stagione, sarebbe intollerabile un altro anno come gli ultimi. E non parlo di soldi, lo ripeto ancora una volta. Serve gente di pallone o far lavorare quella che c’è, esperta ma con idee fresche, serve far bene calcio. E Firenze è la piazza ideale per far bene calcio.

Se poi verranno anche gli investimenti, vorrà dire che si potrà alzare l’asticella. Sogni? Non so, dico solo quello che Firenze meriterebbe e che aveva tanto sperato quando ha comprato la società un personaggio travolgente, energetico e ricchissimo come Commisso. C’è ancora tempo per dimostrare e l’orgoglio del presidente un giorno spero diventerà decisivo.

Per la squadra c’è poco da aggiungere. Ora anche Prandelli deve trovare il coraggio, in questo modo non si esce da una situazione difficile, forse converrebbe che cominciasse a fare il suo calcio. Anche per una questione di autostima. Non ha più niente da perdere, ci dispiace per lui, ma dopo quattro mesi così, pur con tutte le giustificazioni del caso (e sono tante) molto difficilmente sarà confermato, e allora provi a fare il Prandelli che conosciamo.

Ora la Fiorentina, con lui, è cresciuta fisicamente, non possono più rimanere fuori i giocatori migliori in virtù del modulo, devono giocare i più in forma, i più forti ed esperti. Con il 4-3-3 si potrebbe giocare con Quarta e Milenkovic centrali, Pezzella deve riposare. Sugli esterni Malcuit a destra e Biraghi a sinistra, poi c’è sempre Caceres per entrambe le zone, volendo Venuti. Pulgar è recuperato, a Genova è stato uno dei migliori. Con lui basso possono giocare interni Amrabat e Bonaventura. Davanti Vlahovic può essere supportato da Callejon a destra e Ribery a sinistra. E Castrovilli? E’ un’alternativa a Bonaventura. E se Ribery non dovesse farcela può comunque giocare sul centro sinistra lavorando con le discese di Biraghi. E comunque bisogna ragionare nell’ottica dei cinque cambi che consentono di incidere sulle partite come ha dimostrato buon ultimo, proprio Ranieri a Genova. Lo Spezia, fra l’altro, gioca ma fa giocare. Nel suo 4-3-3 gli esterni lavorano molto anche in fase difensiva, forse sarebbe giusto mettersi a specchio. Comunque il coraggio serve e servono anche delle scelte di rottura nel preparare la gara, ma anche a partita in corsa. Se esiste una possibilità per la riconferma, mi sembra giusto che Prandelli se la giochi con le sue armi e non intristendo con questo modulo poco evoluto e questo calcio antico.

A proposito di Ribery, ovvio che si speri nel recupero. I suoi colpi potrebbero essere fondamentali negli spazi che lo Spezia lascia.

A proposito del francese, ora tutti i piani sono bloccati fino alla fine dell’emergenza (si spera) dopo Udine, tutto fermo anche per il direttore sportivo e l’allenatore, ma per Ribery nell’aria c’era la proposta di allungamento per un anno con due milioni di stipendio. Ha anche altre offerte, a Firenze resterebbe volentieri, ma risponderà a tutti a campionato finito.