FIORENTINA ALTA TENSIONE: MAI PIÙ PRESTAZIONI COSÌ. DOMANI CONFRONTO VERITÀ: PIOLI PER ADESSO RESTA MA SONO TUTTI IN DISCUSSIONE

08.04.2019 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 13351 volte
© foto di Federico De Luca
FIORENTINA ALTA TENSIONE: MAI PIÙ PRESTAZIONI COSÌ. DOMANI CONFRONTO VERITÀ: PIOLI PER ADESSO RESTA MA SONO TUTTI IN DISCUSSIONE

La brutta notizia è che la Fiorentina ha perso giocando una partita di raro imbarazzo. La buona notizia è che la proprietà è infuriata… Può sembrare una provocazione, ma non lo è. Nella Fiorentina del “mulino bianco”, delle pressioni zero, degli obiettivi vaghi - questa è l’aria che abbiamo respirato o che ci hanno fatto respirare -, sapere che la proprietà è inferocita - mai più prestazioni così - è un segnale di vita. Si potrà obiettare che i Della Valle sono i primi responsabili, ma intanto la loro reazione è un’oasi nel deserto viola. 

Il comunicato del tardo pomeriggio di ieri è l’annuncio che siamo alla resa dei conti. Che non tornano nella Fiorentina. Classifica amorfa, gioco asfittico, alcuni calciatori destinati a transitare da Firenze con il timbro dell’impalpabilità, un ambiente sfinito dalla diffusa mediocrità, stadio che si svuota, totale mancanza di autocritica di fronte al fallimento stagionale. Bilancio negativo che potrebbe però avere una trasfusione di liquidità se il prossimo 25 aprile la Fiorentina riuscisse ad eliminare l’Atalanta in semifinale di Coppa Italia. Atalanta per la prima volta quarta, squadra che in molti ritenevano al livello della Fiorentina… Atalanta modello da seguire, con uno stadio nuovo all’orizzonte e un centro sportivo per i giovani da far invidia ai principali club continentali. Atalanta che la scorsa estate ha investito 26 milioni per Zapata, oggi a quota 20 in classifica cannonieri, mentre il bomber della Fiorentina è Benassi con 7 gol. Atalanta che riesce a far calcio meglio della Fiorentina anche se orfana di fatturati esorbitanti. 

Detto questo il 25 aprile i viola, pur partendo dallo svantaggio del 3-3 dell’andata, si giocheranno le proprie chance. Residuali certo, ma concrete. Ecco, per avere la possibilità di non rovinare quel poco che è rimasto la società non potrà addizionare errori ad errori. 

Il comunicato ha spiegato che “proprietà e dirigenza della Fiorentina si riuniranno durante le prossime 48 ore con l’obiettivo di analizzare con lucidità la situazione e individuare tutte le misure volte a garantire l’impegno ed auspicabilmente i risultati della squadra in vista degli impegni dell’ultima parte dell’anno sportivo”. 

Ci sarà un incontro domani ai Campini, un confronto per capire ciò che è successo e cosa dovrà essere fatto. Il vertice della società chiederà spiegazioni a tecnico, squadra e anche al direttore generale Corvino. La verità è che stante la delicatezza del momento, sono tutti in discussione. Non ci può essere un solo colpevole, ma una somma di colpe.

Le “48 ore” hanno fatto subito pensare all’esonero di Pioli, ma se la dirigenza avesse voluto battere questa strada lo avrebbe mandato via e dopo avrebbe scritto la nota. La sensazione è che Pioli per adesso resterà al suo posto, non si parla di licenziamento. La sua posizione diventerebbe veramente critica solo se domenica il Bologna al Franchi si travestisse da Frosinone. Licenziarlo, poi, per prendere chi? Trovare un traghettatore per 7 partite più la gara di Bergamo è semplice? E’ davvero la soluzione più corretta o forse è meglio mettere lo squadra di fronte alle proprie responsabilità, così almeno si eliminano gli alibi? Pioli è l’allenatore e se la classifica è questa è del tutto evidente che abbia sbagliato alcune cose o molte. Ma la Fiorentina che gli è stata affidata era da settimo posto? Sono tutte domande cogenti i e che necessitano di risposte precise. 

Il rischio adesso è fabbricare condizioni non corrette in vista del dentro o fuori di Bergamo. Ecco perché il summit di domani sarà serrato, ma dovrà ricostruire, non spaccare. Nessuno degli attori in commedia si può permettere di sbagliare perché la piazza è già sufficientemente arrabbiata. E’ il momento della mente algida, non delle decisioni avventate. Sarebbe opportuno che l’incontro fosse guidato da uno dei fratelli Della Valle e non solo dai manager che li rappresentano. Sarebbe anche saggio che un esponente della proprietà parlasse, dando un ulteriore segnale. I comunicati sono freddi e non aiutano l’ambiente. 

Le dichiarazioni di Pezzella che hanno riacceso la luce sul botta e risposta di alcune settimane fa tra Pioli e il presidente Cognigni, hanno aperto un altro fronte doloroso. Quello della cattiva gestione di talune vicende. Il vero vulnus della storia recente di questa società. Il passato non ha insegnato nulla, si ripresenta ciclicamente con il solito copione come se la Fiorentina fosse prigioniera di un cliché. 

Chiudiamo con alcuni numeri: i viola non vincono da 7 giornate (4 pareggi e 3 sconfitte) e in casa nel 2019 non hanno mai trionfato (5 pareggi e 2 gare perse). Nel ritorno la Fiorentina ha fatto 13 punti come il Frosinone. Mentre il Cagliari ne ha fatti 16, la Spal 15, il Genoa 14 e pure il Bologna, ma gli emiliani giocheranno stasera. Questa è la fotografia del rendimento viola. Ma c’è ancora la Coppa Italia…