FIORENTINA AL FRANCHI O NO PER I LAVORI? COMUNE E ACF SI PASSANO IL CERINO...

16.11.2022 12:05 di Donato Mongatti   vedi letture
FIORENTINA AL FRANCHI O NO PER I LAVORI? COMUNE E ACF SI PASSANO IL CERINO...

Si chiude, con la sosta per i Campionati del Mondo di calcio in Qatar, la prima fase della stagione della Fiorentina che, dopo un inizio deludente, ha trovato continuità di risultati e prestazioni (la sconfitta a Milano ha visto da parte degli uomini di Italiano un'ottima interpretazione della gara e solo a causa di una direzione arbitrale discutibile non ha portato punti). Fino al prossimo 4 gennaio, per quasi due mesi, stop alla Serie A.

Saranno settimane utili per fare i primi bilanci, tenere occhi vigili sul calciomercato (che si chiuderà il 31 gennaio 2023) e per sciogliere interrogativi sulla questione nuovo Franchi.

Il Comune di Firenze, nelle scorse settimane, ha deciso di procedere con la formula dell'appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione degli interventi di ammodernamento dell'impianto progettato da Pier Luigi Nervi ed inaugurato nel 1931.

Entro la fine del 2022, come dichiarato da Palazzo Vecchio, sarà pubblicato il bando di gara in cui chi vorrà partecipare, dovrà manifestare l'interesse e dimostrare di avere quei requisiti richiesti dal disciplinare (visti gli standard necessari, potranno concorrervi esclusivamente ditte e progettisti di altissimo livello, eventualmente consorziati).

Saranno le ultime settimane durante le quali ARUP lavorerà ai dettagli del progetto definitivo, da consegnare entro il 31 gennaio 2023. Dopodiché, la Conferenza dei servizi verificherà il rispetto delle prescrizioni indicate in fase preliminare ed eventuali aggiustamenti da effettuare, affinché possa essere espresso il nulla osta alla ristrutturazione (entro primavera 2023 il parere).

Quanto sopra sono questioni che riguardano il Comune di Firenze, soggetti pubblici e privati, che niente hanno a che vedere col calcio, ma in cui anche la Fiorentina sarà chiamata a pronunciarsi. Oltre al bando per l'appalto integrato, la fine dell'anno è il termine entro il quale il Club gigliato dovrà comunicare a Palazzo Vecchio cosa intende fare durante i lavori di ristrutturazione: andare a giocare altrove, restare in un Franchi con capienza inevitabilmente ridotta a causa dei cantieri, oppure lasciare viale Fanti durante le fasi dei lavori maggiormente impattanti.

Ogni volta che il Sindaco Nardella è interrogato in merito, ricorda il termine di fine 2022 e sottolinea l'impegno del Comune per soddisfare le necessità della Società viola, ma precisa che qualora i gigliati rimanessero a giocare a Firenze, i lavori dureranno più a lungo e saranno più onerosi. Ogni strada è percorribile, ma è evidente che imbiancare un appartamento privo di mobilia e suppellettili richieda meno tempo di tinteggiarne uno arredato...In casa viola, di contro, si sostiene che non sia possibile pronunciarsi, perché molti interrogativi non sono stati sciolti.

Nel progetto definitivo, senza una risposta da parte del Club viola, non si può pianificare la tipologia degli interventi e il relativo cronoprogramma. Ad esempio, con l'impianto aperto alle partite, il settore ospiti, mentre la nuova curva Ferrovia sarà in costruzione, dovrà essere temporaneamente ricollocato, senza tener conto delle relative opere volte a garantire la sicurezza dei tifosi avversari.

Considerando che, con la conclusione dell'anno si darà avvio alla procedura dell'appalto integrato, anche la relativa gara, nel disciplinare, difficilmente potrà prevedere due opzioni: fare i lavori con o senza la Fiorentina che disputa i match in quella che è la sua sede storica.

Ad oggi, dal momento che il Presidente Commisso si trova oltreoceano e farà ritorno a Firenze solo ad anno nuovo, risulta complesso che la Società gigliata si esprima in merito entro le scadenze previste. Il timore è che prosegua il rimpallo tra Fiorentina e Comune, col risultato di rallentare l'iter.

Non vorremmo che Palazzo Vecchio (che ricordiamo essere proprietario dello stadio) dovesse arrivare a prendere un decisione in autonomia, rischiando di generare un acceso scontro con la società di Viale Fanti.