FIORENTINA A COMMISSO PER 180 MLN. È FATTA. DIEGO: ROCCO FA UN AFFARE. OGGI I DUE SI INCONTRANO A MILANO PER LE FIRME. TUTTI I SEGRETI DELLA TRATTATIVA. CHIESA RESTA A FIRENZE. SPALLETTI UN'IDEA. DG, C'È ANCHE LO MONACO. AVANTI SU STADIO E C.S.

04.06.2019 00:02 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
FIORENTINA A COMMISSO PER 180 MLN. È FATTA. DIEGO: ROCCO FA UN AFFARE. OGGI I DUE SI INCONTRANO A MILANO PER LE FIRME. TUTTI I SEGRETI DELLA TRATTATIVA. CHIESA RESTA A FIRENZE. SPALLETTI UN'IDEA. DG, C'È ANCHE LO MONACO. AVANTI SU STADIO E C.S.

E’ tutto fatto. Oggi la Fiorentina passerà dalla famiglia Della Valle al magnate italo-americano Rocco Commisso per una cifra attorno ai 180 milioni di euro.

I due imprenditori si incontreranno per la prima volta in corso Venezia, nella sede del gruppo Tods, per stringersi le mani e mettere le firme davanti a un notaio sui documenti preparati da un pool di avvocati e commercialisti che stavano lavorando alla vendita da circa un mese.

"Commisso fa un affare", avrebbe confidato con un po’ di amarezza Diego Della Valle a un amico, ma ormai ha deciso di vendere la Fiorentina e non tornerà più indietro. Sono esclusi colpi di scena e ripensamenti dell’ultimo minuto, del resto tutto quello che è accaduto negli ultimi giorni è chiarissimo, la tempistica e la consequenzialità degli eventi non lasciano spazio ad altre interpretazioni e soltanto quelli che continuano ad abbaiare alla luna o sono devoti al dio caduto Corvino, faticano a capire.

Del resto, l’accordo formale fra le parti c’era già stato la scorsa settimana come da noi ampiamente anticipato e spiegato in diversi editoriali su FirenzeViola.

Sabato scorso il Cda straordinario è stato convocato soltanto per ascoltare le comunicazioni di Diego Della Valle e dare via libera a una cessione già decisa dal proprietario, un passaggio burocratico che andava fatto.

A quel punto, appena informato, Rocco Commisso si è imbarcato per Milano per chiudere personalmente l’operazione.

Il gruppo americano acquisisce tutta la Fiorentina, l’intero parco giocatori, i terreni per il centro giovanile in via di definizione, eredita anche tutto il pacchetto-stadio sul quale Commisso ha intenzione di tornare a lavorare da subito. Nessuno spacchettamento quindi, Commisso prende l’intera Fiorentina, Chiesa compreso.

I soliti fenomeni da giorni ventilavano la possibilità che Della Valle potesse vendersi Chiesa a parte o addirittura l’avesse già venduto alla Juventus, per ottenere maggiori benefici dalla cessione. Ci sarebbe da ridere in faccia a questi signori (sempre i soliti), ma la Fiorentina ieri ha preferito fare un comunicato ufficiale per ribadire come stanno le cose: Chiesa sarà venduto sì, ma a Commisso. Del resto tutto si può dire dei Della Valle sotto l’aspetto sportivo per i troppi errori, ma nessuno può confutare il fatto che abbiano gestito la società in maniera straordinaria sotto l’aspetto contabile e sempre con una serietà estrema. Se la vendita si è chiusa in poco tempo è anche merito della situazione economica chiarissima.

Ma allora, si chiederanno di sicuro i lettori, perché Ddv ha accettato molto meno dei 250 milioni da sempre indicati come cifra-base per la vendita?

Qualcuno non ci crederà, ma sintetizzo: per stanchezza. Andrea non ne voleva più sapere da un pezzo. Anche Diego si è stancato e gli ultimi due mesi sono stati devastanti. Pure il presidente Cognigni aveva lanciato la spugna. Era diventata una salita senza fine con vista sulla serie B.

In sostanza alla domanda, ma chi ce lo fa fare di restare ancora nel calcio con questo clima conflittuale, di odio, di assedio, Diego ha risposto vendendo.

E lo ha fatto anche perché ha trovato in Commisso un imprenditore solidissimo (molto più ricco di lui), deciso a comprare e con programmi seri per la Fiorentina.

Commisso è arrivato nel momento giusto, non c’è stato bisogno di convincere nessuno. Diego è stato così contento di poter dire no ad altri potenziali acquirenti (Eurnekian o il fondo del Qatar l’anno scorso) che per i gusti di Ddv erano troppo sponsorizzati da potentati economici che lui non ama.

Ma oltre la stanchezza, il disamore, la rabbia, tanti sentimenti negativi, mettiamoci anche l’improvvisa ostilità dell’amministrazione per la vicenda stadio, Ddv ha deciso di vendere il giorno in cui la contestazione ha attaccato le sue boutique fiorentine. La commistione fashion-calcio non l’ha mai gradita. Mentalmente Diego ha venduto quel giorno e chi mi segue lo sa, questi mesi li ho raccontati passo dopo passo anticipando gli eventi. Anche clamorosi.

E ora Commisso che farà? Invidio tutti i Nostradamus che hanno già l’organigramma in tasca. Invidio un po’ meno chi ha scritto che il prossimo allenatore sarà Stramaccioni…Non vado oltre.

Posso ribadire solo quello che ho raccolto. Commisso ripartirà (ma anche questo ve l’ho già detto anche se molti lo scoprono ora) da una bandiera in società (Antognoni) e da una in campo (Chiesa). Anche Commisso dichiarerà Chiesa incedibile. I programmi sono ambizioni nel breve, si punterà subito all’Europa. La squadra sarà rinnovata (ovvio), ma si aspetta di scegliere l’allenatore e di decidere con lui.

Chi sarà?

Intanto vi dico che Commisso subito, dopo il primo contatto con i Della Valle, si è mosso con suoi uomini italiani e collegati con italiani, per capire, sondare, telefonare, valutare, chiedere la disponibilità a diversi personaggi. E’ stato fatto un profondo lavoro calcistico parallelamente alla trattativa burocratica per l’acquisto. Quindi domani non si parte da zero, gli uomini di Rocco, a cominciare da Joe Barone hanno già le idee chiare e punteranno su quelle personalità che sono uscite dallo screening già fatto, per poi far decidere a Commisso.

Spalletti potrebbe essere in questa lista, il nome lo impone, ma il profilo potrebbe anche essere più giovane, internazionale. E poi Spalletti ha ancora il contratto (molto alto) con l’Inter. Vedremo.

Per i manager sono diversi nomi in ballo. Ci dovrebbe essere un direttore generale che si occupi dell’intera gestione, più un manager la responsabilità sportiva. Fra i nomi sul taccuino c’è quello di Pietro Lo Monaco che piace all’entourage di Commisso, ha fatto sempre calcio molto bene con risorse relative, scoperto molti talenti e, curiosità, già in passato era stato vicinissimo alla Fiorentina. E’ una pista da seguire.

Ma l’era Commisso comincerà soltanto oggi, dategli il tempo di mettersi a sedere.