FINALMENTE LA RABBIA DEL CLUB MA ORA RISPOSTE SOLO SUL CAMPO: È UNA BELLA FIORENTINA, COMUNQUE. CHIESA, È IL MOMENTO DECISIVO: SUMMIT PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO

29.09.2018 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 9072 volte
© foto di Giacomo Falsini
FINALMENTE LA RABBIA DEL CLUB MA ORA RISPOSTE SOLO SUL CAMPO: È UNA BELLA FIORENTINA, COMUNQUE. CHIESA, È IL MOMENTO DECISIVO: SUMMIT PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO

Meno male che la sosta arriverà solo tra una settimana, per fortuna la Fiorentina gioca subito, il campo ha poteri taumaturgici. Una cimosa che cancella il ricordo, assorbe il veleno, pulisce la mente come fosse una lavagna. Le scorie di San Siro vanno eliminate, l’Atalanta arriva nel momento giusto. Le polemiche dirigenziali sono state accolte con piacevole sorpresa dalla tifoseria viola. I fiorentini non erano abituati alla rabbia della società, sempre col profilo basso, il silenziatore innescato. Gli altri si lamentavano, la Fiorentina no. Gli altri incassavano, i viola mai. 

Stavolta è stata tirata una linea. Come se i Della Valle - perché l’input è arrivato da loro e non poteva essere altrimenti - avessero lanciato un segnale incontrovertibile, da oggi a Firenze non passa più nulla. L’epoca del mulino bianco, delle iniziative esilaranti come il “cartellino viola” (quando si dice il genio…), del Fair Play di zucchero filato, è finita. Da oggi è la Fiorentina che sventola il cartellino rosso in faccia al calcio italiano. D’accordo, certe dichiarazioni rese a caldo nel ventre di San Siro, non hanno fatto piacere ai vertici arbitrali, ma qualcuno dovrà usare intelligenza e buon senso per distinguere chi alza la voce senza mai averlo fatto prima, da chi, al contrario, “piange e fotte”, come dicono sotto il Vesuvio. 

D’accordo, il calcio, con annesse proteste, si fa nelle sedi opportune - e su questo terreno la società viola non sempre è stata reattiva -, ma non basta più. Tanto che cosa ha da perdere la Fiorentina? Purtroppo la società viola non tocca palla dal 2001, da 17 anni non vince niente, la bacheca è desolatamente vuota. Eppure la Fiorentina si è comportata benissimo sul piano delle buone maniere e non solo. Vale la pena, allora, stare muti nell’angolo senza rivendicare rispetto al cospetto di torti acclarati? Tanto comunque sono “zero tituli”, meglio dunque che si faccia sentire. Senza dimenticare che una squadra di calcio è l’espressione di una  comunità e quella viola è unica, per senso di appartenenza, cultura e tradizione. Questa comunità ha il diritto di essere rappresentata e difesa, soprattutto a Firenze dove il calcio è questione delicata perché tocca gli affetti di una città. La Fiorentina non è una società sportiva, ma una questione di famiglia. 

Ora, però, la squadra dovrà pensare solo al campo, in quella sede dovranno essere date risposte convincenti ed efficaci. Pioli lo ha capito già nella notte di San Siro, elogiando quanto di bello aveva visto e criticando gli errori, piuttosto evidenti, che hanno contribuito alla sconfitta. Migliorare per crescere, questo è lo spot di Pioli. Ma la Fiorentina dopo 6 turni è già una bella realtà, comunque. Gioca a calcio meglio di tante altre formazioni. Siamo solo all’inizio, ma è tutto molto incoraggiante. Questi dati positivi andranno confermati con l’Atalanta, squadra forte e molto organizzata. 

Tra le luci di San Siro la più abbagliante è stata quella di Chiesa. Federico ha qualcosa di diverso dal resto del mondo: la qualità, altissima, si abbina ad una tigna da giocatore vero. Non molla mai, attaccato alla palla come una cozza allo scoglio. Chiesa è la motivazione fatta uomo. 

Lui è una risorsa della Fiorentina. Per non farlo diventare un problema, nei prossimi giorni, già in settimana, ci sarà un summit in cui sarà coinvolto lo stato maggiore della società e il padre del giocatore. I rapporti, tra le parti, sono ottimi. Altrimenti non ci sarebbe stato l’ultimo rinnovo. Ma ora c’è di più: per interesse del club e di Chiesa, si rende necessaria una nuova sintesi. Con un nuovo contratto saranno più forti la Fiorentina e il giocatore. La prima, sia che lo voglia tenere (come sembra) sia che lo voglia cedere, sarà ancora più padrona del gioco. E se davvero optasse per la cessione, potrebbe rivendicare un listino più alto, perché detentrice di un rapporto lungo nel tempo. Portare un giovane a 3 anni dalla scadenza, infatti, equivarrebbe ad abbassare il prezzo di vendita, con il rischio concreto di invitare i furbi ad aspettare con calma la scadenza. 

La forza di Chiesa, invece, sarebbe una condizione economica in linea col proprio valore, garanzia di una maggiore convinzione verso il progetto della società. Sarà un summit decisivo e risolutivo, in un senso o nell’altro. Staremo in apnea, ma il fatto che sia stato messo in agenda spiega come la Fiorentina abbia intenzione di battere una nuova strada. E’ un frangente ricco di cambiamenti e per adesso sono tutti buoni.