EVVIVA NON ABBIAMO UN PRESIDENTE NAUTICO… COSA DIMOSTRA LA POSA DEL PRIMO ALBERO DEL VIOLA PARK

06.02.2021 11:15 di Stefano Prizio Twitter:    Vedi letture
EVVIVA NON ABBIAMO UN PRESIDENTE NAUTICO… COSA DIMOSTRA LA POSA DEL PRIMO ALBERO DEL VIOLA PARK

Sursum corda (in alto i cuori), esultate, perché il via ufficiale, con tanto di primo albero posato, del Viola Park a Bagno a Ripoli, ha un senso preciso, importante e positivo: dimostra indubitabilmente che Rocco Commisso, non è un presidente ‘ nautico, come pure  se ne son visti a Firenze, cioè uno di quei tristi ricconi che cambiano barca, yacht, panfilo, due volte l’anno, per andare a sciorinarlo nei mari di lusso, assieme ad altri paperoni, altrettanto di panfilo muniti, tutti lì davanti a Capri o Portofino, a vedere chi ce l’ha più lungo (il panfilo).

No, Vivaddio, Commisso, coi suoi 10 miliardi di euro di patrimonio, che di bagnarole ce ne scapperebbe più d’una, ha capito un fatto esistenziale decisivo.
Ha capito che per rimanere nella Storia, nella memoria e nel cuore degli uomini, occorre restituire un po’ della fortuna che si è avuta. Rocco ha capito che dando alla Fiorentina una struttura di proprietà, come un centro sportivo o, volesse il Cielo, facendole vincere qualche trofeo, si compirebbe qualcosa di enorme e davvero storico. Perciò lascia perdere bagnarole estemporanee che nulla tolgono e nulla aggiungono alla vita e alle opere di un uomo di grande successo, ricchissimo e fortunatissimo. Il primo albero è un segno che rimane ed obbliga a condurre a termine la dispendiosa e importante opera  che fa fare un salto di qualità alla società gigliata, o che comunque la valorizza.

Rocco è un presidente pratico, generoso e determinato a lasciare a Firenze, qualcosa di memorabile, dovendo fare un paragone calcistico, ci ricorda Cristian Riganò, ex muratore che quindi conosceva a fondo la realtà della vita dura, ma anche  bomber e campione nell’animo. Riganò coi suoi gol, riportò in alto la Fiorentina, ingiustamente precipitata alla periferia del calcio, Rocco si attende la sollevi dalla mediocrità degli ultimi anni. Diceva Indro Montanelli, peraltro acceso tifoso viola, che se devi dir qualcosa di male  di qualcuno, fargli una critica, inizia parlandone bene. Di Rocco, non diremo male, ma una critica la faremo, per non essere come quei ‘giornalisti da croccantino’, tanto in auge nel precedente regno.

Però, però, Commisso, presentando il Viola Park, ha riproposto l’arcinota storia della’ burocrazia che imballa, della mala politica che impedisce investimenti… Possibile che un uomo  proprietario di  una multinazionale, prima di investire centinaia di milioni di euro, non abbia avuto dei consulenti che gli illustrassero chiaramente i problemi e i rischi di operare in italia? E peggio nella massonica e rossa Firenze? Non vorremmo che questa storia del ‘ è colpa della politica’, finisse per somigliare a quell’altra ‘ dobbiamo autofinanziarci perché altrimenti  ci costerebbe troppo la gestione’, che serviva come scusa per la stitichezza delle campagne acquisti. Non a caso il mercato di quest’ultima finestra invernale, ci pare lasci a desiderare.