EUROPA BELLISSIMA E MIRACOLOSA. FIORENTINA, BIVIO PER IL FUTURO. TORREIRA VIA NON È UN BEL SEGNALE. IL MERCATO DIRÀ LA VERITÀ SU TUTTO

23.05.2022 11:05 di Mario Tenerani   vedi letture
EUROPA BELLISSIMA E MIRACOLOSA. FIORENTINA, BIVIO PER IL FUTURO. TORREIRA VIA NON È UN BEL SEGNALE. IL MERCATO DIRÀ LA VERITÀ SU TUTTO

È finita come doveva finire. I viola meritavano l’Europa e l’hanno conquistata. I meriti non fanno classifica, è vero, ma servono per l’autostima. Se poi la classifica diventa il notaio, è ancora tutto più bello. Fiorentina in Conference, cioè oltre i confini dell’Italia dopo sei anni dall’ultima qualificazione. Se non è una storia bella questa… Stupenda e miracolosa. Perché la Fiorentina non era partita per andare in Europa, ma solo per lottare dal nono posto in sù e invece allenatore e squadra hanno fatto, appunto, il miracolo. Sia chiaro, i meriti sono di tutti, dal presidente in giù

Uno in particolare: il racconto era cominciato malissimo, col peggior capitolo, la vicenda Gattuso. Senza nulla togliere al bravo Rino, non era l’allenatore per Firenze e la Fiorentina. Il club aveva preso un abbaglio, ma si è risvegliato presto dal sogno. Facendo i conti con un tecnico che era venuto a Firenze senza averne voglia. Ecco che i dirigenti sono stati abili nel rimediare all’errore iniziale, convertendo il problema in risorsa. Se Italiano è bravo, significa che qualcuno è stato abile nel prenderlo. Italiano è stato il gran colpo della Fiorentina. 

Poi c’è stato il resto. La cessione di Vlahovic a gennaio, l’arrivo di Cabral e Piatek (per altro sbarcato quando il serbo era ancora viola), un rompicapo che pareva senza soluzione  e invece Italiano - ecco la bravura - ha tenuto botta, insieme ai suoi e ce l’ha fatta. Pochi sarebbero riusciti nell’impresa. 

Questo è un altro segno plus che dovrebbe bastare e avanzare per proseguire la storia tra tecnico e società. Ieri c’è stato un summit tra Italiano e dirigenza. Risultato finale, zero a zero. La partita riprenderà nei primi di luglio. Staremo a vedere, ma abbiamo fiducia. Solo una società di mediocri si lascerebbe scappare il demiurgo di un campionato che profuma di trionfo, dal retrogusto dolcissimo. 

Purtroppo, invece, pare che ai saluti ci sia Torreira. Con il disappunto malcelato del centrocampista che evidentemente contava di restare. La cifra del riscatto è intorno ai 15 milioni, ma il nodo sembra l’ingaggio. Si rincorrono le versioni, ognuno ha la propria verità. La versione che racconta come l’uruguagio fosse disposto a prendere 2,7 milioni netti fino al 2025 e quella che sostiene come la richiesta fosse di 4 netti a stagione. La Fiorentina poteva però pagare i 15 del riscatto in più tranche. Al di là di dove stia il vero, perdere Torreira non è un bel segnale. A meno che al posto di Lucas arrivi Jorginho, tanto per fare un nome. Nell’attimo in cui la società viola raggiunge, con merito, un traguardo agognato come l’Europa, non confermare Torreira, simbolo dell’annata, rappresenta un segno minus, purtroppo. Anche perché non più tardi di due settimane fa proprio Italiano aveva indicato Torreira come elemento imprescindibile per il futuro del gioco della Fiorentina. Ora lo dovranno spiegare a Italiano. Qualcosa non torna, abbiate pazienza. Ma siccome non è possibile fare il processo alle intenzioni e non sarebbe neppure corretto, allora sarà il mercato che sta per arrivare a disegnare perfettamente il futuro della Fiorentina. 

Attraverso le operazioni dei dirigenti e il tasso di qualità degli acquisti, saremo in grado di capire a quale campionato avrà intenzione di iscriversi la Fiorentina. Salire dai bassifondi della serie A al settimo posto è stato duro, per carità. Per quello tutta la Fiorentina merita applausi, senza distinguo. Ma scalare quote di gloria dal settimo posto in sù è molto più difficile. Servono idee e quattrini, soprattutto volontà di farlo. Questo è il bivio del domani viola, non ci sono discussioni. Nessun dubbio, solo certezze.