ECCO TUTTI I RETROSCENA SULLA VENDITA A COMMISSO. DIEGO VENERDÌ SPIEGHERÀ I DETTAGLI AL CDA. POI LA DECISIONE FINALE. SI ASPETTANO LA CAPARRA E L'ACCORDO SULLA CIFRA. IN SOCIETÀ SOLO ANTOGNONI E CHIESA. MA RESISTE LA PISTA EURNEKIAN

28.05.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ECCO TUTTI I RETROSCENA SULLA VENDITA A COMMISSO. DIEGO VENERDÌ SPIEGHERÀ I DETTAGLI AL CDA. POI LA DECISIONE FINALE. SI ASPETTANO LA CAPARRA E L'ACCORDO SULLA CIFRA. IN SOCIETÀ SOLO ANTOGNONI E CHIESA. MA RESISTE LA PISTA EURNEKIAN

Comunicazioni di Diego Della Valle.

C’è scritto soltanto questo, poche lapidarie parole, nella nota arrivata ieri ai membri del consiglio di amministrazione della Fiorentina convocato in seduta straordinaria per venerdì prossimo trentuno maggio. Una data che potrebbe diventare storica.

Cosa dirà Ddv ai suoi amici più fidati e ai manager che in questi anni lo hanno accompagnato nel calcio?

Quasi certamente annuncerà la decisione di chiudere la cessione della Fiorentina con il magnate italo-americano Rocco Commisso, ma nessuno, neppure Andrea Della Valle, almeno a fino a ieri sera, conosceva esattamente i dettagli di una operazione già scritta alla quale manca soltanto la parola fine. The end, per dirla alla Commisso. Non è poco.

E la prudenza in questi casi è d’obbligo vista la ben nota imprevedibilità di Ddv e la cultura contadina negli affari della quale si è sempre vantato “sono uno che non vende, caso mai compra”. Stavolta che dovrà vendere diventa per lui un passaggio difficile, complicato, che lo sta torturando di dubbi e di perplessità.

A venerdì mancano ancora tre giorni, non crediamo possa essere ribaltata una situazione consolidata, ci sono delle manifestazioni d’intento firmate, ma di sicuro restano garanzie e particolari da verificare, accordi economici da completare fra avvocati, intese da limare che devono lasciare in tutti, anche nei collaboratori di Diego, dei margini al dubbio.

Fino a sabato scorso, ad esempio, anche dopo nostre prime anticipazioni su questo giornale online, e le indiscrezioni dettagliate filtrate da New York, perfino ADV al centro Astori confidava il suo scetticismo sulla positiva e rapida conclusione della cessione a Commisso. A domanda, uno stretto collaboratore di Ddv, forse provocatoriamente, ma forse neppure troppo, proprio sabato disse: "Ci sono tre per cento di possibilità che si venda". Ovviamente non era quella, nel frattempo la percentuale è cresciuta, forse siamo arrivati al dunque, ma comunque non è mai facile vendere una società, di calcio poi è ancora più complicato.

Comunque ci siamo. Gli indizi sono tanti e come se non bastassero le indiscrezioni giornalistiche o la convocazione del Cda in seduta straordinaria, domenica sera in tribuna al Franchi c’era Joe Barone, il braccio destro di Rocco Commisso. Non credo sia venuto a Firenze per mangiare la bistecca… Questa presenza diventa una prova provata e scusate, ogni riferimento al disciolto club è puramente casuale, umorismo involontario…

Ma come mai Ddv improvvisamente ha deciso di vendere la Fiorentina a un prezzo di mercato?

Cosa ha provocato questa brusca accelerazione quando fino a un mese fa Ddv parlava di programmi di rilancio, fu lui a imporre Montella, pensava di ripartire vendendo tutti, ma non Chiesa?

Le due gocce piovute su un vaso già pieno per le contestazioni, gli insulti, gli striscioni, sono state la manifestazione davanti alle sue boutique di via Tornabuoni, ma soprattutto le parole del sindaco Nardella sullo stadio “noi abbiamo fatto tutto, ora tocca ai Della Valle farci sapere davvero se e cosa vogliono fare”.

Due vicende che lo hanno infastidito molto, l’attacco al cuore delle sue aziende del lusso e l’amministrazione improvvisamente controparte. Da qui la decisione d’impeto di mollare tutto e di guardarsi attorno.

Si è chiesto in sostanza: che ci sto a fare a Firenze contro tutto e tutti?

Prima, come reazione, Ddv pare abbia pensato all’ennesimo braccio di ferro, all’ennesima sfida, poi ha virato sull’idea più diplomatica di vendere.

E qui eccoci alle indiscrezioni da noi anticipate martedì scorso. Siamo riusciti a sapere con assoluta certezza proprio questo, e ve lo abbiamo raccontato: la decisione di Diego di vendere la Fiorentina a prezzo di mercato, magari dopo una valutazione di un advisor.

Vi abbiamo poi anche raccontato dell’argentino Eurnekian, proprietario dell’aeroporto e di Castello, spinto verso l’acquisto della Fiorentina. O meglio, consigliato.

Due giorni dopo abbiamo aggiunto anche il nome di Commisso, un altro dei pretendenti, poi tutto ha preso fuoco nel fine settimana con le notizie da New York, ma la trattativa, ora è evidente, andava avanti da tempo e avrebbe dovuto rimanere segreta fino alla conclusione.

In corsa oltre a Commisso e Eurnekian, e per correttezza lo dobbiamo sottolineare, c’è stato anche un terzo soggetto, il fondo del Qatar. Il suo tentativo-sondaggio risale a qualche mese fa. Poi l’Emiro decise di comprare il più noto hotel del lusso di Firenze e di entrare con una partecipazione proprio nella società di Eurnekian che controlla gli aeroporti di Firenze e Pisa, magari pensando di spingere in futuro con questa società all’acquisto della Fiorentina.

Come dicevamo, però, nelle ultime settimane i soggetti potenziali sono rimasti due.

Poi Diego ha virato su Rocco Commisso, quello che lo ha corteggiato di più tramite i manager. Il magnate italo-americano ha grande voglia di entrare nel calcio italiano, dopo tentativi falliti per l’acquisto di Milan (fu vicinissimo) ma anche Palermo o Sampdoria e altre, ha deciso di puntare sulla Fiorentina.

Probabilmente quando Ddv scrisse la lettera aperta a Firenze, due settimane fa, l’operazione-vendita era già stata impostata. Le ultime righe “un minuto dopo la fine del campionato saprete”, forse volevano significare proprio questo.

Le indiscrezioni hanno soltanto fatto saltare la clausola di riservatezza e bruciato i tempi. Probabilmente, se non ci fossero state le fughe di notizie, Ddv con un comunicato avrebbe fatto sapere tutto alla fine della partita di domenica scorsa.

Invece da New York, dall’entourage di Commisso sono filtrate troppe certezze che pare abbiamo infastidito e non poco Ddv.

Qualcuno ha interpretato l’uscita pubblica come una forzatura di Commisso. L’ultima spallata ai dubbi di Ddv che forse permanevano e permangono. La voglia di mettere tutti davanti al fatto compiuto. La stessa presenza di Joe Barone, sbandierata non a caso, ha sorpreso e non poco. La trattativa non salterà per questo, riporto il fastidio soltanto per sottolineare come ci siano ancora cose da chiarire e modus operandi diversi fra le parti, mentre in giro vedo troppe certezze-certe e ci siamo capiti.

Mi dicono, ad esempio, che Ddv e Commisso non si siano ancora conosciuti personalmente e questo potrebbe valere niente, ma essere anche un piccolo freno.

Questo, comunque, oggi è.

Ricapitoliamo le cose certe.

1) La Fiorentina è in vendita a prezzo di mercato.

2) Una manifestazione di intenti per l’acquisto arrivata da Commisso è stata accettata per iniziare la trattativa.

3) La cessione è ancora da definire in tutti i dettagli e forse si riuscirà ad annunciarla nel Cda di venerdì, ma non è detto al 100x100.

Le incertezze, invece, sarebbero sulla quota da versare come "caparra" che ancora non sarebbe stata accreditata sui conti di Ddv. E qualcuno dice che anche per il prezzo finale ci sarebbero margini di trattativa. E’ escluso che Diego possa vendere per 135 milioni di dollari come scritto da qualcuno, circa 150 milioni di euro, ha rifiutato nel recente passato cifre superiori. Credo che Ddv non chiuderà per meno di 200 milioni complessivi. Mi risulta poi che Diego abbia voglia di specificare bene anche gli scenari futuri e pretenda da Commisso certezze sui programmi e sugli impegni da mantenere. Diego, giustamente e responsabilmente, si vuole cautelare per la Fiorentina, ma anche per evitare che qualcuno in futuro possa ancora tirarlo in ballo se le cose non dovessero funzionare, come successo in diverse altre società.

La cessione avverrà soltanto quando Ddv avrà tutte le certezze che ha chiesto.

Cosa farà Commisso della Fiorentina è presto per saperlo. Indiscrezioni ne leggeremo tante, ma forse ora non lo sanno neppure lui e i suoi manager. Una cosa sembra certa: si ripartirà da zero.

Della vecchia società dovrebbe restare soltanto Antognoni e questo lo dico io, magari non per tagliare nastri e torte, ma per fare il suo mestiere di uomo di calcio.

Tenere Chiesa, invece, potrebbe diventare la carta da giocare con i tifosi. Dei responsabili di questo fallimento totale non è consigliabile ritrovarne fra i piedi neppure mezzo.

Ma lo stesso consiglio non richiesto darei anche a Ddv nel caso in cui non dovesse chiudere la vendita e qui tocchiamo pure ferro…

Via tutti, questa dovrebbe essere la parola d’ordine.

Fra i dubbi da tenere, mi consigliano di lasciare aperto uno spiraglio anche per Eurnekian. Diego non è mai stato convinto, sa che l’operazione è spinta da potentati a lui non vicini, forse anche sentendo il rumore dei passi delle persone di Eurnekian ha deciso di vendere a Commisso, ma in queste vicende così complesse non è da escludere che l’argentino possa essere convinto in extremis nel fare una controfferta o di inserirsi nella trattativa Commisso, ammesso che esista ancora uno spiraglio.

Tre giorni per sapere e per capire.

La sensazione che l’era Della Valle sia chiusa, però è netta. Non c’è altra strada. E tanto per dirvi l’ultima, la contestazioni di domenica, soprattutto quelle a metà partita, pare abbiano spazzato via anche gli ultimi dubbi sulla vendita che vengono ancora a Ddv. Quei cori e quegli striscioni l’hanno ferito un’altra volta.

Con Firenze i Dv hanno colpevolmente chiuso e come hanno fatto sapere domenica sera dopo la partita "con questo clima non torneranno più".

Calcisticamente parlando sarà difficili rimpiangerli, come sarà difficile non ripensare con rabbia a questi dirigenti, manager, allenatore e giocatori che domenica sera si sono salvati senza neppure la dignità di giocare. Non sono degni di Firenze.