ECCO L’AMERICAN DREAM VIOLA: L’ENTUSIASMO COME ARMA IN PIÙ, A PATTO DI AVERE PAZIENZA (MA LA JUVE PUNTA CHIESA). UN CLOSING DA RECORD E L’ONORE DELLE ARMI AI DELLA VALLE

05.06.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
ECCO L’AMERICAN DREAM VIOLA: L’ENTUSIASMO COME ARMA IN PIÙ, A PATTO DI AVERE PAZIENZA (MA LA JUVE PUNTA CHIESA). UN CLOSING DA RECORD E L’ONORE DELLE ARMI AI DELLA VALLE

E adesso non chiediamogli tutto e subito. A 67 anni Rocco Commisso torna nella sua Italia con l’entusiasmo del ragazzino. Ama il calcio (e la Juve di Sivori a dire il vero) da quando giocava con gli amici in Calabria e sognava di regalarsi un club di serie A da qualche anno, tanto che aveva chiesto informazioni sulla Samp e provato a prendere il Milan. Ci è riuscito con la Fiorentina, pagando 170 milioni, e la cosa potrebbe funzionare: di lui sappiamo poco, quasi nulla. E questo rappresenta un rischio.

Di sicuro però l'italo-newyorkese è un passionale. Uno che si mischia ai tifosi, che crea feeling con spontaneità ed entusiasmo. Proprio quello che cerca Firenze, desiderosa, quasi ansiosa di buttarsi tra le braccia di chi sogna con lei, soprattutto dopo anni di delusioni, di plusvalenze e autofinanziamenti. Il crollo di quest’anno è stata la goccia, ma il vaso era colmo da tempo. Da tre anni i Della Valle non spendevano più, non parlavano più, addirittura neppure il passionale Andrea veniva più allo stadio.

Il cambio insomma è una liberazione, per tutti. Commisso adesso sceglierà i suoi uomini, cercherà di calarsi in un mondo nuovo, di conoscere a fondo paletti Uefa e nuovi orizzonti. Sarà come aria fresca in un ambiente dove proprio l’aria, ormai, era diventata irrespirabile. La piccola e anonima Fiorentina potrà provare di nuovo a essere grande: basta questo per sentirsi felici, speranzosi, finalmente coinvolti in un mercato che rivoluzionerà tutto, dalla dirigenza ai giocatori, forse perfino la conduzione tecnica (Montella è lì che aspetta una telefonata). Per tornare ai tempi di Pepito e di una Fiorentina con le ali ai piedi però servirà tempo. Farsi prendere dalla frenesia, dalla voglia di acquisti e di risultati da raggiungere subito, sarebbe un autogol. Il fair play finanziario concede deroghe ai nuovi proprietari, ma il concetto di base (si spende quanto si incassa) resta lo stesso per tutti. E la Fiorentina, per tornare competitiva, deve alzare i suoi ricavi, il suo fatturato. Eccola dunque la prima grande sfida dell’American Dream viola: Commisso vorrà sfruttare Firenze per far conoscere la Fiorentina in America, studierà il progetto stadio, potenzierà il marketing, metterà i suoi uomini a caccia di uno sponsor internazionale. Quello che, ormai da tempo, mancava ai Della Valle. 

Firenze è una città conosciuta in tutto il mondo, la passione dei tifosi, lo storico valore aggiunto viola: Rocco lo sa già, e anche per questo non ci ha pensato un attimo prima di tornare alla carica per vincere la corsa. Una gran mossa sarebbe promuovere Antognoni in un ruolo più vero, più decisionale e magari coinvolgere Batigol. L’idolo delle folle, ma anche l’uomo perfetto per promuovere la Fiorentina nel mondo. Di gente col viola nel cuore, in fondo, ce n’è sempre bisogno. 

Ai Della Valle però va concesso l’onore delle armi. I loro 17 anni sono finiti male, malissimo. Con una squadra incapace di giocare e a un passo dalla B, uno stadio vuoto e una città in rivolta. Il club però è sano sul serio, non ha un euro di debito con le banche ed è solvibile al punto di consentire un closing da record, almeno per i tempi in cui si è reso possibile: questo è un merito, una virtù che forse la storia, quando l’amarezza per le incomprensioni e gli scarsi risultati di queste stagioni sarà almeno più sfumata, riconoscerà loro.

Diego e Andrea in questi giorni di trattativa li raccontano decisissimi a vendere, a farla finita il prima possibile. Firenze - soprattutto Ddv - non l’hanno mai capita, meno che mai quando l’hanno vista inveire davanti al negozio Tod’s di via Tornabuoni. Peccato perché i bagni di folla di Andrea e gli anni felici in Champions, promettevano grandi cose. Ora che i cocci erano rotti però, meglio lasciarsi, meglio pensare allo Zio d’America e al nuovo inizio viola. Sul tavolo c’è una montagna di lavoro da fare. Muriel lo vuole il Milan, Lafont ha fatto un’altra papera, eppoi c’è Chiesa, il caso più spinoso. Commisso proverà a tenerlo, convincerlo non sarà semplice. Fede ha offerte da capogiro dalla Juve e sta vacillando. Le sue parole di ieri a Coverciano (“Penso solo a giocare”) lasciano diversi dubbi sui suoi pensieri, ma la battaglia è solo all’inizio. Vedremo. Poi arriveranno gli acquisti. Tanti, di sicuro. Il budget a disposizione lo scopriremo presto, intanto aspettiamo che il notaio ufficializzi l’accordo. E che Rocco arrivi a Firenze già in questa settimana, magari allo stadio, per godersi il bagno di folla e gli applausi della gente. Come piace a lui, come piace a Firenze.