ECCO LA TABELLA SALVEZZA, SERVONO ALTRI CINQUE PUNTI. LA RABBIA DI VLAHOVIC DA IMITARE CON LA JUVE. IL RITIRO È STATO UTILE, MA È FINITO IN ANTICIPO: UN GIALLO. SUPERLEGA, CON CHI STA LA FIORENTINA?

22.04.2021 11:15 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
ECCO LA TABELLA SALVEZZA, SERVONO ALTRI CINQUE PUNTI. LA RABBIA DI VLAHOVIC DA IMITARE CON LA JUVE. IL RITIRO È STATO UTILE, MA È FINITO IN ANTICIPO: UN GIALLO. SUPERLEGA, CON CHI STA LA FIORENTINA?

La vittoria contro il Verona è di una importanza straordinaria, ancora più evidente dopo i risultati del turno infrasettimanale. Anche il Cagliari ha vinto e i punti di vantaggio sul terz’ultimo posto restano cinque. Il gruppone però s’è infittito e a quota 33 con la Viola adesso ci sono anche Genoa e Spezia, a 31 il Benevento e il Toro (una gara in meno) che hanno pareggiato, ma non mollano. Nessuno molla. Sei squadre in cinque punti a sei giornate dalla fine con diversi scontri diretti: sarà uno sprint durissimo. Quanti punti serviranno ancora?

La quota si è abbassata, credo che trentotto potrebbe già essere una soglia buona, quindi come minimo alla Fiorentina servono altri cinque punti. Le tabelle sono inutili, bisogna pensare partita dopo partita e fare più punti possibili da subito, ma considerato che tre potrebbero arrivare nell’ultima giornata dal Crotone, abbordabile c’è il Bologna, poi lo scontro diretto di Cagliari, la sensazione di acqua alla gola forse ora non c’è più. Certo, ovvio, tutto dipende dalla Fiorentina che dovrà provarci anche con le grandi Juve, Napoli e Lazio, ma adesso c’è la speranza che si sia liberata dai fantasmi di Sassuolo e continui a crescere in compattezza come fatto vedere a Verona.

A maggior ragione i tre punti veronesi valgono doppio perché se non fossero arrivati la situazione avrebbe rischiato davvero di precipitare, invece adesso la squadra di Iachini respira, non ha più l’ansia a novanta e il ritorno alla vittoria dovrebbe dare anche maggiore consapevolezza, alleviare la paura.

Senza mollare di un centimetro perché la strada è ancora lunga e il calendario difficile. A Verona, però, s’è vista maggiore compattezza, è salita la quota di cattiveria, è aumentata la capacità di soffrire. Sembra che tutti siano entrati nella parte di chi deve lottare su ogni pallone, anche in maniera sporca, con cuore, rabbia, determinazione.

Vlahovic è l’esempio per tutti. Anche se è un ragazzo, ha retto da solo tutto il peso offensivo cercando di far salire la squadra, ingaggiando duelli su tutte le palle, dando e prendendo botte per novanta minuti.

Ma dobbiamo elogiare anche l’umile Venuti, un altro uomo rivitalizzato da Prandelli, che con il silenzio, il lavoro e la dedizione, come un soldatino, il suo apporto non lo fa mai mancare. E’ anche un tifoso viola e si vede. Ha salvato un gol sulla linea e un altro lo ha fatto fare avviando l’azione del rigore con una movenza da ala.

Questo dovrà essere l’atteggiamento di tutti, molto Iachiniano, e dispiace che il ritiro sia finito troppo in fretta con un piccolo giallo. A volte certi metodi possono sembrare superati, ma quando una squadra è in caduta libera, non riesce a trovare la concentrazione necessaria, dà la sensazione di non aver capito la drammaticità della classifica, è giusto chiudersi a riflettere.

Per me il ritiro post-Sassuolo ha dato buoni risultati e applaudo alla decisione di Rocco, compresa quella del silenzio stampa. Spero che il presidente abbia capito che il calcio è diverso da una azienda qualsiasi, ha i suoi riti e le sue regole. Il presidente deve fare il presidente, i giocatori devono fare i giocatori e le distanze devono essere forti e marcate soprattutto quando le cose non vanno bene. I giocatori sono professionisti strapagati ai quali si deve sempre presentare il conto, devono stare sulla corda e certi atteggiamenti simpatici o buonisti di Rocco Commisso, sicuramente figli della passione e della sua partecipazione emotiva, non sempre pagano. Presenza costante, ma distanze e pochi sorrisi, soprattutto in momenti come questo che durano da troppo tempo.

Il ritiro e il silenzio stampa sono state decisioni “di calcio” che andavano prese e che la società ha confermato nel dopo-Verona e fino alle diciassette di ieri sera. Cosa sia successo poi per far annullare il ritiro non lo sappiamo, al massimo possiamo immaginarlo, ma restare uniti fino alla gara di domenica con la Juve, dare un ulteriore segnale, rimanere in bolla anche emotiva, forse sarebbe stato meglio. Magari sbaglio, ma quando una società è forte deve andare avanti sulla sua strada. E dispiace che una roba del genere sia già successa qualche mese fa.  Spero comunque che domenica contro la Juve la squadra dia un’altra prova di ritrovata convinzione e determinazione. Fra l’altro una partita non banale e non qualsiasi. La Juventus tecnicamente è fuori portata, ma come ha dimostrato la partita dell’andata, clamorosamente vinta tre a zero e come ha dimostrato anche lo Spezia fermando l’Inter ieri sera, quando si va in campo con le motivazioni altissime il calcio offre situazioni che vanno oltre i valori. Questo dovrà fare la Fiorentina domenica prossima, provarci fino in fondo. Peccato per l’assenza per squalifica di Bonaventura, un altro che non molla di un centimetro e regala sempre esperienza e giocate, ma Castrovilli con altre caratteristiche, negli spazi che lascia la Juve potrebbe esaltarsi.

A proposito di Juve, ma anche di Inter e Milan e le altre nove del fallito golpe della Superlega, non aggiungo altro a quanto di male possibile già detto. Fortunatamente è saltato tutto, quell’idea non poteva funzionare, la meritocrazia è fondante nello sport, ma speriamo che lo strappo serva a far riflettere Fifa e Uefa.

Il calcio è al collasso e la Superlega è arrivata anche perché sta scoppiando la bolla dei debiti, non ci sono regole buone, il movimento non funziona proprio per l’inadeguatezza di Fifa e Uefa responsabili di non aver modernizzato, di aver ignorato le riforme richieste da anni, non aver vigilato sui costi di giocatori e procuratori, aver creato solo una macchina raccatta da soldi dai mondiali in Qatar alle coppe in Cina, salvo poi gestirli male.

In Italia è ancora peggio perché negli anni ancora peggio hanno governato Federcalcio e Lega. La Fiorentina non ha mai parteggiato, nel passato più volte abbiamo sottolineato come sarebbe stato meglio schierarsi, trovare alleati forti e credibili, fare il cane sciolto è pericoloso, si rischiano bastonate da tutti. E questo, in sostanza, è successo per tanto tempo.

Con Commisso, fra le cose fatte bene, c’è anche una maggiore partecipazione in Lega, la voglia di essere nelle stanze dei palazzi a decidere. Attenzione però a non sbagliare le alleanze.

Ci sarà un motivo perché la Fiorentina in Lega ora sta, fra le altre, con Juventus, Inter, Napoli e Lazio nella richiesta di dimissioni del presidente. Alleanza curiosa, ma prima o poi speriamo di scoprirne i vantaggi anche in questo momento delicato, come detto, per Juve e Inter dentro una bufera non da poco. Anche con il silenzio stampa una presa di posizione sulla vicenda Superlega magari sarebbe stata gradita soprattutto dai tifosi, ma c’è ancora tempo per rifarsi.