ECCO I PIANI VIOLA SE PARTONO CHIESA E MILENKOVIC. PULGAR INCEDIBILE, IL CENTROCAMPO È QUESTO. CUTRONE VUOL RESTARE. BONIFAZI SE VA VIA CECCHERINI. IACHINI, AVANTI COSÌ. STADIO, ROCCO DICE SÌ ALLA CONCESSIONE PER 90 ANNI

22.09.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
ECCO I PIANI VIOLA SE PARTONO CHIESA E MILENKOVIC. PULGAR INCEDIBILE, IL CENTROCAMPO È QUESTO. CUTRONE VUOL RESTARE. BONIFAZI SE VA VIA CECCHERINI. IACHINI, AVANTI COSÌ. STADIO, ROCCO DICE SÌ ALLA CONCESSIONE PER 90 ANNI

La Fiorentina è fatta, ve lo stiamo dicendo da tempo, e tutto sommato non è poi così male (anzi) per quello che si è visto contro il Torino e per i grandi margini di crescita che questa squadra ha ancora.

Gruppo fatto, ma mercato davvero finito?

Sostanzialmente sì, ma anche no perché una società forte con un presidente che vuole investire, la Fiorentina starà molto attenta fino all’ultimo e se dovessero capitare delle occasioni per il presente e per il futuro le prenderà al volo.

Per chiudere il cerchio, resta soprattutto da capire il futuro di Chiesa e Milenkovic, sono questi i due casi da risolvere e il mercato che resta, da oggi al cinque ottobre, ruoterà attorno a loro, si riaprirà soltanto in caso di cessione di uno dei due o di entrambi.

E se questo dovesse accadere, la Fiorentina ha già tutti i piani fatti, non si farà trovare impreparata e la squadra non sarà indebolita.

Se Federico dovesse andar via, come vi avevamo anticipato da tempo, Pradè ha in mano Deulofeu, l’esterno spagnolo scuola Barca ora al Watford, che abbiamo già visto nel Milan qualche anno fa.

Se invece dovesse partire Milenkovic, il prescelto per sostituirlo è Izzo che fatica a trovare spazio nella difesa a quattro del Toro di Giampaolo e ama invece fare l’esterno destro nella difesa a tre.

Questa è la strategia disegnata dalla Fiorentina, ma con Chiesa e Milenkovic che succederà? Vanno? Restano?

Di Chiesa abbiamo parlato mille volte e la situazione è sempre la stessa. La Fiorentina lo valuta ancora attorno ai 70 milioni e il giocatore non vuole andare all’estero come vi stiamo dicendo da un anno a questa parte. Morale? In Italia può permetterselo solo la Juve, ma forse anche no visto il passivo da 90 milioni. Paratici prima deve vendere Douglas Costa e Bernardeschi, poi si vedrà. Per ora non ci sono state offerte o trattative dirette, hanno fatto solo ipotesi gli intermediari (ricordate Higuain?), ma la sensazione è che l’offerta che vuole Commisso non arriverà. Un’operazione del genere non si può fare in due settimane, è troppo complicata e onerosa, oltre al cash imporrebbe anche un giro di giocatori graditi che oggi non ci sono più. Se dovessi scommettere oggi scommettere su Chiesa ancora in viola. A quel punto si imporrà il rinnovo, ma questa è un’altra storia. Anch’essa vecchia.

A proposito di rinnovo, invece Milenkovic fino ad oggi ha detto no. Sappiamo che tutto dipende dal superprocuratore Ramadani, sappiamo anche che vorrebbe portarlo via da Firenze. Rocco non batte ciglio, ha fissato il prezzo in 40 milioni e chi lo vuole sa cosa deve fare. Per ora, come ha detto Maldini ieri sera, a quelle cifre nessuno può trattare, di sicuro non il Milan. Anche qui ho la sensazione che sarà un’operazione last minute, ma comunque difficilissima.

Dunque? Le probabilità che la Fiorentina-base resti questa sono molto alte e Iachini ne sarebbe felice. Era stato proprio lui a chiedere di tenere a tutti i costi il trio difensivo Milenkovic-Pezzella-Caceres e non ha torto.

Per il resto vi avevamo già detto a suo tempo e confermiamo oggi nonostante i soliti che vedono colpi, colpetti, botti, stracolpi e strabotti in un mercato virtuale, parallelo, di assoluta fantasia, che Torreira è stato mollato da tempo e Pulgar è incedibile per volere di Iachini. Il centrocampo resterà questo e, fidatevi, non è niente male. Qualità, quantità, giocatori duttili, esperienza e gioventù. Sabato a San Siro contro l’Inter vedremo anche Amrabat che nell’idea di Iachini potrebbe alternarsi in regia con Duncan e Pulgar (quando sarà di nuovo convocabile).

Dunque, per il resto possibili mosse di contorno. Cutrone, ad esempio. La Fiorentina lo avrebbe anche mandato a giocare, ma il ragazzo ha preferito restare in viola, vuole giocarsela con Vlahovic e Kouamè. Gli attaccanti saranno loro, si alterneranno a seconda degli avversari, Rocco vuole così e Iachini ha grande fiducia nella loro crescita. Al debutto Kouamè ha dimostrato di muoversi bene, ha sbagliato un paio di occasioni ma si è fatto trovare in zona-gol anche se non è un centroavanti, ma una seconda punta. Salvo occasioni come detto, l’attaccante non arriverà.

Pradè sta invece cercando una giovane riserva di Biraghi per la fascia sinistra. Non Pellegrini della Juve che probabilmente andrà al Genoa, ma che la Fiorentina aveva già mollato da tempo per l’alto ingaggio e perché non poteva garantirgli il posto da titolare. Biraghi è cresciuto moltissimo, un anno con un grande allenatore come Conte (anche se a molti di voi starà antipatico), lo ha fatto diventare un giocatore e soprattutto gli ha dato autostima. La mossa giusta è far crescere un giovane dietro di lui e poi, all’occorrenza, si può sempre spostare Lirola a sinistra. In difesa Ceccherini potrebbe andare a fare il titolare nel Verona (si tratta) e allora rientrerebbe in gioco Bonifazi della Spal che piace molto.

Questo è il quadro realistico della situazione poi, per carità, se a qualcuno piace ancora credere ai Belotti, ai Milik o ai Thiago Silva, non lo biasimo mica, il mercato è una sorta di fiera dei sogni e sognare non costa niente. Almeno per ora.

Ma, comunque, la Fiorentina ha messo in piedi una squadra interessante e per certi versi da osservare con curiosità come hanno sottolineato commentatori illuminati che vedono il calcio lontano dai condizionamenti del tifo, della passione e dell’incompetenza di molti. Chi non vorrebbe una squadra da Champions? Non ci sono ancora le condizioni, quindi per far crescere il giovane progetto di Rocco Commisso (ha appena un anno di vita), questa è una squadra che ha un campione (Ribery), qualità e quantità e pur sempre quattro nazionali italiani con Chiesa, Castrovilli, Bonaventura e Biraghi. C’è qualcuno che è riuscito perfino a massacrare il mite Borja Valero che farà di sicuro parecchio comodo e in fondo è costato soltanto 1,2 milioni. Ma il calcio, dicono, è di tutti…

Il debutto col Toro mi è piaciuto. Ho visto una squadra con un’idea di gioco diversa da quella dell’anno scorso e questo volevo vedere. Pur con il 3-5-2, l’evoluzione è chiara. Si aggredisce nella metà campo avversaria, si cerca il recupero palla alto e la difesa è meno arroccata davanti all’area. Si cerca di giocare e non soltanto primo non prenderle, sana regola per salvarsi. Mi aspetto anche altro e di più, questa è una squadra che calzerebbe a pennello il 3-4-2-1, ma anche e soprattutto il 4-2-3-1 e se è vero che i moduli sono fluidi, con una migliore forma atletica per me ci si potrà arrivare. Anche per non sprecare Chiesa in un lavoro di fatica che alla lunga lo potrebbe condizionare e limitare.

Intanto Rocco lavora sulle infrastrutture. Attorno al Centro Sportivo c’è positività, finite le elezioni regionali e l’impegno dei politici, ora si passerà al capitolo stadio. Non capisco perché Rocco parli con Lotti che è un semplice parlamentare, ma forse è un problema mio. Ora più che politico, il discorso diventa tecnico. Rocco potrà davvero abbattere tutto il Franchi e lasciare soltanto la Torre di Maratona e magari le scale elicoidali da inserire in qualche nuova struttura? Entro domani ci sarà l’incontro con Nardella che dovrebbe vergognarsi per questo Franchi, abbandonato all’incuria da anni e anni pensando soltanto per troppo tempo all’utopia Mercafir. Sui calcinacci caduti vicino alla testa di Rocco mostrati in diretta Tv è calato il silenzio quando invece si dovrebbe aprire un grande dibattito: cosa hanno fatto negli ultimi vent’anni? Intanto Nardella e i tecnici sono chiamati a dare risposte sulla nuova legge a Rocco che vuole il controllo totale, i tempi rapidi e i costi ragionevoli. Lo zio d’America pare abbia dato l’ok alla possibile concessione per 90 anni senza pretendere l’intera proprietà privata dello stadio che avrebbe complicato il tutto. Un passo avanti, ora la politica spieghi la legge fatta ad hoc e i margini di manovra possibili per andare oltre la Soprintendenza e dare a Firenze un nuovo Franchi.