ECCO I DIECI VIOLA CHE SARANNO SICURAMENTE CONFERMATI. CHIESA, L’INTER CI PENSA. VLAHOVIC E UN BOMBER ESPERTO. TAGLIO STIPENDI, ACCORDO VICINO. BARONE SCUOTE LA LEGA. RIPARTENZA IL QUATTRO MAGGIO? NON C’È L’OK DEL MINISTRO

23.04.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
ECCO I DIECI VIOLA CHE SARANNO SICURAMENTE CONFERMATI. CHIESA, L’INTER CI PENSA. VLAHOVIC E UN BOMBER ESPERTO. TAGLIO STIPENDI, ACCORDO VICINO. BARONE SCUOTE LA LEGA. RIPARTENZA IL QUATTRO MAGGIO? NON C’È L’OK DEL MINISTRO

Presente e futuro del calcio e quindi della Fiorentina, si intrecciano drammaticamente in questi giorni del dubbio. Per il presente, ieri non è arrivato l’atteso via libera del ministro dello sport alla serie A per ripartire il quattro maggio con gli allenamenti. Ovvio. Logico. Quello che non hanno ancora capito i faciloni, ottimisti del nulla, è abbastanza banale e quindi preoccupante: il calcio non è un mondo a parte, è agganciato a un sistema Paese e le logiche della ripartenza devono essere studiate attentamente e avranno delle priorità a seconda dell’importanza. Il calcio ci piace, ci interessa, ci appassiona, ci manca, ma non può avere e non può essere una priorità. Vediamo ora cosa deciderà il Governo, vediamo se il ministro della salute approverà il protocollo della Federcalcio, una cosa è certa: anche il calcio entrerà nel decreto che il premier Conte sta elaborando , ma di sicuro ripartiranno prima delle attività economiche fondamentali. Il calcio è una grande industria, ma deve sempre ricordare di essere una industria indotta. Se prima non tornano i soldi nelle tasche degli italiani, se in futuro non avranno le possibilità di abbonarsi alle pay-tv, di comprare gli abbonamenti o i biglietti, le maglie e quant’altro, chi lo manterrà il calcio?

Se i Signori del Pallone avessero in testa una logica diversa dall’orticello, capirebbero anche loro che in questo momento dovrebbe interessare a tutti la ripresa economica del Paese nel rispetto della salute. Il calcio dovrà venire a ruota e se il pallone fosse un mondo gestito bene ripartire o non ripartire non dovrebbe essere una preoccupazione da roulette russa, ma invece il rischio di perdere i 320 milioni della terza tranche dei diritti televisivi fa terrore. Secondo me ai bilanci dovevano pensarci prima, ma ora, comunque, anche il calcio ha diritto a ripartire e ripartirà prima possibile. Almeno speriamo.

Questo per il presente e, in attesa, la Fiorentina sta comunque lavorando a una ipotesi di ripresa. Il Centro Sportivo Astori è stato sanificato. Si aspetta la data certa per convocare gli atleti, Ribery in testa che dovrà fare la quarantena. E’ tutto pronto, anche la sede del ritiro di Villa gli Olmi che aspetta solo l’ok per riaprire. Ma Joe Barone e Pradè, in contatto telefonico, stanno lavorando anche per il futuro. Su Iachini e sulle difficoltà decisionali per una riconferma o meno ho già detto. L’ultima parola toccherà a Rocco e non sarà semplice. E’ stata fatta anche un’analisi sui giocatori che faranno parte della Fiorentina che verrà e sono dieci gli intoccabili, quelli che non entreranno in nessuna trattativa di mercato. Si tratta di Dragowski, Caceres, Milenkovic, Lirola, Igor, Castrovilli, Duncan, Pulgar, Ribery e Cutrone. Indubbiamente una buona base sulla quale ripartire e nomi di qualità. A questi, ovvio, vanno aggiunti due arrivati a gennaio, cioè Kouamè ancora in fase di recupero dopo l’infortunio al ginocchio, e Agudelo, un giovane interessante sul quale si sta lavorando per il futuro. Ci sono poi alcuni elementi nel limbo, e per ragioni diverse.

Primo fra tutti Federico Chiesa. Abbiamo già detto più volte che giocatore e società decideranno strada facendo, di comune accordo. La Fiorentina lo terrebbe volentieri ed è pronta ad aumentargli l’ingaggio, ma se dovesse arrivare un’offerta irrinunciabile e il giocatore volesse andar via, la prospettiva cambierebbe. Mi risulta che sia in cima ai pensieri dell’Inter e non della Juve (Sarri non lo ama), anche se il mercato è congelato. Per Chiesa servono come minimo 60 milioni, di questi tempi le valutazioni sono complicate, serve aspettare. In stand-by anche Benassi. Con l’arrivo di Duncan e (in estate) di Amrabat dal Verona, l’ex toro è chiuso. Non è un elemento da sacrificare in panchina, ha estimatori, potrebbe diventare una interessante pedina per recuperare cash o per qualche scambio.

Un’altra difficile riflessione si sta facendo su Vlahovic. Il giocatore in prospettiva è considerato fortissimo, il futuro viola, ma nell’immediato è logico ripartire con due centroavanti giovani, uno di 20 anni come Vlahovic appunto e Cutrone che di anni ne ha 22? La Fiorentina sta pensando a un attaccante più esperto, uno che garantisca la doppia cifra e carisma. A quel punto forse sarebbe logico mandare un anno in prestito Vlahovic per farlo giocare titolare e aiutarlo nell’ultimo step di crescita. Valutazione difficile, da fare a fine stagione, magari sapendo chi verrà (se verrà) in attacco e coinvolgendo l’allenatore e le sue idee tattiche. Iachini o chi per lui… Un’altra questione da risolvere coinvolge il centrale difensivo, quindi Pezzella. Non ha fatto una grande stagione, ma il giocatore ha qualità e mercato. La Fiorentina cerca un centrale con caratteristiche diverse, vuole un difensore dai piedi buoni per far ripartire l’azione, Pezzella potrebbe diventare una pedina interessante di scambio o per recuperare soldi visto che piace a Napoli, Roma e non solo, con una valutazione attorno ai quindici milioni. Ammesso e non concesso, ovvio, che la Fiorentina trovi il difensore che cerca.

Complicata anche la posizione di Dalbert. E’ in prestito dall’Inter e la sua valutazione è molto alta. Ha fatto una discreta stagione, ma niente da giustificare una spesa enorme. Molto probabilmente tornerà all’Inter con Biraghi in viola che però riandrà sul mercato. Fra quelli che sicuramente non saranno confermati ci mettiamo Badelj e Ghezzal che non hanno convinto. Poi ci sono alcuni panchinari in stand-by. La Fiorentina crede in Sottil, forse resterà. Ma anche a lui potrebbe far comodo andare a giocare o entrare in un giro di mercato. Con Ceccherini e Venuti si navigherà a vista, sentendo anche la volontà dei giocatori. Se vogliono andare e hanno estimatori, si troverà una soluzione. Terzic invece è sul mercato. Come secondo portiere resterà Terracciano e in rosa sarà inserito stabilmente il giovanissimo difensore centrale Dalle Mura, 18 anni, sul quale stanno scommettendo in molti. Come detto più volte, gli obiettivi del mercato viola per far alzare il livello di questa rosa sono sostanzialmente tre, un difensore leader, un centrocampista di personalità e un uomo-gol, oltre a elementi di contorno. Se poi dovesse partire Chiesa saranno fatte altre valutazioni e serviranno nuovi elementi, ma al momento la situazione è questa. Le dodici partite che restano, ammesso che si giochi, comunque incideranno poco per il contesto nel quale la stagione sarà chiusa, ormai abbondantemente falsata. Le idee di Barone e Pradè sono chiare, ma tutto è congelato come detto più volte. Jovetic è solo amarcord puro. C’è gente che lo rivede in viola a ogni estate, lasciamoli fare se si divertono così… 

In attesa, Joe Barone sta lavorando anche sul taglio degli ingaggi. Ha incontrato più volte Pezzella e Badelj, c’è la disponibilità dei giocatori, si discute sui sacrifici da fare che se si dovesse tornare a giocare dovrebbe interessare due mesi, come indicato dalla Lega. La Fiorentina lavora però su ipotesi diverse e si sta cercando un accordo su un mese e mezzo di taglio. Se poi non si dovesse ripartire il discorso potrebbe allargarsi a due mesi e mezzo-tre di taglio. Ci sono società già in crisi che non pagano gli stipendi anche se nessuno lo dice…

Il dg viola Barone ieri ha parlato anche della Lega e usando parole diplomatiche ha comunque scosso un mondo che non funziona. Il calcio avrebbe bisogno di riforme immediate, dovrà essere gestito in maniera manageriale per allargare i ricavi, aumentare i fatturati vendendo meglio i diritti Tv mondiali e non solo, c’è bisogno di idee e aria nuova per rilanciare il movimento e Barone è pronto a stimolare e coinvolgere le altre società con la sua mentalità americana. Il calcio italiano deve capire che se non si rinnova e non si ristruttura, avrà sempre meno appeal. L’esempio fatto da Barone dovrebbe far riflettere: come può la Fiorentina fatturare meno di 100 milioni e l’Everton (dico Everton) più di duecento? Quelli della Premier sono più moderni, più dinamici, più bravi…evidente.