ECCO COSA DEVE FARE LA VIOLA SE DAVVERO NON VUOL PERDERE CHIESA: RINNOVO DEL CONTRATTO E AUMENTO. LA JUVE INSISTE, MA PJACA NON VIENE. MANDRAGORA AL GENOA. L’INTER C’È. NAPOLI E ROMA OUT. HANCKO OK, MA SERVE QUALCOSA DI PIÙ. NO PER SOUCEK

14.06.2018 00:02 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 14563 volte
© foto di Federico De Luca
ECCO COSA DEVE FARE LA VIOLA SE DAVVERO NON VUOL PERDERE CHIESA: RINNOVO DEL CONTRATTO E AUMENTO. LA JUVE INSISTE, MA PJACA NON VIENE. MANDRAGORA AL GENOA. L’INTER C’È. NAPOLI E ROMA OUT. HANCKO OK, MA SERVE QUALCOSA DI PIÙ. NO PER SOUCEK

Forse non tutti hanno capito la reale portata e il valore di quello che ruota attorno a Federico Chiesa. Sento troppe chiacchiere da bar (al bar le possono fare, altrove no) e ascolto prese di posizione di un provincialismo da anni settanta quando era un altro mondo e un altro calcio.

Servono invece una profonda riflessione e la mente fredda, anche dentro la Fiorentina, per capire fino in fondo quale è la cosa migliore da fare nell’interesse di tutti e in particolare della società viola e del suo futuro. Sinceramente, questa riflessione mi sembra che non ci sia e si tenda a vivere alla giornata, aspettando gli eventi: è la cosa peggiore.

Le parole di Diego Della Valle dette al volo, sono state interpretate dai faciloni come un "non si vende" , in realtà non è proprio così. La riflessione è ancora in atto, le parole del Capo non sono definitive, vanno lette quasi come un suggerimento ai suoi manager "risolvetela in modo intelligente". Ecco, appunto. Ma risolvetela come?

Era dai tempi di Batistuta che la Fiorentina non aveva in mano un giocatore dal valore di mercato così alto, la fortuna e la bravura di avere scoperto un ragazzo come questo è come aver trovato una miniera d’oro. E la corretta gestione di una miniera d’oro può cambiare da subito in meglio il futuro della società. In che modo?

Tra le due posizioni in questo momento possibili vendere?, non vendere?, purtroppo la Fiorentina sembra orientata verso una terza via, lo status quo, con questo tipo di riflessione: "Chiesa ha un contratto appena rinnovato, sta bene a Firenze, non c’è problema, giocherà con noi anche l’anno prossimo". Se persisterà e vincerà questa linea semplicistica, chiamiamola dello struzzo, sarebbe come perdere gradualmente il valore della miniera.

La Fiorentina deve decidere e decidere in fretta del futuro di Chiesa dopo aver fatto una considerazione obbligatoria: quando nel novembre scorso Chiesa ha rinnovato fino al 2022 con un ingaggio vicino ai due milioni, la sua valutazione sul mercato era fra i trenta e i quaranta milioni, oggi è raddoppiata. Oggi Chiesa è l’unico giocatore italiano ad avere un grande appeal internazionale per le sue caratteristiche tecniche. Cosa vuol dire? Che quel contratto è già vecchio, non può più valere oggi, la situazione è completamente cambiata. Il calcio è questo, fatto di parametri e business e in questo calcio la Fiorentina si deve saper muovere.

In Italia vogliono Chiesa molto fortemente Juve e Inter (possibile solo da luglio per il fair play), mentre Napoli e Roma si sono raffreddate per ragioni economiche. In Europa si sono già mosse il Bayern (da un anno) e le inglesi più forti, stanno arrivando segnali anche dai grandi club spagnoli. In sostanza, lo hanno messo nel mirino tutti i più importanti club del mondo.

E allora torno alla domanda: vendere o non vendere?

Entrambe le posizioni possono essere legittime e comprensibili, hanno pro e contro. Ma la Fiorentina deve decidere.

Non vuole vendere?

Benissimo, siamo tutti contenti. Ma allora domattina deve chiamare Enrico Chiesa e cominciare a trattare il rinnovo almeno per un altro anno (meglio due) con un pesante adeguamento dell’ingaggio. E’ l’unico modo per blindare il ragazzo, le altre sono solo chiacchiere, manifestazioni di intenti. Se la Fiorentina vuole davvero tenere Chiesa deve rilanciare accontentando e valorizzando ancora di più il ragazzo e, soprattutto, deve mandare un chiaro messaggio a tutti quelli che lo vogliono: me lo tengo, lo blindo, rinnovo e voi lo prenderete solo quando deciderò io, alle mie condizioni economiche.

Perché l’Inter tratterà presto con Icardi il rinnovo anche se pure lui lo ha fatto pochi mesi fa? Per la stessa ragione. Perché la Juve fece rinnovare Pogba pochi mesi prima della super vendita al Manchester? Perché aveva già deciso di vendere e in quel modo ha gestito completamente la situazione portando a casa 120 milioni. Ma potrei fare tanti altri esempi.  

Se invece la Fiorentina ha in testa di non spendere, si illude di portare Chiesa felice e contento al luglio del 2019 con lo stesso contratto di oggi per venderlo poi fra un anno, deve sapere che sta facendo una operazione non economica e un errore strategico.

Fra un anno Chiesa sarà più vicino alla scadenza, ovvio, il cartellino varrà meno di oggi e il giocatore attirato dalle tante sirene gigantesche, potrebbe non accettare più la eventuale cessione proposta dalla Fiorentina, portando ancora di più il contratto vicino alla scadenza per poi scegliere solo destinazioni a lui gradite, mettendo la società in difficoltà.

Magari Chiesa non lo farà, ma la Fiorentina non lo può sapere e non può ripetere il fresco errore fatto con Bernardeschi che è stato svenduto, sì svenduto, alla Juve per 40 milioni proprio perché aveva il contratto in scadenza dopo due anni. Se fosse riuscita a rinnovare per tempo, firmarlo ancora più a lungo, la Fiorentina avrebbe potuto chiedere sessanta o settanta alla squadra più interessata e non farsi imporre la Juve come è successo.

Questa è la legge del mercato calcistico, quelli della Fiorentina non pensino di essere più furbi degli altri. La botte piena e la moglie ubriaca non funzionano più. Ammesso che abbiano mai funzionato.

Se invece la decisione dei Della Valle sarà "vendiamo", come in sostanza hanno suggerito i manager, c’è solo una strada: favorire e alimentare un’asta intelligente, non rimanere passivi. Ma non si deve perdere altro tempo, il mercato è un magma, quello che va bene oggi domani cambia. E non ci si può neppure preoccupare dei tifosi. Se vendi Chiesa e compri 5-6 giocatori forti, la squadra cresce, i tifosi capiscono e approvano. Il problema caso mai sono quei 5-6 giocatori.

Ma qui entra in ballo il monte-ingaggi e le strategie. Se non puoi rinnovare il contratto e blindare davvero Chiesa, se non puoi prendere giocatori da un milione, uno e mezzo di stipendio, mi spiegate come può crescere la Fiorentina?

E questo è l’interrogativo degli interrogativi. Parlo ancora di Chiesa. La Juve ha offerto informalmente, tramite intermediari, cinquanta milioni più Pjaca in prestito con diritto di riscatto e controriscatto, più Mandragora. Roba da pensarci su bene. Cosa è successo? Pjaca guadagna un’enormità e a Firenze non verrà. Scusate la rima. Pure Mandragora ha preferito il Genoa perché gli ha promesso lo stipendio più alto. Di cosa parliamo, ragazzi?

Parliamo di Hancko, difensore slovacco di 21 anni a dicembre, acquistato ieri dallo Zilina per tre milioni. E’ questo uno dei 4-5 giocatori di personalità e forti tecnicamente chiesti da Pioli per alzare il livello della Fiorentina? Rispondete voi. Ma per favore aspettate (se potete) a chiamarlo "un grande colpo" come hanno fatto subito i trombettieri, gli sbandieratori e quelli del club della bistecca.

Ho letto Hancko, il nuovo Maldini. Tocco ferro, questa è una gufata. Comunque dicono che sia il nuovo Skriniar e sinceramente non lo so. Me lo auguro, lo spero vivamente. Magari Corvino fa davvero un colpo simile a quelli del suo periodo d’oro. Chissà! I cecoslovacchi (chiamiamoli così) mi piacciono, hanno grinta, voglia, ma oggi, per onestà, anche Hancko ha il sapore della scommessa.

Niente da fare (almeno per ora) invece per Soucek, ceco, che Corvino voleva come nuovo Badelj. E’ intervenuto in prima persona per bloccare la trattativa con un tweet il presidente dello Slavia Praga, forse indispettito dalla proposta di Corvino ritenuta economicamente indecente.  

Spero comunque che questi siano solo degli assaggi di mercato e invece si possano fare presto quei colpi mirati chiesti da tanti, anche da me che non conto nulla, ma soprattutto dall’allenatore. Meret, ad esempio, sarebbe già più vicino alle idee di calcio che abbiamo in testa, senza montarcela troppo…