È TORNATO IL VERO RIBERY. FINALMENTE IL CARATTERE DA FIORENTINA. GRINTA E CORSA: È QUESTA LA STRADA. UN PUNTO CHE PESA. ANCHE AMRABAT SEMBRA RECUPERATO. E SABATO IL VERONA SI PUO’ BATTERE

17.12.2020 12:30 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
È TORNATO IL VERO RIBERY. FINALMENTE IL CARATTERE DA FIORENTINA. GRINTA E CORSA: È QUESTA LA STRADA. UN PUNTO CHE PESA. ANCHE AMRABAT SEMBRA RECUPERATO. E SABATO IL VERONA SI PUO’ BATTERE

Prima o poi doveva succedere: Ribery è tornato. Il francese l’aveva promesso, la moglie l’aveva confermato sui social: darà tutto per questa maglia. E ieri sera così è stato. Il rigore procurato, una traversa, ma soprattutto i movimenti, le finte, i tunnel, le serpentine del campione. Era una questione d’orgoglio, non poteva finire così la storia fra Ribery e la Fiorentina che in fondo era nata come una storia d’amore. Ha ritrovato la condizione fisica e le motivazioni, forse nel ritiro ha sentito tutto l’affetto della società e dei compagni, i tifosi l’hanno spronato e finalmente eccolo qua.

E con Ribery, ovvio, è cambiata la Fiorentina.

In tante, troppe partite, la viola aveva giocato quasi in dieci, Prandelli era stato costretto a mettere il francese in panchina con l’Atalanta. La reazione positiva che si inseguiva e si cercava da tanto tempo c’è stata. La Fiorentina non solo ha recuperato un giocatore di assoluta grandezza tecnica, ma con lui ha pure ritrovato quel punto di riferimento che mancava e l’uomo che fa girare la squadra dalla tre quarti in avanti. Tutto bene dunque?

Non proprio, questo punto è ossigeno puro, ma la strada è lunga e il campionato complicato, ci sarà ancora da soffrire, comunque la Fiorentina che ha pareggiato con il Sassuolo oltre a Ribery ha mostrato anche altre tre qualità importanti: il carattere, la grinta e la corsa. L’avevamo detto e scritto tante volte, si può giocare bene e giocare male, ma chi indossa la maglia Viola non può mai dimenticare di dare tutto in tutte le partite. Ieri sera l’hanno dato. Se il ritiro ha ricompattato il gruppo e fatto evaporare l’apatia e le negatività che circondavano questa squadra, allora davvero il punto con il Sassuolo può essere quella svolta che s’aspettava da dodici giornate.

Lo confesso: il punto l’avrei firmato prima di giocare. Il Sassuolo è squadra che ha un gran gioco e giocatori di qualità, l’avevo vista spesso essere dominante e per la Viola aver prima resistito, poi recuperato fino a cercare la vittoria con determinazione, può far davvero bene. Questa per me è, nei novanta minuti, la miglior partita stagionale. Mi direte che ci voleva poco, ma è un segnale incoraggiante.

Finalmente comincia a funzionare la cura Prandelli?

Aspettiamo conferme, ma nel momento più drammatico c’è da apprezzare la saggezza dell’allenatore. Ha capito che non è ancora il tempo del gioco, che in questo momento serviva mettere in campo l’idea calcistica più pratica con la lotta, il combattimento, la forza fisica, si doveva ripartire dal carattere. Ha capito anche che questa squadra è stata costruita per il 3-5-2 iachiniano e su quel modulo è tornato non avendo in rosa elementi per la sua difesa a quattro. Ad esempio. Poi ha messo anche del suo, ovvio, ha chiesto un’aggressione e il recupero palla più alti, è venuto fuori un bel pressing e la Fiorentina (finalmente) ha conteso palla su palla agli avversari ed ha cercato di ripartire rapidamente, ma recuperare alcuni vecchi principi di gioco conosciuti ha dato certezze. E’ vero che il Sassuolo spesso ha un gioco presuntuoso, più narcisistico che pratico, lascia spazi e questo ha agevolato, ma l’atteggiamento dei Viola visto ieri sera non l’avevamo ancora apprezzato. E nella ricerca della grinta e del carattere è venuto fuori uno come Amrabat che per la prima volta ha fatto una partita di quelle che tante volte gli avevamo visto fare con il Verona. Ma Prandelli nel momento della conta, guardandoli in faccia, ha messo anche altri giocatori di lotta e di cuore come Venuti e pure Bonaventura, uno che non deve mai mancare. Se poi nel gruppo c’è ancora qualcuno che non capisce e non si adegua, può stare anche fuori. Questo è un segnale forte. I tifosi non sono nello stadio, purtroppo, ma quel coro sentito tante volte in momenti simili del passato, “fuori i co…”, “fuori i co…”, deve essere comunque rimbalzato forte e chiaro anche a Villa Olmi. Deve diventare una parola d’ordine, in questo momento è giusto così.

Quando poi arriverà qualche risultato, quando la classifica farà meno paura (speriamo presto), tornerà anche il momento della ricerca di qualità e di un gioco diversi. Per questo ci vorrà più tempo, ora conta solo ritrovarsi, recuperare compattezza e muovere la classifica.

Non è cambiato niente, quelle della zona calda hanno pareggiato tutte ad eccezione della Samp che ha battuto proprio il Verona. In quattro punti ci sono sempre otto squadra, il treno è compatto. Proprio la sconfitta del Verona e l’allarme di Juric “abbiamo tanti difetti”, devono far pensare alla Fiorentina che sabato può essere la volta buona per tornare alla vittoria. Può diventare una gara alla portata ripartendo proprio dalla qualità di Ribery e dalla voglia mostrate ieri sera.

E fa bene la società a riportare la squadra in ritiro. A volte è inutile, ma questa volta no. Un gruppo troppo sballottato dai cambi di allenatore deve capire tante cose di Firenze e della Fiorentina, deve parlarsi e spiegarsi come forse non aveva mai fatto. Avanti così…