È NATA VIOLALANDIA, LABORATORIO DI CALCIO-SPETTACOLO. COME SACCHI E CONTE. ECCO DOVE MIGLIORARE. VINCERE A UDINE. ROCCO IN USA DOPO IL NAPOLI

23.09.2021 10:43 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
È NATA VIOLALANDIA, LABORATORIO DI CALCIO-SPETTACOLO. COME SACCHI E CONTE. ECCO DOVE MIGLIORARE. VINCERE A UDINE. ROCCO IN USA DOPO IL NAPOLI

Ci sono sconfitte, come quella dell’altra sera, che assomigliano molto a vittorie e di sicuro Italiano deve essere soddisfatto: lui ha vinto. 

La sua Fiorentina funziona, deve ancora crescere molto e migliorare, ma funziona. E il test contro l’Inter era impegnativo al massimo livello.

Non sono abituato a esagerare o a gasarmi, lo fanno altri, ma la prima mezz’ora è stata straordinaria. Difficile in Italia vedere giocare con tanta intensità e velocità, fare pressing alto, chiudere tutte le linee di passaggio e ripartire in massa, fare cambi di campo, sovrapposizioni e raddoppi. Un bagaglio che hanno soltanto le grandi squadre e di fronte c’era l’Inter campione d’Italia che in quella mezz’ora non è riuscita proprio a giocare. Tre super parate di Handanovic hanno impedito che la Fiorentina andasse oltre il gol di Sottil, ma lo spettacolo calcistico rimane intatto. 

Ricordate quanti punti c’erano fra l’Inter e la Fiorentina alla fine dello scorso campionato? Ve lo dico io: cinquantuno. L’altra sera, in quella mezz’ora, il divario sembrava azzerato.

E’ da queste considerazioni che dobbiamo ripartire, è dopo questa mezz’ora che la Fiorentina, ma anche i tifosi, devono convincersi che la strada è giusta nonostante le sconfitte brucino sempre. 

Se volete chiamatela ViolaLandia, sul modello di Sarrilandia, Zemanlandia o di altri laboratori calcistici. Questa Fiorentina è un laboratorio dove si sta facendo un calcio diverso, sicuramente moderno, sicuramente intenso, sicuramente spettacolare. 

Dove porterà? 

Questo non lo so, ma se dopo appena cinque giornate di un mondo nuovo, contro l’Inter, questi ragazzi si permettono di giocare trenta minuti con una cultura calcistica superiore, vuol dire che i meccanismi ci sono, tutti credono in quello che fanno e il lavoro di Italiano sta dando i frutti.

Ottimismo eccessivo? Mi sto illudendo? Non credo. Il calcio è un mondo strano, le prestazioni si valutano nel medio periodo, ma voglio fidarmi già adesso di una squadra che sprigiona energia e può solo migliorare, di un allenatore che ha idee chiare, forza e grande ambizione. 

“C’eravamo stufati di prendere schiaffi da tutti”, ha detto l’altra sera Biraghi. E anche questa è una delle chiavi psicologiche e pratiche del cambiamento. Ora la Fiorentina gli schiaffi prova a darli a tutti, anche a quelli che al confronto sono giganti e mi sembra un cambio di passo e di mentalità straordinario in appena settanta giorni di lavoro.

Qualcuno dirà, mi sembra di sentirvi, che le partite durano novanta minuti e non trenta. Altri stanno di sicuro stanno pensando che si prendono troppi gol, che si difende troppo alto. I dubbi e le perplessità sono legittime, ma non credo e non ho scritto che la Fiorentina è già una squadra pronta e perfetta. Anzi. Dico soltanto che questa è la strada giusta per mettere le basi solide di un’idea di calcio che può portare lontano, oggi nel mondo si gioca così per ottenere risultati e spettacolo assieme, con personalità e coraggio, come ha fatto la Nazionale di Mancini agli Europei. 

Sui lati deboli e sulle cose da migliorare si dovrà lavorare. Si sta già lavorando. Italiano è un martello, pensa calcio 24 ore al giorno, non molla di un centimetro e marca a uomo i giocatori con una straordinaria cultura del lavoro che, come vi ho già scritto, mi ricorda Sacchi e Conte. Sapete cosa hanno fatto, con squadre più forti, ovvio, ma a lavorare così sono partiti uno dal Parma, l’altro dall’Arezzo.

Sui difetti, è chiaro anche all’allenatore che non si possa giocare sempre e per novanta minuti, con il ritmo di quella famosa mezz’ora. La Fiorentina dovrà crescere, maturare. I giocatori dovranno imparare a gestire le fasi della partita e a gestirsi. Con gli stessi principi di gioco, ma abbassando il ritmo per rifiatare, magari facendo più possesso. I sistemi non mancano. E comunque i trenta minuti intensi saliranno quando la condizione atletica sarà migliore e i meccanismi ancora più automatici. Alcuni giocatori come Torreira o Nastasic l’anno scorso hanno giocato poco, sono reduci da infortuni. Ma anche Duncan è tornato titolare dopo due anni. Un po’ tutto il livello atletico e l’intesa dovranno salire. Comunque si è visto contro l’Inter quale è il calcio di Italiano. 

Anche la fase difensiva andrà fatta meglio, l’allenatore in questo è diverso da Zeman, c’è grande attenzione alla difesa. Con altri sistemi, ma si deve difendere meglio. Si prenderanno meno gol, ad esempio, quando il pressing sarà costante, portato meglio, fatto da tutti con i tempi giusti. Contro l’Inter è stata la fatica di una condizione atletica imperfetta e di un modo di stare in campo ancora non ottimale, ad aprire il campo al pareggio prima, alla sconfitta poi. E poi, abituiamoci, Italiano farà sempre ricorso al turn over per far recuperare energie. Con lo Spezia l’ho visto cambiare anche otto giocatori da gara a gara, qui non lo farà, il livello tecnico è superiore, ma l’utilizzo totale della rosa è un suo modo di lavorare. Anche sorprendendo con Benassi, un azzardo non riuscito male, ma neppure benissimo. Rivedibile. Comunque nei meccanismi Benassi c’era e il gioco ha funzionato.

Questa è Violalandia. 

Ora c’è un’altra partita insidiosa a Udine, su un campo che non porta bene per mille ragioni e una, che purtroppo conosciamo. Mi aspetto un altro step nel saper stare in campo, nella gestione della partita e una intensità spalmata nella gara. Non ripeto neppure più che Italiano prepara le partite per vincerle contro tutte le squadre. E la Fiorentina ci proverà anche con l’Udinese, questo è certo. 

Purtroppo mancherà Gonzalez, il giocatore più esplosivo. Forse il più bravo. Visto che i laboratori funzionano anche con le regole, credo che il regolamento interno preveda una bella multa e un discorso duro: una volta può succedere, ora mai più. Certe ingenuità compromettono il lavoro di tutti. La Fiorentina dopo lo choc della rimonta, ha provato a pareggiare, ha rimesso l’Inter in difficoltà, in undici magari avrebbe potuto riuscirci. Comunque così non va bene.

Chi giocherà in Friuli? E’ la terza partita in otto giorni, il turn over continuerà.  Dragowski è sicuro. Come Milenkovic e Nastasic in mezzo. Sulla destra prevedo Odriozola, ma potrebbe tornare anche Venuti che a Italiano piace molto per l’atteggiamento. E se toccasse a Biraghi riposare con dentro un Terzic? A centrocampo Bonaventura è il faro, ma prima o poi mi aspetto il doppio regista Torreira-Pulgar. Senza Gonzalez e Castrovilli, insieme a Vlahovic tornerà Callejon e potrebbe riproporre Sottil, più attaccante e più esplosivo di Saponara. Comunque divertiamoci a fare la formazione e aspettiamoci sorprese.

Infine Rocco. Sperava di fare punti con l’Inter dopo la sparata sui bilanci e lo capisco. Alla prossima. Comunque spero che sia soddisfatto anche lui di questa svolta e abbia dimenticato il calcio di Iachini. Ora che l’entusiasmo è tornato andrà coltivato e spero che si pensi già a come alzare il livello di questa squadra nel caso in cui a gennaio ci fosse qualche obiettivo a portata di mano o Violalandia fosse la sorpresa del campionato come in tanti prevedono.

Nel frattempo il presidente pare abbia deciso di rimanere a Firenze fino alla gara con il Napoli del tre di ottobre, poi ci sarà un’altra sosta per le Nazionali e la sua presenza in quelle due settimane non sarà indispensabile.