È IL TURNO DI CECCHERINI, MILENKOVIC RESTA A DESTRA. NON È DERBY DA ESPERIMENTI. VIOLA: PIOLI LI VUOLE “CATTIVI”.

24.11.2018 00:00 di Mario Tenerani  articolo letto 5997 volte
È IL TURNO DI CECCHERINI, MILENKOVIC RESTA A DESTRA. NON È DERBY DA ESPERIMENTI. VIOLA: PIOLI LI VUOLE “CATTIVI”.

Un luogo comune racconta che tutte le partite sono uguali perché valgono sempre tre punti. E’ una balla, ci sono gare diverse dalle altre, non fosse altro per ragioni strategiche. Alcune, anche se le fallisci, non provocano niente, altre invece possono farti venire il mal di testa. Bologna per la Fiorentina è una tappa delicata, da non sbagliare assolutamente. I mal di pancia crescono in città, sono sempre di più quelli pronti a vedere il bicchiere solo vuoto... La scossa deve arrivare dalla squadra che deve farsi perdonare la scellerata condotta di gara a Frosinone. Una ripresa giocata senza voglia di affondare e peggio ancora con un erroraccio complessivo fabbricato in prossimità dello scadere, trasformato in oro da una sassata di Pinamonti. Palla persa con leggerezza da Veretout - solitamente uno dei migliori -, nessun centrocampista pronto a far fallo e prendere un giallo, retroguardia posizionata malissimo. Per stendere un avversario e non beccare gol, occorre “cattiveria” agonistica. Con lo zucchero filato si va al circo, non in Europa. Pioli in questi giorni ha provato a dare una sveglia ai suoi. A Bologna verificheremo i risultati. La Fiorentina resta una squadra di buoni valori, ecco, potremmo aggiungere inespressi. Magari espressi solo in parte.

Di Pjaca, Simeone, Gerson, Mirallas, Edimilson abbiamo parlato a lungo. Tocca a loro mandarci un segnale. 

Partita delicata, appunto. Sul manuale del bravo allenatore accanto a questa definizione si trova una indicazione precisa: evitare esperimenti. Pioli andrà sul sicuro: fuori un centrale, Pezzella, dentro la sua riserva naturale, Ceccherini. A destra quest’anno gioca Milenkovic e il serbo resterà lì. Se il livornese non fosse preso in considerazione sarebbe un duro colpo psicologico. Certo anche Laurini e Diks non hanno di che rallegrarsi, ma tanto a destra abbiamo capito che Milenkovic non si schioda. C’è anche un discorso di fisicità da seguire: il Bologna non ha grandi trame tattiche, se non quella di fare a sportellate in avanti con il toro Santander, non un noto istituto di credito, ma un’azienda votata al gol e forte sul gioco aereo. I piccoletti farebbero fatica, Ceccherini ha la carrozzeria giusta. Poi dovrebbero andare in campo i soliti. Semaforo verde ancora per Pjaca: il croato triste ha due partite per giocarsi tutto, poi se non uscirà dal tunnel rischierà la panchina. In mezzo c’è Gerson in vantaggio.

I tifosi viola saranno 1500 o anche di più, ma non c’è notizia. Perché loro sono ovunque, schierati compatti con squadra e allenatore. Portatori sani di una fede che non conosce confini. Credono nel gruppo viola, speriamo che i viola invece credano in loro stessi...