È IL GIORNO DI PRANDELLI: OGGI LA DECISIONE DI ROCCO, SERVE UNA LINEA CONDIVISA. SOSTA CON LA SQUADRA AL COMPLETO

09.11.2020 00:03 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
È IL GIORNO DI PRANDELLI: OGGI LA DECISIONE DI ROCCO, SERVE UNA LINEA CONDIVISA. SOSTA CON LA SQUADRA AL COMPLETO

E’ stata una domenica di grandi riflessioni, sarà un lunedì di decisioni. Si riassume così la crisi della panchina viola. Iachini può saltare oggi se il presidente Commisso avvalorerà la linea della dirigenza che ha già deciso per il cambio della guardia in panchina: spazio a Cesare Prandelli. L’ex tecnico della Fiorentina che potrebbe tornare a vestire il viola ha trovato facilmente l’accordo: ha fatto sapere di essere disposto a mettersi in gioco con un contratto minimo, scadenza a fine campionato. Poi tutti liberi di lasciarsi o di riparlarne se vi fosse l’opportunità. Questo elemento per la società sarebbe decisivo, vista la conclamata voglia di voltare pagina ancora nella prossima stagione, immaginando un percorso nuovo con un allenatore tipo Sarri o Spalletti. Dunque, tutto a posto? Non proprio. 

L’unico che conta in un club è il presidente, è lui che alza o abbassa il pollice. Rocco Commisso ancora non ha deciso. Lo avrebbe potuto fare ieri, ma se invece se l’è presa comoda forse c’è una ragione: ci vuole pensare ancora un po’. Non è convinto del tutto di voler rinunciare a Iachini, tecnico che lui ha voluto confermare con forza a fine luglio, una volta raggiunta la salvezza con 4 turni di anticipo e con un percorso netto di 1,5 media punti a partita. Inoltre, per quello che può contare, tra presidente e allenatore c’è un buon feeling, fatto soprattutto di empatia. Eppure Pradè e Barone avevano provato a sondare Juric, De Zerbi e Di Francesco - pare che i tre sarebbero venuti volentieri a Firenze -, ma alla fine il tandem del mercato viola ha sbattuto la faccia contro il muro di Rocco. I candidati proposti dalla dirigenza non avevano convinto Commisso e come detto il presidente fa come vuole. 

Adesso siamo in una situazione simile ed oggi capiremo se lo sviluppo della questione allenatore avrà il medesimo risultato del luglio scorso oppure no. Questa è la grande domanda che ci accompagna in un lunedì di passione per viola. 

La squadra a Parma non ha giocato una gran partita, tutt’altro, ma ha giocato per il proprio tecnico e questo è stato notato da tutti. Può darsi che questa indicazione abbia contribuito ad allungare la verifica di Rocco. Ma al di là di tutto quello che possiamo pensare, le colpe e le ragioni di Iachini, una decisione va presa. Iachini è stato anche troppo sulla graticola e non può continuare a viverci. Se davvero si ritiene concluso il suo ciclo, si rinunci a Iachini. Se al contrario si desidera andare avanti con Beppe, beh, a quel punto l’allenatore va difeso e imposto fino al termine della stagione, senza ulteriori e pericolosi (per la classifica) tentennamenti. Non si può immaginare di tornare ogni settimana, magari dopo un pareggio scialbo, a discutere la posizione di chi va in panchina. Queste sono le valutazioni che spettano ad un presidente e ai suoi principali collaboratori.

Questa sosta, poi, sarà anomala: la decisione dell’ASL Toscana di non far partire per le nazionali i giocatori viola perché dentro la bolla per la positività di Callejon, permetterà a chiunque guiderà gli allenamenti di lavorare in santa pace, con la squadra al completo. Un evento rarissimo.  

Serve una linea societaria condivisa perché altrimenti l’inizio della pianificazione tecnica sarà sempre rimandato. Prima la conferma d Montella - un errore, come dichiarato di recente da Rocco Commiso -, poi l’ingaggio di Iachini, ora la possibilità di arrivare a Prandelli destinato però a salutare nel prossimo maggio. Dopo due anni di gestione sara’ come ripartire dal via in un bizzarro gioco dell’oca. Può capitare, soprattutto a proprietà al debutto nel calcio, ma dopo, compresi gli errori, non si può sbagliare più. Il cammino infrastrutturale, invece, è stato subito vincente: realizzato il sogno del centro sportivo con un investimento incredibile da 80 milioni e poi la battaglia per il nuovo stadio. Lungi dall’essere vinta, ma ancora non persa e nel vivo della sua traiettoria. 

Forza e coraggio, è l’ora delle scelte. In un senso o nell’altro, ma la Fiorentina deve uscire da questo gigantesco equivoco.