È FATTA: GATTUSO ALLENERÀ LA FIORENTINA. AVRÀ LA SQUADRA CHE VUOLE. DECISIVO L’INTERVENTO DI ROCCO. DUE ANNI DI CONTRATTO. VLAHOVIC RESTA A FIRENZE. ANCHE MILENKOVIC CI PENSA. RIBERY PIÙ DIFFICILE. PRESTO L’ANNUNCIO: PRADÈ RESTA

11.05.2021 11:10 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
È FATTA: GATTUSO ALLENERÀ LA FIORENTINA. AVRÀ LA SQUADRA CHE VUOLE. DECISIVO L’INTERVENTO DI ROCCO. DUE ANNI DI CONTRATTO. VLAHOVIC RESTA A FIRENZE. ANCHE MILENKOVIC CI PENSA. RIBERY PIÙ DIFFICILE. PRESTO L’ANNUNCIO: PRADÈ RESTA
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© foto di Federico De Luca

E’ fatta. Gennaro Gattuso, 43 anni, sarà il prossimo allenatore della Fiorentina. Mancano le firme sui contratti, una piccola prudenza è ancora necessaria e doverosa, ma gli ostacoli delle ultime settimane sono stati superati e gli avvocati sono al lavoro per definire gli ultimi dettagli dell’accordo.

Il tutto arriva, ovviamente, da indiscrezioni che filtrano sempre più precise e dettagliate da operatori e intermediari di mercato molto addentro alle cose viola. Altrettanto ovviamente le smentite arrivano dalle parti, ma rientra nella logica di queste situazioni.

L’accordo sarà di due anni, possibile una opzione sul terzo, per un paio di milioni a stagione, ma non è mai stato questo il problema di Gattuso che sin dall’inizio, per accettare aveva chiesto a Joe Barone soltanto una squadra adatta al suo calcio. Ora l’avrà.

Decisivo è stato l’intervento di Rocco Commisso che ha garantito personalmente sulla sua grande voglia di rilanciare e fare una squadra importante, ha sgombrato il terreno da tutti i possibili dubbi e ribadito a Gattuso che è sempre stato la prima e unica scelta, che l’avrebbe voluto già l’anno scorso e con lui, con lo spirito calabrese che li unisce, ha intenzione di fare grandi cose per Firenze e la Fiorentina.

Come ricorderete e come vi avevamo raccontato nelle puntate precedenti, Rino Gattuso era stato contattato già nel mese di marzo da Barone che dopo aver ottenuto la disponibilità dell’allenatore, aveva iniziato a ragionare sulla squadra del futuro. Questi colloqui, a distanza di qualche giorno l’uno dall’altro, sono andati avanti all’incirca fino alla metà di aprile. Poi è arrivato il grande freddo.

Da un lato Rino Gattuso che dopo aver dichiarato il suo entusiasmo, la sua voglia di provare a rilanciare Firenze, una piazza che lo attira parecchio, ha però chiesto anche una squadra adatta al suo calcio. Qualcuno si chiederà: che calcio fa Gattuso?

I moduli di riferimento sono due, il 4-2-3-1 o il 4-3-3, per un calcio moderno, molto tecnico, palla a terra, partenza dal basso, possesso, tanti giocatori nella metà campo avversaria, ma anche aggressività nel pressing e ripartenza veloce negli spazi. Il Napoli gioca bene, segna molto, è spettacolare e divertente. Naturalmente servono gli interpreti giusti, giocatori dai piedi buoni, con capacità di palleggio e intelligenza tattica.

Gattuso non ha chiesto campioni, ma giocatori funzionali al suo tipo di calcio, pare soffermandosi anche su alcuni nomi della attuale rosa viola come Amrabat, ad esempio, che non avrebbe caratteristiche giuste. O anche il portiere che non usa benissimo i piedi. Insomma Rino voleva e vuole una squadra che capisca i suoi sistemi, con un ovvio rinnovamento, dopo questa stagione orrenda.  

Dai colloqui con Barone sarebbe emersa, invece, la sostanziale volontà della Fiorentina di ripartire dall’ossatura attuale giudicata di buon livello se ben guidata. L’intenzione sarebbe stata quella di innestare due-tre giocatori forti sulla squadra di oggi, almeno stando a indiscrezioni di radio-mercato.

A queste condizioni, ovvio, Gattuso ha alzato una barriera, sono iniziati i dubbi e lo scetticismo e i contatti si sono interrotti per un paio di settimane.

La classica pausa di riflessione durante la quale la Fiorentina ha sentito anche De Zerbi che, Shahktar a parte, ha comunque chiesto più o meno le stesse cose di Gattuso, non a caso fanno lo stesso calcio. A qualcuno è tornato in mente anche Juric.

Rocco però non ha mai cambiato idea su Gattuso e appena si è rasserenato un po’ sulla strada della salvezza, ha preso decisamente in mano la situazione.

Le indiscrezioni raccontano che con Rino ci sarebbe stato un contatto, uno solo, ma decisivo.

Non sappiamo se i due si siano incontrati personalmente o l’intesa sia stata raggiunta telefonicamente, fatto sta che le argomentazioni del presidente, le garanzie sul valore tecnico della Fiorentina che verrà e gli interventi promessi sul mercato, unite alla sua simpatia personale, hanno fatto breccia e Gattuso si è fidato e convinto a riprendere la trattativa. Probabilmente sarà scappata anche qualche battuta in dialetto calabrese, la schiettezza e l’attaccamento alla sua terra da parte di Gattuso non sono un mistero e gli hanno sempre fatto onore. A Rocco di Rino come persona è sempre piaciuta la volontà, la cocciutaggine, la voglia di arrivare di soffrire, non è escluso che ci riveda un po’ se stesso, giovane emigrante che con lo stesso carattere, ha sfondato negli Usa.

Immaginiamo che il feeling fra i due sia stato immediato e la parola di Rocco Commisso abbia convinto Gattuso ad accettare di prendersi il non facile compito di rilanciare la Fiorentina. Una grande sfida che Rino ha da tempo nel cuore.

Dopo la porta riaperta da Rocco, ovvio, sono ripresi i contatti con i manager e oltre a Barone, in questo secondo momento della trattativa pare sia entrato in scena anche il direttore sportivo Pradè e questo fa pensare che, in attesa dell’ufficialità, essendo ritornato pienamente operativo per una questione delicata come la scelta dell’allenatore, anche il Ds in scadenza possa essere confermato presto. Più avanti, poi, dovrebbe essere integrato con un uomo di scout come a suo tempo era stato Macia.

Magari sarà anche il rinnovo di Pradè l’annuncio che Rocco ha promesso e farà domani sera a Cagliari?

O dirà pubblicamente che Vlahovic è incedibile? Chissà.

Per tutto il resto, infatti, è presto. Il campionato è ancora in corso, Gattuso è concentratissimo, vuol portare il Napoli in Champions anche per rispondere alle critiche e alle perplessità di De Laurentiis che ora si sarebbe pentito, ma troppo tardi. L’allenatore oggi non tollera distrazioni, alla Fiorentina penserà dopo, e per il resto il mercato è chiuso e dei tesserati non si può parlare ufficialmente. Vedremo dunque cosa dirà Rocco a Diletta Leotta.

Comunque, tornando a Rino, lui direttamente o il suo procuratore, avrebbero definito con i dirigenti viola in linea di massima le strategie e parlato dei giocatori da tenere e quelli da cedere, i ruoli da coprire. Su tutto, ovvio, c’è il riserbo più assoluto.

La Fiorentina nega qualsiasi incontro e men che meno accordo, ma anche trattativa. Lo stesso Gattuso, come detto, ha fatto sapere di pensare solo al Napoli fino alla fine del contratto per centrare un obiettivo che sarebbe un colpo grosso per tutta la città e la tifoseria. Rino ci tiene. Del suo futuro, ovvio, si occupano procuratori e avvocati.

Comunque, da indiscrezioni pare che Rocco abbia anche confermato la volontà già da noi anticipata, di tenere Vlahovic in tutti i modi, a tutti i costi. Se firmerà il contratto meglio, ma anche se non volesse firmarlo. In fondo l’accordo scade nel 2023, ci sono davanti ancora due stagioni e il tempo per ragionare non manca. In realtà, però, al di là del pensiero di Rocco che ha già preso una decisione simile con Chiesa e non ci stupirebbe, qui il problema sono i due procuratori di Vlahovic che non hanno alcuna intenzione di sedersi per trattare. Da mesi sono inseguiti dalla Fiorentina, ma non si fanno trovare. Parallelamente stanno offrendo Vlahovic a mezza Europa dimenticando il piccolo particolare che ancora per due anni ha un contratto con la Fiorentina. Prima o poi, comunque, una trattativa andrà fatta anche per la tranquillità del ragazzo. Se vuole andar via, strade che possono portare a un compromesso del tipo “rinnovi, ma resti ancora un anno poi ti libero”, oppure “rinnoviamo con clausola rescissoria” e altre ce se sono, basta che i procuratori decidano di fare il bene di Vlahovic ormai patrimonio del nostro calcio.

A Gattuso, così si dice in giro, piace molto anche Milenkovic e dalla Fiorentina è partita l’operazione distensione, come dimostrano le foto di ieri con il presidente Commisso ai campini.

Il prossimo allenatore viola ha un grande carisma e notevole ascendente in tutto il mondo del calcio dove è stimato e apprezzato da tutti come campione del mondo, ma soprattutto come persona, per la sua lealtà, e il suo nome aprirà certamente molte porte anche con i calciatori e sul mercato.

Non è escluso che Gattuso, appena firmato con la Fiorentina, non decida di trattare lui personalmente con Milenkovic e il suo procuratore per spiegare il progetto tecnico, le idee, il piano ambizioso per il futuro, e convincerlo che con il dovuto aumento contrattuale, con lui in panchina possa ottenere risultati anche a Firenze. Gattuso gioca con la difesa a quattro, ma Milenkovic all’occorrenza potrebbe anche fare l’esterno destro come succedeva con Pioli.

Ovvio che un centrale dai piedi buoni, leader della difesa, servirà per rimpiazzare la cessione di Pezzella. Per l’esterno è aperta la pista Hysaj che si libera a parametro zero. Ma nel mirino ci potrebbero essere anche altri giocatori del Napoli tipo Politano o Demme, se non dovessero rientrare nei piani del nuovo allenatore.

Per il portiere, Dragowski probabilmente sarà valutato più avanti, magari in ritiro. Molti hanno imparato a giocare anche con i piedi anche se non era nelle loro caratteristiche. Vedremo. Con la crisi economica e tante rose da sfoltire, l’estate prossima giocatori da comprare ce ne saranno molti, l’importante è scegliere bene e Gattuso è una garanzia. Vorrà essere coinvolto di sicuro e non mi meraviglierei se avesse detto ai dirigenti della Fiorentina “fate la squadra come mi avete promesso o io sono capace di mollare tutto anche a ritiro già cominciato”. Già successo. Lo farebbe e nel caso lo farà di sicuro, questa è la forza di Gattuso. A suo modo anche una garanzia per il futuro progetto viola.

Se viene Gattuso a Firenze (e viene) vuol dire che ci sono davvero intenzioni serie, che Rocco vuole rilanciare, c’è voglia di lavorare sodo come fa di solito Rino, per riportare la Fiorentina dove merita.

Ci sono poi anche alcuni giocatori in prestito da valutare e Ribery in scadenza, ma di questo si parlerà quando si entrerà nel vivo. Più avanti. La sensazione è che la Fiorentina abbia intenzione di ringiovanire la rosa. Ribery è un mito, le sue giocate incantano ancora, ma andando a vedere quante gare ha fatto e in quante è stato davvero un plus, forse i conti non tornano. E i conti dovranno tornare in pieno se Gattuso vorrà fare una squadra che gioca, ma che corre e lotta per novanta minuti.

Intanto dobbiamo dare a Iachini quello che è di Iachini. La salvezza è indubbiamente merito suo, oltre che dei gol di Vlahovic. Ha ridato forza e personalità a una squadra perduta, facendo il suo calcio difensivista che in certi casi funziona benissimo. Contro la Lazio, difesa e contropiede perfetti. Il problema non è mai stato Iachini, ma il tipo di calcio che si voleva fare con questi giocatori. In occasioni disperate come questa, un allenatore così è l’ideale. A inizio stagione le contraddizioni tattiche erano evidenti e le difficoltà tante. Prandelli non ha fatto meglio, ma non torniamo a cose già dette, su Juric e sulla scelta estiva dell’allenatore, inizio di tutti i guai.

Fortunatamente e con grande fatica la salvezza è in tasca e potrebbe arrivare già domani sera a Cagliari. Che bello sarebbe festeggiare assieme a Semplici, fiorentino doc, che sta facendo una grande impresa. Ma domani o domenica cambia poco, la paura ormai è passata e del nuovo allenatore sento di potermi fidare.