È BARAK L’ULTIMO OBIETTIVO PER IL CENTROCAMPO. IL VERONA CHIEDE VENTI MILIONI. LO CELSO VUOLE SOLO IL VILLARREAL. MILENKOVIC HA FIRMATO: OGGI L’ANNUNCIO. SQUADRA FATTA PER IL DEBUTTO CON LA CREMONESE: JOVIC CRESCE. LA CARICA DI DODÔ

11.08.2022 13:35 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
È BARAK L’ULTIMO OBIETTIVO PER IL CENTROCAMPO. IL VERONA CHIEDE VENTI MILIONI. LO CELSO VUOLE SOLO IL VILLARREAL. MILENKOVIC HA FIRMATO: OGGI L’ANNUNCIO. SQUADRA FATTA PER IL DEBUTTO CON LA CREMONESE: JOVIC CRESCE. LA CARICA DI DODÔ

E’ Antonin Barak, 27 anni, centrocampista  del Verona, l’ultimo obiettivo della Fiorentina. La virata, approvata da Italiano, c’è stata quando i dirigenti viola hanno capito che la pista Lo Celso era tornata a complicarsi perché l’argentino vuole solo il Villarreal. Ma ci torneremo. Adesso fari puntati sul ceco che, diciamolo subito, è anche nel mirino del Napoli nel caso di uscita di Fabian Ruiz e non sarà facile portarlo a Firenze.

La Fiorentina sta provando un blitz sfruttando i buoni rapporti con il Verona in generale e non soltanto per l’affare Amrabat di due anni fa. La richiesta è alta, si parla di venti milioni, ma c’è chi sta cercando di mettere in piedi un’operazione sulla base di una cifra fissa più alcuni giocatori che piacciono all’allenatore fiorentino Cioffi che ha chiesto più di un rinforzo dopo diverse uscite di pedine importanti.

La Fiorentina ha diversi giocatori interessanti da mettere sul piatto, da Zurkowski a Kouamè a Ranieri e non solo.

E’ chiaro che uno come Lo Celso avrebbe dato maggiori certezze ed esperienza anche a livello internazionale, ma Barak è comunque un giocatore di livello alto, forse mai considerato come tale nonostante campionati di  rendimento eccellente sia a Udine che a Verona.

Basti dire che l’anno scorso ha segnato undici reti con quattro assist in una stagione sicuramente al top. Molti dei principi di gioco di Tudor, ex allenatore scaligero, sono simili a quelli di Italiano, Barak saprebbe già come muoversi e su questa operazione, come detto, c’è l’ampio consenso del mister viola ai suoi dirigenti.

Piede mancino, grande fisicità, il ceco è uno di quei centrocampisti che hanno confidenza con il gol e potrebbe aiutare in questo momento non felicissimo per la manovra offensiva, con tante occasioni e poca concretezza sotto porta. Come detto, Barak è uno che i gol li fa.

Non vi dico che questa è una operazione avanzata, ma ci stanno lavorando. Il Napoli ha messo gli occhi su Barak da tempo proponendo un contratto triennale, ma la rapidità e il decisionismo della Fiorentina potrebbero essere armi in grado di fare la differenza.

Comunque i dirigenti viola non hanno assolutamente accantonato l’idea di dare a Italiano, come promesso, un centrocampista di qualità e di visione di gioco da piazzare nella zona sinistra e i nomi oltre a Barak sono anche altri tenuti al momento coperti.

Lo Celso, purtroppo, è qualcosa da accantonare. Pradè ieri ha detto che la Fiorentina non ha mai parlato con il Tottenham, ma attenzione, non ha detto che il giocatore non interessava la Fiorentina. Interessava eccome, tanto che Italiano aveva messo l’argentino al primo posto della lista dei possibili rinforzi. Ma siamo sempre alle mezze verità o alle bugie per necessità. Fate voi.

Come già spiegato mille volte, gli affari oggi vengono costruiti dagli intermediari che ovviamente si muovono in base a input che vengono da una o più società o fanno proposte proprie quando sanno che una società è interessata a un determinato ruolo da coprire. Su Lo Celso, in nome e per conto della Fiorentina, hanno lavorato appunto intermediari e procuratori andando a confezionare una proposta con prestito oneroso per una stagione e obbligo di acquisto l’estate prossima se il rendimento avesse superato alcuni parametri. C’erano possibilità di mettere a trattare Tottenham e Fiorentina , ma la pratica s’è sempre scontrata con la volontà del giocatore che non ha detto no a Firenze, ma ha sempre messo in cima ai suoi pensieri il Villarreal. Il perché è molto semplice. C’è stato sei mesi, è andata benissimo, con Emery ha un gran feeling, sarebbe facile reinserirsi e ritrovare immediatamente certezze anche in funzione di una convocazione mondiale da conquistare. Normale che il certo attragga più di una nuova avventura a Firenze.

Ha ragione quindi Pradè quando dice che le due società non hanno mai trattato, non è stato possibile arrivare a questo, all’ultima fase dell’affare appunto per il no del giocatore. Il Tottenham sarebbe stato disponibile ma, come detto, il vis a vis non c’è stato.

Il centrocampista sarà l’ultimo colpo di un mercato cominciato molto presto, per il resto la squadra è fatta. Al massimo potrebbe uscire Nastasic se chiedesse di andare a giocare con maggiore continuità, ma sarebbe rimpiazzato con un altro centrale di pari valore.

Resterà invece Quarta. La società s’è consultata a tutti i livelli è c’è la volontà di rilanciare questo giocatore che è un patrimonio economico e tecnico. Italiano ci sta lavorando da tempo, anche Burdisso da argentino e da ex grande difensore, s’è preso l’impegno di capire cosa stia succedendo e di star ancora più vicino al giocatore.

Nel frattempo Milenkovic ha messo anche la firma ufficiale sul rinnovo di contratto, ma prima con l’ottimismo, poi con l’accordo di massima, avevamo già anticipato gli eventi. L’operazione è importante per la Fiorentina, tecnicamente ed economicamente. Altri quattro anni di contratto a una cifra attorno ai tre milioni di euro sono tanta roba.

Inutile ripetere quando detto e ridetto, i ripetuti, intensi e convincenti colloqui con l’allenatore che andavano avanti da mesi, la voglia della società che vuole crescere, hanno convinto il serbo a rimanere e abbiamo scritto tutto anche quando c’era chi lo dava per già ceduto. Ha preferito il sentirsi leader, l’essere coccolato e amato, piuttosto che andare a cercarsi avventure. Ha vinto il suo amore per Firenze.

Oggi sarà lo stesso Milenkovic a spiegare come sono andate le cose in una conferenza stampa ufficiale convocata dalla società. Inutile dire che sarà importante anche nel recupero del suo amico serbo Jovic. Ora si passerà anche al rinnovo del baby Bianco che quest’anno quasi sicuramente resterà aggregato alla prima squadra. Obiettivo del contratto 2025.

Dunque, con Milenkovic che resta, la Fiorentina è questa e io sono convinto, in attesa del centrocampista, che sia stata fatta un’ottima campagna acquisti con un paio di giocatori di livello internazionale (Jovic e Dodò) e due italiani (Mandragora e Gollini) dal rendimento garantito.

Ieri è stato presentato Dodò e sono contento che adesso lo stiano scoprendo tutti. Con lo Shakthar gli ho visto giocare delle partite di altissimo livello, esagerando ho scomodato Cafù, ma quando sarà al massimo della condizione (non gioca da otto mesi) vedrete che gran giocatore è questo brasiliano che non ha un fisico statuario, ma tanta corsa, tanta tecnica, vede il gioco e fa anche qualche gol. La mentalità è quella di un giocatore internazionale, ha già alzato l’asticella indicando obiettivi importanti (Conference e qualificazione Champions) per gasare il gruppo, motivarlo per andare oltre i limiti.

Domenica nel debutto contro la Cremonese dovrebbe giocare perché la forma e il ritmo si ritrovano solo giocando, a meno che, naturalmente, non abbia carichi di lavoro da smaltire. La formazione è quasi fatta e anche per il ruolo di centroavanti non ci sarà ballottaggio: giocherà Jovic.

E’ normale, non trattasi di una bocciatura per Cabral, ma la voglia di far recuperare prima possibile il ritmo partita, il tono, la capacità di stare in campo, di essere leader al serbo. Il processo di riattivazione mentale e muscolare dopo tre anni al Real di poche partite e tanta panchina, è in atto e lo staff tecnico è molto soddisfatto.

Anche nelle partitelle Jovic sta riacquistando rabbia agonistica e voglia di dimostrare. Il gol contro il Betis lo ha sicuramente caricato e Italiano si aspetta dal serbo un grande contributo in termini realizzativi, ma anche nella capacità di aprire varchi ai compagni e suggerire soluzioni. E’ evidente come questa squadra crei molto, sia spesso dominante, senza poi concretizzare le occasioni che capitano. Nessuno degli esterni è nato per il gol, ma con il lavoro e l’intensità si può migliorare.

Su questo lavora Italiano e Jovic potrà dare una grande mano. Intanto anche Ikonè è sembrato più vivo a Siviglia e da Gonzalez ci si aspetta freddezza. Jovic, Ikonè e Gonzalez sono i giocatori che tecnicamente dovrebbero fare la differenza, molto passa dai loro piedi per concretizzare il lavoro, i meccanismi, in sostanza il grande gioco, che sorregge la Fiorentina.

Mancano tre giorni di lavoro, ma se domenica dovesse giocare Terracciano in porta, Dodò, Milenkovic, Igor e Biraghi in difesa, Bonaventura, Amrabat e Maleh a centrocampo, Gonzalez, Jovic e Sottil in attacco sarebbe il suo. Mandragora deve ancora lavorare, Ikonè è il cambio di qualità a gara in corso, in campo dall’inizio con Nico a sinistra vorrebbe dire sbilanciarsi troppo. Poi vedremo, Italiano ci stupisce facilmente nelle formazioni. Vuole stupire ancora di più anche in campo.