"E ALLORA COMPRALA TE…": SCENARI IN CASO DI DENEGATA IPOTESI

19.06.2022 11:00 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
"E ALLORA COMPRALA TE…": SCENARI IN CASO DI DENEGATA IPOTESI

Nel mio ultimo articolo ho paventato l’ipotesi, e ben si badi ipotesi, eventualità, supposizione, possibilità, che l’attuale condotta non esattamente lineare, non indiscutibile, dei vertici della Fiorentina possa far pensare ad un disimpegno di Commisso e ad una vendita del club, è tuttavia obbligo di correttezza che ricordi come lo stesso patron viola abbia smentito questa indiscrezione.

Quindi, nella denegata ipotesi che Commisso decidesse di vendere: la situazione del club viola non sarebbe come quella che vide la Fiorentina in vendita dopo la gestione Cecchi Gori e il fallimento, i giorni del fax colombiano dell’estate 2002 per intendersi, né sarebbe come in quella successiva ai 17 anni di proprietà Della Valle, quando poi arrivò appunto Commisso.

Insomma stavolta, almeno stavolta, poco o nulla avrebbe senso l’iconica frase che tanto piace ai fiorentini: ‘e allora comprala te…’, frase che presuppone il massimalismo di certi nipotini di Dante, i quali o confliggono apertamente con il proprietario del club viola di turno, o ne sposano, quasi acriticamente, ogni tesi, così come facevano i piagnoni, seguaci bigotti del loro amato frate Savonarola, anche loro pare che già timidamente proferenti un ante litteram: ‘E allora comprala te…’, onde stroncare ogni, anche solo accennato, tentativo di far le pulci al padrone del vapore di turno (di turno è il padrone e non il vapore). Quindi se Rocco vendesse - ipotesi che giova ribadire è stata smentita ufficialmente dallo stesso imprenditore italo americano, sebbene solo durante un monologo audio dagli Stati Uniti, senza alcun contraddittorio.

Non ci troveremmo nella stessa situazione di quando fallì Vittorio Cecchi Gori e fu la politica, i potenti Ds del tempo che comandavano su tutto ciò che avveniva nell’arci rossa Toscana, a dover trovare un imprenditore a loro  gradito che fosse anche l’opzione più solida in quel momento storico: appunto Diego Della Valle, così doveva andare e così andò. Né ci troveremmo a quando si diceva: ‘occhio che si torna a Gubbio….perché nessuno la comprerà, chi volete la compri?’, altro mantra iconico, ‘meglio lisciare il pelo del padrone e tenerlo buono - così si diceva, appena qualche anno fa, prima dell’avvento del ‘liberatore’ Rocco Commisso.

Da qualche tempo, assistiamo infatti  ad un’americanizzazione del campionato italiano: guardate Commisso, con tutta questa voglia di far lo stadio, che non è la solita fregola dei palazzinari italiani, bensì volontà di stabilire un modello alternativo e a stelle e strisce di fruizione del calcio dal vivo. Ed è  per questo che c’è grande  afflusso di capitali nordamericani come in Milan, Roma, Fiorentina, Venezia, Genoa, Atalanta, Bologna e Spezia, mentre il Palermo appena promosso in B è conteso tra statunitensi e lo sceicco del City, con quest’ultimo che pare prevalere. Si tratta quindi di tutte città importanti e famose, specie nell’immaginario americano. Mancano naturalmente le squadre di città come Napoli e Bari,  entrambe di De Laurentiis che le voci vorrebbero in trattative, anche se il produttore cinematografico ha pretese giudicate esose.

Ma basta il blasone di squadre e città per chiarire così tanto interesse? Forse no e a spiegarlo fu proprio Commisso, in un forum organizzato dal Financial Times nell’ottobre 2021, forse le dichiarazioni più interessanti che abbia mai pronunciato il proprietario della Fiorentina sul calcio, e perciò non se le filò quasi nessuno, meglio scrivere del Rocco che se la piglia con l’ultimo ‘giornalista’ collaboratore a 7 euro lordi a pezzo o col ragazzino che sgomita per apparire in tv a parlar di Fiorentina. È più facile. Invece approfondendo; ecco cosa diceva l’imprenditor: ‘Perché ho investito nel calcio?'.

Per una questione di domanda e offerta. Ci sono molte persone facoltose. Mi sembra che Forbes abbia fatto uscire una lista di 3.000 miliardari del mondo e mille tra hedge fund, private equity… sono 4.000 investitori potenziali. Se già il 10% è interessato a investire nel calcio europeo, parliamo di 400 soggetti che potrebbero investire. E tra i potenziali investitori, ci sono quelli che vorrebbero investire nel calcio europeo. A gran parte degli investitori fuori dagli Stati Uniti non interessano gli sport americani. Parlo dei sudamericani, degli asiatici, del Medio oriente, e degli investitori europei. E il calcio è un piatto molto ghiotto, analizzando domanda e offerta, credo ci saranno sempre più investitori in futuro che vorranno investire nelle squadre che verranno messe in vendita’.

A far eco a Commisso, è stato Adriano Galliani in una recente dichiarazione dopo la promozione in A del suo Monza:’ I nostri club sono asset che si comprano con poco, o a molto meno che altrove, e il loro valore può aumentare in modo considerevole. Il Chelsea è stato appena acquistato per 4 miliardi di sterline, mentre il nostro club più prestigioso, il Milan, per un miliardo e due. Quindici anni fa il valore di una realtà dei principali sport americani - basket, hockey, baseball, football - era di 500 milioni, oggi può arrivare a 3 miliardi’. Insomma si parla di principi nobili, attaccamento ai valori sportivi, etici e culturali, in una parola sentimenti puri.

Ma il mondo questo è: tuttavia per gli sportivi fiorentini può essere un elemento rasserenante il fatto che qualora Commisso stesse davvero mollando il colpo, l’orizzonte sia quello da lui stesso descritto e ribadito da un grande dirigente di azienda e calcio come Galliani. Poi magari Commisso se la terrà stretta la Fiorentina, l’ha pagata poco ed è facilmente rivendibile (lo ha detto lui), ci ha investito (vedi centro sportivo persino troppo faraonico) e magari scoprirà presto di divertircisi ancora. Certo in questo caso il club andrebbe condotto con maggior attenzione, investimenti e raziocinio, non dando un calcio nel sedere a gente come Torreira o Italiano, due dei protagonisti della prima e finora unica stagione positiva della gestione Commisso.

Altrimenti ci toccherebbe citare Nanni Moretti col suo celeberrimo: ‘Cioè, lei non ha mai assaggiato la Sacher Torte? Continuiamo così, facciamoci del male’.