DV9 È SOLO UN PRODOTTO FINANZIARIO: PSICOLOGIA DEL CASO VLAHOVIC

03.12.2021 12:20 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
DV9 È SOLO UN PRODOTTO FINANZIARIO: PSICOLOGIA DEL CASO VLAHOVIC

Andando a spegnersi (uniamoci tutti in fervida preghiera)  la sbornia mediatica su quanto accaduto a Greta Beccaglia, ormai rimbalzato in tutto l’orbeterracqueo, è davvero una maledizione italiana che anche i temi più seri come la violenza sulle donne debbano finire in teatrino mediatico e burletta, proviamo a tornare a parlare di Fiorentina, di calcio: privilegio negato poiché malgrado l’ottimo momento calcistico che vive la città viola con il pregevole lavoro dell’allenatore Italiano il quale rivitalizza vecchi giocatori, quali Saponara e persino Callejon e lavora per lanciarne di nuovi, su tutti Sottil, nonostante la squadra debba affrontare, dopo lo stop con l’Empoli e il convincente riscatto con la Samp, quattro turni per arrivare al giro di boa.

Quel di cui davvero si parla è il denaro, la guerra per bande che si sta consumando attorno ad un giovane  attaccante, capitato per caso in riva all’Arno, caso e soprattutto fiuto fino dell’ex dirigente viola Corvino.

Vlahovic, il protagonista di una telenovela di trattative che ha ben narrato Enzo Bucchioni nel suo ultimo articolo.

Si parla di Vlahovic, o meglio dei milioni che vale, dei milioni che vuole di stipendio, dei milioni che varrebbe se venduto a gennaio, dei milioni che varrebbe se venduto a giugno, dei milioni, pare 10, che vorrebbero i suoi procuratori come intermediazione per la futura vendita.

Insomma si parla dei milioni di euro.

L’ultima nella cronologia, è la dichiarazione di Commisso che parla di ‘ far west del calcio’, parole forti da parte di uno dei pochi imprenditori che nel pallone italiano mette soldi suoi, soldi veri e non di carta o bit, ricchezza prodotta oltre oceano e portata in Italia dove diventa linfa vitale per lo spettacolo che tutti noi amiamo. 

Egli, Dusan Vlahovic, è un future, un prodotto finanziario e non già più un calciatore, uno sportivo.

Esiste in quanto uomo azienda, più azienda che uomo, perciò, come azienda dovrà solo massimizzare il suo profitto e un domani, lontano da Firenze, nulla gli sarà concesso di umano, dovrà rendere, dare dividendi, nessuna pausa né angoscia esistenziale gli sarà perdonata, poiché egli non è più uomo che esiste, ma solo uomo che vale, milioni di euro.

C’è chi dirà che è il destino di ogni campione nel calcio dominato dal mercato globale, ma nella vicenda Vlahovic tutto sembra acquistare un sapore ulteriore, più meschino e squallido, tra incontri nei caffè del centro, puntualmente immortalati da cronisti 007, e trattative che iniziano, si fermano, ricominciano, terminano ‘ definitivamente’( come disse Commisso), poi riattaccano in un infinito stop&go nel quale, come sopra, si ode solo e soltanto il tintinnar di moneta, mai si parla di una scelta di vita, men che meno sportiva, di una fidanzata che magari vuol legittimamente vivere di qui o di là, di una motivazione che non sia finanziaria

Non si parla nient’altro che di quattrini il che rende chiarissima la volontà di sfilare il campione alla Fiorentina al minor prezzo possibile, andando poi a riscuotere per l’azienda Vlahovic la cifra più alta, non a caso Commisso ha parlato di chi vuol mettere lui e la Fiorentina ‘con le spalle al muro’.

E’ probabile che a questo punto gioverebbe alla serenità mentale di tutti gli attori in commedia: società, giocatore, procuratori, giornalisti e tifosi, gioverebbe, dicevamo, una conferenza stampa chiarificatrice di Vlahovic, con accanto i suoi scudieri e di fronte la società viola, e i giornalisti finalmente a far domande.

Poiché è evidente che zitti e schiacciati non si riesce a stare, il buon Italiano ci ha provato, ma tra che il serbo segna come una mitraglia, tra i social, gli incontri nei caffè e i bravi cronisti investigatori, si torna sempre a parlare di Dusan e dei suoi milioni, roba che fa quasi rimpiangere l’argomento Greta Beccaglia…

Ok non esageriamo.