DUNCAN HA CHIESTO DI ESSERE CEDUTO. AMRABAT VUOLE LA FIORENTINA. MEITÈ-BONIFAZI NEL MIRINO. BOATENG IN PARTENZA. RIBERY TORNA A METÀ MARZO. CHIESA, RINNOVO DOPO IL MERCATO. L’EFFETTO IACHINI ESALTA IL LAVORO DI PRADÈ. IL CASO SOTTIL

21.01.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
DUNCAN HA CHIESTO DI ESSERE CEDUTO. AMRABAT VUOLE LA FIORENTINA. MEITÈ-BONIFAZI NEL MIRINO. BOATENG IN PARTENZA. RIBERY TORNA A METÀ MARZO. CHIESA, RINNOVO DOPO IL MERCATO. L’EFFETTO IACHINI ESALTA IL LAVORO DI PRADÈ. IL CASO SOTTIL

L’altro giorno Rocco Commisso, parlando confidenzialmente, mi ha confessato: "Non mi nascondo, hai avuto ragione tu, ti ho sempre letto anche da New York, ma sono stato io a voler tenere Montella a tutti i costi, è stata una decisione mia nonostante i pareri negativi di alcuni dirigenti. Vedi, ho fatto sempre così con tutte le aziende che ho comprato negli Stati Uniti, ho sempre confermato i manager ed ho avuto successo. Quello che funziona non si cambia, pensavo valesse anche per la Fiorentina". Purtroppo no. Ora però spero che Rocco abbia capito la regola numero uno del pallone: il calcio è un mondo a sé.

Quello che va bene in quasi tutte le altre attività economiche difficilmente è applicabile ed efficace tout court anche nel calcio, un posto dove ci sono regole, consuetudini, abitudini completamente diverse. Il successo di Iachini mi fa felice e non mi meraviglia. La Fiorentina è una squadra discreta, costruita in fretta, senza grandi ambizioni nel breve periodo, che in mano a un allenatore sbagliato come Montella stava rendendo molto meno del suo reale valore. Alla faccia di quelli che parlano perché hanno la lingua in bocca, oggi l’allenatore è una figura centrale, nel calcio moderno deve essere tecnico, tattico, ma anche manager, psicologo e carismatico. Deve essere soprattutto riconosciuto dal gruppo come leader e Montella non lo era più dopo il disastro dell’anno scorso in viola, nei mesi precedenti con altre squadre, e per le idee non condivise all’interno dello spogliatoio. Dalle parole di alcuni giocatori mi sembra di capire che devono essere successe anche cose piuttosto grosse, ma da quello che vedevamo in campo s’era ampiamente capito.

Scusate il pistolotto, ma l’aver ritrovato una Fiorentina che ci piace, ci diverte, fa punti con le armi del carattere, del cuore, del senso di appartenenza, in nome e per conto di un calcio normale, ci deve far riflettere sulle colpe e sulle responsabilità. Se la scelta è di Rocco (legittima, il padrone è lui), le colpe sono tutte di Montella e non di Pradè, come il disciolto club della bistecca stava cercando di far passare. Il Club è disciolto, ma i membri operano ancora su piazza e in nome e per conto di amicizie e interessi particolari, spacciandosi per tifosi della Fiorentina, in realtà stavano cercando di far danni solo per rivalutare il recente passato. Su Pradè in queste settimane ne ho sentite di tutte, messe in giro dai soliti noti e amplificate dal Popolo Bue. Pradè non è perfetto, ha sbagliato qualcosa come tutti quelli che lavorano, ma ha trovato le macerie di tre anni di non calcio e di scelte ridicole della precedente proprietà e della precedente dirigenza. Un conto è inserire in un telaio di squadra 3-4 giocatori, qui non c’era la squadra, ma neanche il telaio. Con settanta giocatori inutili da vendere.

Per essere arrivato il primo luglio, Pradè ha fatto anche troppo. Al suo posto non avrei ripreso Badelj visto che in quel ruolo aveva già comprato Pulgar e neppure Boateng, ma di questo deve essersi pentito anche lui (dopo ne parleremo). Il resto è tutto calcisticamente molto logico. E’ tutta roba di calcio. Per di più, dopo aver chiuso un mercato con tre milioni di attivo.

Ho sentito dire che Lirola non era un giocatore da Fiorentina, che Pulgar era un bidone o giù di lì, che Caceres era finito, ne ho sentite tante. Troppe.

E’ bastato un allenatore come Iachini che, lo ripeto, non pensa di avere inventato il calcio, per ritrovare giocatori di buon livello dentro una squadra in costruzione. Devo insistere. Ho sentito e letto critiche anche per l’operazione-Cutrone dimenticando che è un ragazzo del 1998 e che è stato pagato più o meno come Simeone, già in discussione anche a Cagliari.

Tutta questa gente dovrebbe andare a scoprire il mare nel tavoliere delle Puglie senza avvelenare costantemente i pozzi della Fiorentina. Ma credo che i tifosi veri, quelli che vogliono capire, che anche ieri sfidando il freddo erano all’allenamento e ogni domenica riempiono il Franchi con amore, abbiano capito di chi possono fidarsi e da chi prendere le distanze. Oggi li sentirete applaudire e leccare, ricordate però cosa dicevano fino a quindici giorni fa. Sono loro. I soliti fin troppo noti.

Bene. Tornando a noi, Iachini sta andando oltre le previsioni. La Fiorentina sta interpretando il calcio italiano con intensità e applicazione da calcio inglese. Le ripartenze e la costruzione dal basso sono frutto di lavoro e condivisione. I giocatori sono tornati a credere in quello che fanno. Ovvia l’euforia, la gioia, la soddisfazione e l’intensità viste con l’Atalanta e il Napoli. La Fiorentina non fa solo le barricate, gioca bene anche il suo calcio semplice. E questo voleva la squadra, calcio semplice ed efficace, adatto alle caratteristiche dei giocatori e non un calcio che ormai funziona solo sulle lavagne di Coverciano.

Detto questo, dopo Cutrone ora ci sono da comprare un centrocampista e un difensore. Come minimo. Ma Pradè potrebbe fare anche altro, soprattutto se uscirà Boateng che ha voglia di giocare di più e non gli dispiacerebbe cambiare aria. Ha capito che qui è chiuso e con onestà ha dato l’ok a una nuova sistemazione. Se capiterà.

Veniamo agli obiettivi. Duncan è sempre nel mirino, ma non ci sono stati passi in avanti. Il giocatore non gioca perché è infortunato, ma ha chiesto al Sassuolo di essere ceduto. Vuole giocare di più, ha voglia di una piazza importante come Firenze. Il Sassuolo (per ora) non si muove dai 20 milioni che la Fiorentina non pagherà mai. Abbiamo detto che proprio Boateng potrebbe finire nella trattativa. Abbiamo già detto anche che Duncan è valutato 12-15 milioni. Pradè aspetta. Se ho capito bene, questa settimana non succederà nulla, si stringeranno le operazioni da lunedì prossimo fino alla chiusura del mercato. Ovvio che il Ds viola si guardi attorno, che sondi l’est, ma anche Olanda e Belgio, ma la priorità sono giocatori che già conoscono l’Italia. Meitè? Sempre nel mirino con l’altro granata Bonifazi. Ma costano troppo. Caprari? E’ stato proposto da intermediari, ma è un trequartista. Potrebbe interessare a prezzo giusto, ma solo se parte Boateng.

Su Amrabat che dire? Pradè è stato il primo a offrire un contratto importante al giocatore ben sapendo che potrà essere tesserabile solo a giugno. Il Verona parla con il Napoli al quale ha già venduto Rrahmani, ma il giocatore preferisce Firenze. Si aspettano gli eventi. Una cosa è certa e visto che i Soliti Noti lo avevano già dato in maglia viola non ne avevo dubbi: Kumbulla invece non interessa. Credo che abbiano scambiato Amrabat con Kumbulla, non è la prima volta. Pradè lavora anche per piazzare Eysseric in Francia, Zurkowski all’Empoli, Saponara al Lecce, ma restano ancora tanti i Corvino’s boy in rosa, senza arte né parte. Buoni forse per ballare la Pizzica.

Poi, appena finito il mercato, si tornerà a parlare dei rinnovi di contratto dei giovani. Per Chiesa la trattativa comincerà i primi di gennaio e se le basi le metteranno Barone e Pradè, anche Rocco Commisso ha già detto di voler mettere bocca nella trattativa che dovrebbe portare al rinnovo di Chiesa fino al 2024-25 con stipendio top, da quattro milioni.

Infine Ribery. Tornerà in primavera. Inutile forzare i tempi, l’infortunio è stato brutto, l’operazione richiede un recupero lento. Lo rivedremo a marzo e sarà utilissimo nel momento decisivo della stagione. Chiudo con Castrovilli. A Napoli ha fatto il fenomeno. Se Mancini aveva ancora dei dubbi, dopo l’infortunio di Zaniolo (mi dispiace per lui) e la crescita continua, il Ct si è ormai convinto che nei 23 per l’Europeo uno come Castro sarà utilissimo.

Veniamo al caso Sottil. Non sono abituato a nascondermi né a nascondere qualcosa. Ieri ho scritto in prima battuta del pezzo che c’erano difficoltà nel rinnovo del ragazzo e lo confermo: c’erano difficoltà. Difficoltà nel rapporto con Montella, difficoltà nella richiesta di impiego, difficoltà nelle cifre, al punto che s’era temuta la rottura con scelta di liberarsi nel 2021, a scadenza contrattuale. La dimostrazione viene dal fatto che Sottil è rimasto l’ultimo giovane a firmare il prolungamento che nei programmi avrebbe dovuto avvenire in autunno. Le difficoltà sono state superate nelle ultime ore per la rinnovata fiducia dimostrata da Iachini e l’apertura della società. La notizia del rinnovo è stata più veloce delle mie fonti che si fermavano a venerdì scorso e non mi hanno aggiornato. Nessuno è perfetto, ieri avrei dovuto richiedere io qualcosa in merito e colpevolmente non l’ho fatto, non mi sono aggiornato. Chiedo scusa. Tutto qui, nessun giallo. Sono contento per Sottil, la Fiorentina ha fatto bene a risolvere in fretta uno dei tanti casi creati dalla gestione Montella che aveva ingiustamente accantonato un ragazzo di qualità e del vivaio. Spero che tutti i fenomeni da tastiera siano soddisfatti….Nessun segreto e nessun mistero, non è nel mio stile, le notizie evolvono, altri no…