DUBBI POSITIVI DI FORMAZIONE, IACHINI ASPETTA LE ULTIME INDICAZIONI: DUNCAN IN POLE, MA ANCHE BADELJ È OK. ROCCO NON SCHERZA, NEANCHE SULLO STADIO… BREXIT CITY… IL FFP ESISTE, CHIARO PER TUTTI?

15.02.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
DUBBI POSITIVI DI FORMAZIONE, IACHINI ASPETTA LE ULTIME INDICAZIONI: DUNCAN IN POLE, MA ANCHE BADELJ È OK. ROCCO NON SCHERZA, NEANCHE SULLO STADIO… BREXIT CITY… IL FFP ESISTE, CHIARO PER TUTTI?

Dicono che gli allenatori vivano di dubbi, a cominciare dalla formazione giusta, sempre un rompicapo. Ma quando tornano in gruppo i calciatori i dubbi almeno diventano positivi. Aumenta la scelta, la squadra diventa più competitiva, anche se è difficile lasciare fuori qualcuno. Iachini recupera Caceres, conquista Duncan - mai giocato -, rivede in buon stato di forma Badelj e sfoglia la margherita in attacco seppur Cutrone-Vlahovic siano ormai una staffetta conclamata. 

Saranno decisive queste ore per avere idee più chiare, ma l’esordio di Duncan, probabilmente al posto di Benassi, dovrebbe essere verosimile. Occorrerà anche il semaforo verde dello staff medico, l’ex Sassuolo è infatti reduce da un infortunio. 

Diverso il discorso per il croato. Fino ad oggi è stato uno dei grandi assenti, su Milan erano riposte le aspettative di gioco della Fiorentina. Una precaria condizione fisica e un anno buttato via nella Lazio hanno contribuito a farlo diventare nemmeno parente del simbolo viola di un paio di stagioni fa. Stante le indicazioni degli allenamenti, Badelj sarebbe tornato su buoni livelli e Iachini penserebbe di dargli nuovamente le chiavi della mediana. Dopo la sconfitta con l’Atalanta, buona parte del ragionamento di Iachini si è indirizzato sui troppi errori dei viola nel fraseggio, sulla uscite da dietro completamente sbagliate, su una quantità copiosa di palloni persi. L’allenatore ha fatto capire di aver bisogno di un pensatore là nel mezzo e nella Fiorentina l’unico ad avere questi requisiti è Badelj. Il periodo non eccellente di Pulgar potrebbe spingere Iachini a fare un cambio proprio tra i due anche perché il tecnico viola è stato chiaro su un punto: non li vede adatti per coesistere a centrocampo, quindi la presenza dell’uno esclude quella dell’altro. 

In attacco è possibile che stavolta parta Vlahovic, prima dell’Atalanta aveva avuto un problema alla caviglia. Cutrone è ancora a corto di benzina essendo arrivato dall’Inghilterra con il serbatoio in riserva e avendo giocato poi quasi sempre. Oggi la rifinitura aiuterà Iachini a dissipare gli ultimi dubbi. 

La vicenda stadio sta prendendo sempre più connotati precisi: tutte le criticità dell’operazione Mercafir sono emerse, sottolineate da Rocco Commisso. Il presidente viola trova più incertezze che punti fermi in questa operazione e lo ha detto apertamente. Si può essere d’accordo o meno con Rocco, ma non si può accusarlo di mancanza di chiarezza. Il suo è un linguaggio diretto, senza filtri, così lontano dalla dialettica della nostra politica e dal Gattopardo italiano. Il presidente ha un ottimo rapporto col sindaco, non tira frecciate stupide, ma se c’è da inviare un siluro perché le cose ai suoi occhi non tornano, preme il bottone. Lo avevamo intuito presto, Rocco si è abbattuto come un ciclone su questo ambiente, non solo calcistico. Vuole fare davvero lo stadio e fino a quando l’ultimo sindaco di Firenze e dintorni non avrà ammainato la bandiera, lui ci proverà. 

Ora sembra Campi Bisenzio in prima linea, ma non si escludono altri colpi di scena. Quotazioni Mercafir e ristrutturazione (pressoché impossibile) del Franchi, ormai vicino alla zero. Rocco lo ha spiegato benissimo. Commisso non scherza, figuriamoci sullo stadio. 

Il Manchester City è incappato in una Brexit personalizzata: la Uefa ha estromesso dalla coppe per due anni il club inglese. Violate le regole del Fair Play Finanziario. Di recente in Italia era toccato al Milan, dopo lo sprofondo rosso di bilancio. Il Fair Play evidentemente esiste, forse ora è chiaro a tutti. Per qualcuno pareva una fiaba, per altri una storiella magari buona solo per certe società. Le regole esistono e a queste è necessario attenersi se si desidera stare in Europa. E’ vero che in Italia c’è più libertà, ma se si spende troppo per conquistare la zona Champions e poi ti tengono fuori dalle competizioni continentali, allora vale la pena programmare i conti i anticipo. 

L’arrivo di Rocco Commisso, il cui patrimonio personale è stimato in 7 miliardi di dollari secondo le fonti specializzate, ha spinto tanti a immaginare campagne acquisti faraoniche per creare una Fiorentina più che competitiva. Ma non funziona così: se il club viola fattura 100 milioni all’anno o si aumentano gli introiti, minimo il doppio, oppure si fanno sessioni di mercato buone, ma non da sogno. In una recente conferenza stampa il direttore generale Joe Barone ha detto che in futuro la Fiorentina avrebbe provato anche ad acquistare calciatori da 50 milioni. A dir la verità ha tentato anche qualche settimana fa con Tonali, ma il campione del Brescia finirà alla Juventus, è stato promesso da un pezzo. 

A gennaio sono stati investiti 70 milioni, non pochi: tra mercato estivo e invernale c’è un meno 93 milioni che caratterizza il differenziale. La volontà di spendere c’è, chiaro il messaggio di voler alzare l’asticella, ma l’equazione presidente ricchissimo, quindi spendo quanto voglio, non regge. Ci hanno provato gli sceicchi del City ad aggirare le norme e sono stati stangati. L’unica strada sono le infrastrutture e un marchio, possibilmente legato alla città di Firenze, per far lievitare le entrate. Più guadagni, più spendi. Non è difficile da capire.