DOMANI TORNA A FIRENZE IL CICLONE ROCCO. INCONTRO COL SINDACO PER LA MERCAFIR, IL VIA AL CENTRO SPORTIVO E UN VERTICE DI MERCATO CON PRADÈ. I PIANI PER GENNAIO. PEDRO, TUTTA LA VERITÀ. ARRIVA LA LAZIO, I DUBBI DI MONTELLA

24.10.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
DOMANI TORNA A FIRENZE IL CICLONE ROCCO. INCONTRO COL SINDACO PER LA MERCAFIR, IL VIA AL CENTRO SPORTIVO E UN VERTICE DI MERCATO CON PRADÈ. I PIANI PER GENNAIO. PEDRO, TUTTA LA VERITÀ. ARRIVA LA LAZIO, I DUBBI DI MONTELLA

Domani torna a Firenze quel ciclone chiamato Rocco Commisso e l’agenda del presidente della Fiorentina è già fittissima di incontri e di appuntamenti, ma sostanzialmente sono tre i suoi punti fermi

1) L’incontro con il sindaco per lo stadio alla Mercafir

2) Gli atti finali di tutta la parte burocratica per il Centro Sportivo di Bagno a Ripoli

3) Un vertice con Pradè per valutare gli interventi sul mercato di gennaio

Priorità alla Mercafir, naturalmente. Sono successe tante cose da quando, circa un mese fa, Rocco aveva lasciato Firenze fra dubbi e perplessità e da quando dagli Usa aveva detto la famosa frase "qui gli stadi li costruiamo fuori, nelle aree disponibili e non a Manhattan", che aveva aperto allo stadio fuori dai confini comunali.

Il sindaco Nardella, pressato e spiazzato dalla concorrenza dell’area di Campi vista come una valida alternativa dal proprietario della Fiorentina, ha cambiato la prospettiva e le carte in tavola con un colpo di coda. Sostanzialmente Rocco (volendo) potrà acquistare parte dell’area Mercafir sulla quale costruire lo stadio di proprietà, cosa impossibile fino a pochi giorni fa. Nardella ha promesso lo spostamento del mercato in 24 mesi (ma anche meno) per dare poi il via libera ai lavori per lo stadio previsti in altri 24 mesi. In sostanza tutto fatto in quattro anni e inaugurazione prima della fine del mandato di Nardella nella primavera del 2024. Non solo l’ha detto, il sindaco l’ha messo anche per iscritto per dimostrare con quale forza e decisione vuole fare le cose. Come sappiamo c’è già una task force in comune che lavora a testa bassa per predisporre tutti gli atti necessari, sveltire la burocrazia e mettere in grado la macchina di funzionare al massimo dei giri. Partita anche la consultazione con gli operatori del mercato che hanno ottenuto quello che volevano: il trasferimento sarà pagato con i soldi pubblici provenienti dalla vendita dell’area.

Ai lavori della task force in questi giorni ha partecipato anche Joe Barone per lavorare in assoluta sinergia e rendersi conto passo dopo passo di quello che si sta facendo.

Il sindaco e Rocco si sono sentiti per telefono, c’è soddisfazione per il nuovo corso, ma la mentalità americana del fast fast fast impone naturalmente una chiarezza su tutto il piano complessivo. Non si lascerà niente al caso anche perché siamo davanti a un investimento per ora non quantificato, ma come minimo da 200 milioni di euro.

Rocco cercherà di chiarire e capire molte cose. Gli interrogativi (ovvio) non mancano, a cominciare dall’asta per la vendita dell’area, prevista per gennaio. Il bando dovrà essere costruito ad hoc, ma prima di partire serve l’ok di Rocco.

E poi, quanto costerà l’area?

Quanti metri saranno a disposizione del privato (Rocco) e quanti resteranno pubblici?

Cosa si potrà fare oltre lo stadio, ammesso e non concesso che Rocco sia interessato?

Tutte domande alle quali il sindaco in parte ha già dato risposte, Rocco ora vorrà valutare di persona.

Ma soprattutto lo zio d’America cercherà di capire se i tempi dell’ottimismo Nardelliano potranno essere davvero garantiti e quanto l’operazione sia al riparo da possibili tagliole burocratiche tipo ricorsi al Tar, lungaggini o robe del genere.

Rocco ha sempre detto che lo stadio lo vuole assolutamente fare e non ha cambiato idea, anche per lui la Mercafir sarebbe la soluzione ideale, ma dovrà esserne convinto fino in fondo prima di imbarcarsi in una vicenda fondamentale per il futuro della Fiorentina.

Ufficialmente non è stato confermato, ma è assai probabile che in questi giorni si valuti anche un incontro con il sindaco di Campi e i proprietari dell’area nella Piana da tempo in vendita e individuata come alternativa alla Mercafir.

Una cosa è certa, non ci saranno lungaggini o strascichi di alcun genere, Rocco ripartirà per New York soltanto quando avrà dato l’ok per lo stadio, in un senso o nell’altro.

Ovvio, come dicevamo, che l’occhio di riguardo e le attenzioni siano tutte per la Mercafir entro i confini fiorentini, area molto servita dalla rete delle comunicazioni e dalle infrastrutture, e altrettanto ovvia è la speranza che l’operazione si possa fare, ma l’incognita dei tempi esiste e persiste nonostante le rassicurazioni. Costruire il nuovo mercato, spostare la Mercafir e poi costruire lo stadio, il tutto in quattro anni quando se ne discute da almeno sette e non è stata spostata neppure una pietra, sembra roba da fantascienza. Ma se il sindaco d’improvviso è diventato Nembo Kid prima Rocco e poi tutti noi, ne siamo felicissimi. Personalmente sono pronto ad un entusiastico applauso con brindisi allo champagne incorporato. Che poi è in sostanza quello che pensa Rocco.

Numeri, dati, cifre, disegni, la road map completa dovrà però convincere Rocco al 100 per cento. Nardella è sicuro di colpire nel segno e noi aspettiamo fiduciosi perché lo stadio è davvero fondamentale e lo abbiamo scritto mille volte.

Solo con lo stadio e il centro sportivo di proprietà, i beni immobili, potrà salire il valore della Fiorentina e quindi aumentare la capacità di spesa sul mercato in base al fair play finanziario. Tradotto: le strutture servono per fare una squadra forte e puntare alla Champions in tre anni.

Oltre che con il sindaco, Rocco si incontrerà anche con l’architetto Casamonti per capire quale tipo di struttura eventualmente privilegiare per i tempi, e per confrontarsi sulle idee del progettista. Firenze è la città della bellezza e Rocco vuole uno stadio di assoluto livello internazionale, da ammirare, degno di una delle città più belle al mondo. Forse la più bella.

Durante l’assenza di Rocco si è chiuso anche il contratto d’acquisto dell’area di Bagno a Ripoli dove sorgerà il modernissimo centro sportivo con palazzine e campi sportivi, la Casa della Fiorentina, per ospitare tutte le squadre e gli uffici. Costo dell’operazione oltre venti milioni di euro. Rocco firmerà gli atti di sua competenza, incontrerà il sindaco Francesco Casini che tanto si è speso per la felice conclusione della trattativa e il fast fast fast l’ha capito perfettamente. E’ stata già predisposta un’autostrada burocratica e l’architetto Casamonti è già un pezzo avanti con le sue idee e il suo progetto che ricalcherà lo stile della stupenda e avveniristica cantina Antinori. Anche qui è stato fissato in due anni il tempo per consegnare la struttura degna delle più grandi società d’Europa.

Ma Rocco troverà anche il tempo per fare un check sulla squadra e sulla situazione sportiva. E’ contento della striscia positiva, gli sarebbe piaciuto vincere a Brescia, ma l’atteggiamento della squadra, la crescita e la classifica sono assolutamente in linea e forse oltre le aspettative di un lavoro appena iniziato. Ma si parlerà anche delle possibilità di rafforzamento nell’immediato (gennaio) e sulle idee per giugno. Come vi abbiamo già detto, Pradè è al lavoro a 360 gradi con la consueta abilità perché a giugno dovrà costruire la sua prima Grande Fiorentina, Rocco si aspetta il cambio di passo. Però si sta valutando attentamente anche questa stagione. La squadra risponde fra grandi piacevoli sorprese (Castrovilli) e certezze assolute (Ribery e Caceres), oltre allo zoccolo duro dell’anno scorso (Chiesa e compagnia) e innesti interessanti (Pulgar). Potenziarla ora o valutare i giovani rampanti come Sottil, Vlahovic e altri?

I soldi non mancano, Pradè ha ancora in mano i trenta milioni risparmiati per De Paul, ma a gennaio è difficile fare grandi colpi. Si sta cercando un centrocampista fisico, di gamba ma anche qualità. I nomi nel mirino sono tanti, non si è ancora stretto su nessuno. Con Rocco si parlerà anche della strategia da adottare per Chiesa, con l’idea di proporre il rinnovo a quattro milioni entro l’anno. Il discorso Ibra era già stato affrontato in estate, prima di Ribery. A Rocco la proposta arrivata dagli Usa non era dispiaciuta, ma poi fu convinto che per questa Fiorentina servano altri profili e con quei soldi si possano comprare giocatori più giovani e funzionali. Ora che c’è Ribery difficile che si torni sull’argomento, la Fiorentina non ha obiettivi immediati per un grande giocatore, ma di 38 anni.

Sempre a proposito di campo, si continua a parlare di Pedro. E qualcuno, senza averlo ancora visto, sta già parlando di acquisto sbagliato.

Cerchiamo di capire, se possibile naturalmente. E sapete bene i miei limiti. La Fiorentina aveva l’idea di opzionare Pedro e poi lasciarlo ancora un anno in Brasile. Si sapeva che veniva da un infortunio pesante e da un problema muscolare. Poi, quando grandi società hanno ricominciato a farsi sotto, è stato deciso un blitz: affare subito a undici milioni più una rivendita al venti per cento per la Fluminense, a fronte dei 18 richiesti inizialmente. I brasiliani hanno accettato e allora Pradè ha preferito portare subito il ragazzo in Italia ben sapendo che non era pronto, che sarebbero stati necessari tre-quattro mesi per guarire completamente, recuperare un tono agonistico accettabile, potenziare la muscolatura, abituarsi al calcio italiano e inserirsi in un mondo nuovo. Tutto complicato per un ragazzo di 22 anni reduce da un anno e mezzo di problemi.

In questi mesi Pedro ha seguito il programma di recupero, di lavoro e di inserimento. I dati scientifici sulle condizioni generali di salute e di forma del giocatore elaborati proprio in questi giorni hanno dato ottime risposte. Ha smaltito i carichi di lavoro, ora si passerà all’ultima fase per avere il giocatore pronto dopo la sosta di novembre. Ma il lavoro specifico continuerà ancora per molti mesi, il ragazzo ha un fisico imponente, deve essere supportato da una muscolatura adeguata e il potenziamento andrà avanti. Nessuno può prevedere il rendimento nel nostro campionato, soprattutto per i giocatori brasiliani, è ovvio che vadano visti all’opera e serva tempo, ma Pedro ha caratteristiche e qualità superiori, potrebbe davvero diventare un top player, la Fiorentina ci crede molto e non a caso è stato l’acquisto più pagato dell’era Commisso. Nessuna fretta però.

Vi avevamo anticipato la convocazione di Montella giovedì scorso, poi arrivata regolarmente sabato, proprio perché si sta lavorando anche sull’aspetto motivazionale. Pedro non è ancora in forma, ma è stato aggregato per farlo sentire comunque importante e inserirlo sempre più e sempre meglio nel gruppo che dovrà presto essere il suo.

Anche questo è un normale lavoro del team tecnico guidato da Pradè che studia tutte le situazioni scientificamente, ma anche con grande attenzione anche all’aspetto psicologico. Ieri, ad esempio, Vlahovic è tornato in Primavera perché per la sua struttura muscolare, ma anche per i movimenti, aveva bisogno di giocare una partita intera dopo il poco minutaggio in campionato. Ha segnato un gran gol, fra l’altro. Anche per Rasmussen il piano di recupero è partito e il ragazzo sta rispondendo, rispetto a quello visto qualche tempo fa, sta crescendo visibilmente.

Proprio su questi ragazzi si sta lavorando molto perché quando si parla di stagione di transizione, si pensa anche a una valutazione completa dei giocatori a disposizione per il futuro.

Sottil, altro esempio, sta crescendo alla grande. Montella lo ha fatto maturare, sta imparando anche a fare l’esterno a tutta fascia oltre alla punta esterna, ha aumentato la reattività, ha gamba e ottima tecnica. Se continua così potrebbe essere una alternativa immediata, anche dal primo minuto. Che farà Montella domenica con la Lazio? Ha qualche sorpresa in testa non nel modulo, ma negli uomini? Sottil fa venire dei dubbi e comunque sarà uno stimolo per Chiesa e un’arma in più a partita in corso. Ma non solo Sottil.

Per il modulo, anche Inzaghi gioca con il 3-5-2, ha il centrocampo molto folto e Montella sa che opporre un modulo speculare è la soluzione. La Lazio è forte e fisica, ma lascia anche giocare. Soffre i contropiede. La Fiorentina dovrà giocare con una intensità superiore a quella vista a Brescia e grande velocità negli spazi che di sicuro i biancazzurri lasceranno, situazione ideale per gente come Ribery.