DIEGO HA DECISO: FIORENTINA ADDIO. LA TRATTATIVA CON COMMISSO VA AVANTI. MA ANCHE SE NON DOVESSERO VENDERE SUBITO, I DELLA VALLE ANDRANNO COMUNQUE VIA. LA SOCIETÀ AFFIDATA IN GESTIONE A UN MANAGER ESTERNO. DI LORENZO E TRAORÈ GLI ULTIMI ORRORI

30.05.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
DIEGO HA DECISO: FIORENTINA ADDIO. LA TRATTATIVA CON COMMISSO VA AVANTI. MA ANCHE SE NON DOVESSERO VENDERE SUBITO, I DELLA VALLE ANDRANNO COMUNQUE VIA. LA SOCIETÀ AFFIDATA IN GESTIONE A UN MANAGER ESTERNO. DI LORENZO E TRAORÈ GLI ULTIMI ORRORI

Diego Della Valle ha detto stop. Ha deciso: lascerà Firenze e la Fiorentina. Quando? Il prima possibile, non ne vuole più sapere del calcio, delle polemiche, degli insulti, delle tensioni e di tutto quello ha passato negli ultimi anni.

Fosse stato per Andrea questo passo sarebbe già stato fatto qualche mese fa (e lo abbiamo riferito a suo tempo su questo giornale online), Diego invece ha meditato, non voleva andare via in questo modo, da sconfitto, ha pensato perfino al rilancio, con il figlio gradualmente in società e investimenti, stadio compreso, la conferma di Chiesa, ma in poche settimane la situazione è ulteriormente e drammaticamente precipitata fino ad arrivare al punto di non-ritorno sancito dalla sua lettera aperta alla città e dai risultati della squadra specchio di tre anni fallimentari.

Diego ufficialmente non dice nulla a nessuno, sembra abbia fatto trasparire poco anche al suo entourage. Però, in attesa del Cda straordinario di domani mattina, ieri c’è stato un incessante tam-tam e fra mezze ammissioni e mezze domande, amici e consiglieri, più o meno tutti, sono arrivati alla stessa conclusione: quello di domani sarà il passo d’addio dei Della Valle.

Come detto, nessuna ammissione diretta, neppure a loro, alle persone più vicine, ma tante frasi percepite e messe insieme, i fastidi più volte confessati, anche la rabbia degli ultimi giorni. La pesante sensazione di essere stato abbandonato da tutti, anche dalle istituzioni fiorentine, nessuno che abbia speso una parola buona o ricordato diciassette anni che comunque non sono tutti negativi come questi ultimi tre. Della Valle si sente ormai sgradito a tutti i livelli, inutile restare un giorno di più o ancora peggio, cercare di ricucire.

Dunque, fra le persone che conoscono bene Diego c’è la netta sensazione che la parola fine sia stata già scritta nella sua mente e domattina lo sarà anche nelle carte.Domani, lo sappiamo, all’ordine del giorno del Cda straordinario c’è solo la voce: comunicazioni di Diego Della Valle. E Ddv più o meno, in sintesi dirà questo:

1)     Vendo la Fiorentina

2)     Se ne occupa una banca advisor

3)     E’ arrivata la proposta di acquisto di Rocco Commisso che abbiamo accettato e stiamo valutando

4)     Se non si dovesse chiudere questa cessione, in attesa di altre offerte, comunque i Della Valle usciranno dal calcio affidando la gestione a un manager esterno

Le ipotesi di un ripensamento, come qualcuno ha ventilato nelle ultime ore, sono minime. Se le perplessità ci sono e sono nate in Diego, sono soltanto su Rocco Commisso, sulle ultime giornate di questa trattativa, su come si sono mossi gli americani con i media, con Joe Barone, sulla loro reale volontà di portare avanti una proposta equa.

Ma, come detto, se le perplessità di Diego non saranno spazzate via, se non sarà Commisso sarà un altro. E se non sarà oggi perché Diego vuole vendere e non svendere, sarà il prima possibile. La banca advisor è al lavoro e l’interesse attorno alla Fiorentina c’è, gli investitori sarebbero pronti a mettere denaro su Firenze, come ha detto proprio a noi giovedì scorso il sindaco Nardella. Eurnekian o non Eurnekian, Qatar o non Qatar. Ma questa è una partita ancora tutta da scrivere, mentre quella con Commisso è già iniziata. Le cose da chiarire e gli accordi da fare sono ancora molti. La trattativa non sarà facile a meno che nelle ultime ore Commisso non faccia versamenti in banca e passi decisivi. Comunque il discorso andrà avanti.

Il magnate italo-americano, un omino da 4,8 miliardi di dollari di patrimonio, fra i 500 più ricchi al mondo, vuole da tempo entrare nel business del calcio italiano e Firenze è una piazza che piace. Il timore è che possa finire come con altri tentativi con il Milan e la Samp, ad esempio. E anche il Napoli in vendita potrebbe essere una turbativa e una tentazione ulteriore per Commisso uomo del sud. Vedremo. Certo è che verranno messi dei paletti e dei tempi stretti. Se non avverrà domattina, entro una decina di giorni dovrà arrivare il sì o il no. Ovvio, logico. Oltre il dieci di giugno non si può andare anche perché se la cessione dovesse saltare, Della Valle dovrà varare il piano-B. L’idea è quella di consegnare le chiavi della società a un manager o a una triade di manager del calcio con poteri totali che dovranno gestire autonomamente sia sotto l’aspetto economico che calcistico. I Della Valle non si interesseranno più del prodotto calcio e non metteranno più un euro. Tecnicamente una sorta di prestito, vedremo praticamente che strada si potrà battere. Circolano nomi di ex direttore generali di grandi società, uno di questi sarebbe Pier Paolo Marino, ma anche altri.

Ora però, la prima cosa è andare fino in fondo e vedere, come a poker, le carte in mano a Commisso. E su questo soltanto Ddv potrà fare chiarezza domani mattina. I presenti a Firenze saranno pochi, molti si collegheranno in teleconferenza, neppure in video, perché in sostanza si tratta soltanto di ascoltare le comunicazioni del proprietario, Diego appunto, e di prenderne atto. L’orario esatto dell’inizio del Cda non è ancora stato fissato, sarà comunicato soltanto oggi a seconda dell’agenda di Diego.

Dal versante Commisso, dopo le indiscrezioni del week end, tutto tace. Forse questo dimostra che hanno capito come vuol operare Diego Della valle, nella assoluta riservatezza. Possiamo ribadire che se dovessero comprare la Fiorentina ripartirebbero da zero, soltanto Antognoni in società e Chiesa in campo. Tutto nuovo. Logico e giusto.

A questo proposito il fuggi fuggi è già cominciato e quello che sta accadendo mette ancora di più in evidenza (anche per quei pochi che hanno ancora gli occhi foderati di bistecche) il fallimento delle idee e delle opere di Pantaleo Corvino.

Norgaard, il mitico Norgaard, preso per sostituire Badelj, è finito nella serie B inglese e meno male che ce l’hanno fatta a rivenderlo,  perché Cristoforo, Maxi Olivera, Diks, Zekhnini, Thereau e altri sono già tornati ai campini per prendere lo stipendio…Il prestito Edimilson è già finito in Germania al Mainz, Gerson ha cambiato manager per vedere di trovare una squadra…

Traorè dell’Empoli, invece, uno potenzialmente molto buono, sta sfuggendo via. Non hanno depositato il contratto, lo prenderà la Juve per quindici milioni. E restando all’Empoli, andava preso mesi fa un difensore, uno solo: l’esterno destro Di Lorenzo. C’era pure andato Antognoni a vederlo. Bene. Corvino invece ha preferito il centrale Rasmussen (tanto ce ne sono pochi..) per me inguardabile (ma sbaglierò) per sette milioni e Di Lorenzo che fa? Per dieci va al Napoli. Serve aggiungere altro? E poi quelli del disciolto club diventati vegani, continuano a chiedersi come mai la Fiorentina ha sfiorato la serie B. E’ andata di lusso…