DELLA VALLE SPARITI UN’ALTRA VOLTA. VANIFICATI GLI EFFETTI AGGREGANTI DELLA TRAGEDIA ASTORI. PER LO STADIO CHI PAGA IL TERRENO E IL TRASFERIMENTO DELLA MERCAFIR? A GENNAIO FRUGATEVI PER GIOCATORI VERI COME GABBIADINI O SANSONE, BASTA SCOMMESSE

15.11.2018 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 10216 volte
© foto di Federico De Luca
DELLA VALLE SPARITI UN’ALTRA VOLTA. VANIFICATI GLI EFFETTI AGGREGANTI DELLA TRAGEDIA ASTORI. PER LO STADIO CHI PAGA IL TERRENO E IL TRASFERIMENTO DELLA MERCAFIR? A GENNAIO FRUGATEVI PER GIOCATORI VERI COME GABBIADINI O SANSONE, BASTA SCOMMESSE

Mi viene in mente una famosa poesia, Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. E chissà perché penso alla Fiorentina, alle incertezze sul presente e sul futuro che ormai l’accompagnano da quasi tre anni. Un situazione che la Fiorentina, Firenze e i fiorentini non meritano. Non si meritano l’autunno di una squadra, ma la primavera, l’estate, la positività, la progettualità, gli investimenti al passo con la storia e la tradizione di questo club. 

Purtroppo continuo a non vederci chiaro e lo dico apertamente, lascio ai trombettieri e a quelli del club della bistecca assecondare i voleri di una proprietà e di una dirigenza che sta portando la Fiorentina lontana dal suo livello abituale. Lo vogliamo ammettere o no? Vogliamo ammettere almeno l’evidenza o ancora una volta devono prevalere interessi personali, amicizie e convenienze.

Domandina della sera: vi piace la Fiorentina fuori dall’Europa da due anni e con il terzo ad altissimo rischio? Vi piace la Fiorentina ormai stabilmente al livello dell’Atalanta, del Sassuolo, della Samp o del Toro? 

Se rispondete sì a questo quiz, non andate più avanti a leggere e ascoltate solo quelli del Club. Se invece avete davvero a cuore la Fiorentina credo sia arrivata l’ora di un atteggiamento diverso, ben più critico, nell’esclusivo interesse della Fiorentina e della sua storia. Vi siete accorti che i Della Valle sono spariti un’altra volta? Gli ambasciatori inviati a Firenze, aiutati dai trombettieri e dagli amici del Club della bistecca, si stanno dando daffare dappertutto per dire che i Della Valle sono belli, sono bravi, hanno a cuore Firenze, ci sentono per la Fiorentina, ma la realtà è un’altra sotto gli occhi di tutti. 

Se volete non date retta a quello che scrivo o dico io, analizzate da soli la situazione. Nel momento più drammatico, la morte di Astori, i Della Valle si sono comportati benissimo. Da autentici signori in quello che tutti sapete e avete visto e anche in quello che non sapete e non avete visto ed è giusto che rimanga tale. Una grande manifestazione di solidarietà umana e di partecipazione sentitissima. La Tragedia sembrava un nuovo inizio. Sembrava quasi che dal sacrificio di uno dei suoi ragazzi migliori il Destino avesse indicato una strada nuova, una reunion fra la proprietà, la città, i tifosi, l’ambiente. Dalla Immane Tragedia a una ripartenza tutti uniti in nome e per conto di Davide Astori. Per i Della Valle è durata un mese.

Diego s’è visto per un paio di partite, poi è sparito come al solito. Della Fiorentina gli interessa il giusto. Una telefonatina e via… I suoi manager invece avevano fatto intendere che avrebbe parlato alla città, che avrebbe fatto gesti importanti, lanciato segnali incontrovertibili. Incontri. Niente di niente. Andrea prima delle partite, una tantum, regala la solita benedizione, urbi et orbi, alla squadra, neanche fosse il papa. Quando c’è, ha preso anche l’abitudine di lasciare dopo il primo tempo. Ditegli che lo faceva Boniperti trent’anni. Non parla da Moena e forse è meglio. Quel giorno ne disse tante che metà sarebbero state sufficienti, tipo il settimo posto come obiettivo e il mercato creativo di Corvino. Per evitare, ora parla un Andrea Della Valle virtuale, attraverso il sito della società. Un ventriloquo?

Tutto freddo, asettico, edulcorato, senza pathos, senz’anima. Tanto per fare, tanto per dire, tanto per illudere. Morale? S’è perso anche l’effetto Astori. Peccato. Tanto non cambia niente. L’autofinanziamento è la regola. I conti sono in attivo, l’avanzo di cassa servirà a gestire la società, per il mercato di giugno si venderà qualcuno e avanti il prossimo.

Ho la sensazione che i Della Valle restino a Firenze solo per lo stadio, per vedere con questo business di recuperare i soldi che hanno speso in sedici anni (250 milioni) e poi vendere tutto. Sarebbe inaccettabile. Ancor più inaccettabile se davvero non vogliono pagare (come si dice) un euro né il trasferimento della Mercafir, né il terreno sul quale dovrebbe sorgere lo stadio come recita la delibera comunale che, se volete, posso allegare. Ma vi annoierei…Troppa grazia Sant’Antonio, diceva il proverbio. Ma potrebbe non essere così o hanno capito male i trombettieri. Vedremo.

E non s’è ancora capito neppure come finirà la querelle per la presentazione del progetto esecutivo, 31 dicembre come vogliono il sindaco e gli accordi o la tarda primavera come vogliono i Della Valle? Intanto carotano, sempre meglio del bastone. Eccome se carotano…Magari trovano il petrolio…Magari sbaglio. Magari domattina tornano e annunciano cose, investimenti, affetti. Ne sarei felicissimo, lo spero vivamente, ho già la cenere pronta per cospargermi il capo.

Ma se poi vogliono dimostrare, l’occasione è ghiotta, la offre il mercato. E’ evidente che questa squadra sia stata costruita male, abbia seri problemi di qualità tecnica e ruoli non copertissimi. E allora, se davvero i Della Valle vogliono battere un colpo, per gennaio autorizzino l’acquisto di giocatori pronti come Gabbiadini o Sansone o altri o di qualche giovane talento che costa una doppia cifra e non solo scommesse, tentativi o pianticelle corviniane. Se vogliono davvero costruire una squadra in grado di lottare per l’Europa devono frugarsi. Altrimenti avanti con i soliti sistemi che portano a tre-quattro colpi riusciti su venti pensando alle plusvalenze. Aspetto fiducioso, forse sono illuso, ma i Della Valle fino al 2015 hanno fatto buon calcio, potrebbero tornare a farlo, chissà…

Nel frattempo mi diverto a sentire sui radio e tv o leggere sui siti, ex giocatori, ex dirigenti, ex procuratori, in genere ex, quelli che lavorano con la Fiorentina, collaborano con Corvino o sperano di farlo, devono pagare dazi, sono in cerca di una raccomandazione, di un posto o di un semplice invito, che fanno ormai fatica anche ad arrampicarsi sugli specchi, hanno finito le unghie, ma insistono. Mi chiedo: le partite le guardano? Affari loro. 

I lettori sono molto attenti e sanno chi sono gli uomini liberi (ottima, ad esempio, l'analisi fatta ieri da Pontello) e quelli che liberi lo sono solo per l’anagrafe. Poi, sia chiaro, nessuno ha la scienza infusa, tutti sbagliano (soprattutto il sottoscritto), ma la buona fede dovrebbe essere sempre la stella polare.

A questo proposito, neanche a farla apposta, la settimana scorsa scrissi del doloroso addio a Ianis Hagi voluto da Corvino, il giocatore lo avevo visto cresciutissimo. Non sbagliavo. Lo hanno premiato come miglior giocatore della Romania del 2018. Udite, udite. Pradè lo aveva pagato meno di due milioni…Invece due anni fa il giovane difensore Mancini fu regalato (200mila euro) al Perugia che poi l’ha dato all’Atalanta, non piaceva al boss. Dopo tre gol in A, l’Atalanta ora sta trattando la sua cessione con un paio di club inglesi sulla base di 30 milioni. Non voglio tornare su Zaniolo, lo avete visto tutti in campo con la Roma. Tre indizi fanno una prova, cosa serve ancora?

Purtroppo, invece, dall’Argentina è arrivata la brutta notizia dell’infortunio a Pezzella. Salterà il Bologna, speriamo di riaverlo per la Juve il primo dicembre. E’ il leader non solo della difesa, in questa squadra è un insostituibile: un bel guaio. Soluzioni? Milenkovic centrale e un esterno destro (Laurini?). Oppure il debuttante Ceccherini centrale e tutto com’è. Oppure ancora difesa a tre (Milenkovic, Hugo e Ceccherini) con cambiamento di modulo. C’è tempo per pensarci.