DELLA VALLE ORA FRENA. TELEFONATA DI DDV. A FIRENZE TRA UN MESE. MA QUESTA E’ UNA NUOVA FIORENTINA YE’-YE’, CRESCE BENE NEL CUORE DI FIRENZE. STRAORDINARIO APPOGGIO DEI TIFOSI. L’ABBRACCIO PIOLI-CHIESA FOTOGRAFIA DEL NUOVO CORSO

 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 23834 volte
DELLA VALLE ORA FRENA. TELEFONATA DI DDV. A FIRENZE TRA UN MESE. MA QUESTA E’ UNA NUOVA FIORENTINA YE’-YE’, CRESCE BENE NEL CUORE DI FIRENZE. STRAORDINARIO APPOGGIO DEI TIFOSI. L’ABBRACCIO PIOLI-CHIESA FOTOGRAFIA DEL NUOVO CORSO

Il parallelo è ardito e chiedo scusa, ma questa Fiorentina dovrebbe avere una grande ambizione: imitare la Fiorentina yè-yè. Altra storia, altri tempi, altri giocatori, ma qualche similitudine si può trovare. Anche questo, in fondo, può diventare un gruppo che stupisce il mondo. Dipende da loro, dipende da tante cose. Ma un obiettivo che dia la carica ci deve essere e una Fiorentina storica, di riferimento, può essere davvero quella degli anni sessanta. Non sono matto, non voglio raccontare storie che non appartengono alla realtà, ma dei modelli di riferimento fanno bene e questi ragazzini viola. La storia la devono conoscere.

Dico questo dopo il trionfo per cinque a zero a Verona, ma la vittoria in sé mi interessa poco, valgono tanto i tre punti che ha portato in classifica. Non ho visto una partita di calcio, il Verona non c’era. Ma ho visto nella Fiorentina uno spirito che mi piace, che potrà dare soddisfazioni a tutti.

E quando parlo dello spirito ci metto dentro tutti, Pioli, la squadra e i tifosi. Della società parlerò dopo. E’ il triangolo che funziona, ma non da oggi.

Non finirò mai di elogiare i tifosi viola. Sono loro che hanno i meriti maggiori in questa estate difficilissima che, nonostante tutto, ci ha restituito una Fiorentina dignitosa.

Dopo il disimpegno della proprietà di fine giugno e con la società in vendita, un atteggiamento negativo della tifoseria, organizzata e non, avrebbe fatto saltare tutto in aria.

Per fortuna, invece di contestare tutto e tutti, i tifosi hanno deciso comunque di accompagnare il lavoro di Pioli e dei giocatori. Di difendere e sostenere la Fiorentina.  Alla faccia di una proprietà che forse non è mai piaciuta, di un mercato per far cassa e di tutto il resto.

Sono stati i tifosi a dire a Pioli e ai giocatori: tranquilli, lavorate in pace, non vi chiediamo niente, saremo sempre con voi.

Questo straordinario atteggiamento della tifoseria ha dato fiducia, serenità e sostegno a una squadra che il quindici agosto ancora non c’era, che adesso è in costruzione, ma deve ancora lavorare e crescere.

Non importa se la Fiorentina non parte con grandi ambizioni, chi veste la maglia viola per questi tifosi, anche se è giovane, inesperto e forse non fortissimo, nell’affetto e nella considerazione vale comunque un Messi. Sarà incoraggiato e applaudito sempre proprio perché la Fiorentina è dei fiorentini è va sostenuta comunque.

Se ci pensate bene, questo atteggiamento è straordinario. Altre tifoserie avrebbero contestato in massa Pioli e i giocatori da Moena in poi, impedendo loro di lavorare serenamente. Non avrebbero rinnovato gli abbonamenti. Avrebbero fatto mancare il loro sostengo lasciando sola una squadra debole e da costruire, in balia degli eventi negativi, di una proprietà assente e di una società in vendita.

Hanno scelto, invece, la strada dell’amore, dell’affetto per la maglia, per l’allenatore e per i giocatori. Questo feeling ha aiutato e incoraggiato nei momenti peggiori.

Due sconfitte in campionato sono state disinnescate e adesso siamo qui a elogiare una squadra che lavora, fatica, si impegna e cresce proprio per rispetto dei tifosi. Per ringraziarli del loro atteggiamento.

Un circuito virtuoso dal quale la Fiorentina (speriamo) uscirà più forte di quello che è in campo.

Cinque gol al Verona, una squadra che non c’è, hanno eccitato solo i poveri sciocchi che fanno il male della Fiorentina con il loro leccaculismo inutile e dannoso, ma hanno dato energie positive a quelli che, nonostante le difficoltà, in questa squadra e in questa maglia comunque credono.

La Fiorentina che ha perso due gare all’inizio stagione a Verona non è diventata il Real Madrid come racconta qualche menestrello a libro paga, ma semplicemente abbiamo visto una squadra che ha voglia di imparare a giocare a calcio, dei ragazzi che hanno voglia di affermarsi, in nome e per conto della maglia viola. Cose belle. Tutte da verificare, ma belle.

La cosa che resta, oltre ai punti, è l’abbraccio di Chiesa con Pioli al momento della sostituzione. Quasi commovente. Quasi un babbo con un figlio da educare: è questo il nuovo clima del gruppo viola. Gente che gioca a calcio per divertirsi, con grinta, con carattere, ma anche con serenità, per rispettare e difendere sempre una maglia.

Non so come andrà la stagione, tecnicamente questa squadra costruita a fatica e con tanti errori da Corvino è da ottavo-nono posto, ma con certi valori dentro e certi obiettivi, tutti possono andare oltre. E’ l’augurio.

Sabato con il Bologna, ad esempio, sarà un altro bel test per capire a che punto è la crescita. Si cercano conferme e progressi. Intanto Benassi ha cominciato a giocare più dentro il campo e funziona. Veretout ha trovato in Badelj un compagno che lo esalta. Pezzella sembra tosto. Simeone e Chiesa devono lavorare ancora molto, ma ci sono sempre. Thereau è l’esperienza che mancava, per fortuna ci sono arrivati in extremis.

Sabato sarà dura. Se il Bologna gioca come ha fatto con il Napoli per 75 minuti, attenti a Verdi, ma anche al ringiovanito Palacio e non solo.

Probabilmente non ci sarà Andrea Della Valle. Come vi avevo anticipato la settimana scorsa e come confermato dal sindaco Nardella dopo l’incontro a Casette D’Ete con i Della Valle, i proprietari vogliono tornare presto e vogliono trovare un rapporto nuovo con Firenze.

Sabato prossimo, come idea di Adv, poteva e doveva essere un giorno giusto ma, paradossalmente, il cinque a zero di Verona ha frenato gli entusiasmi ritrovati del presidente onorario. Il ritorno dovrà essere spontaneo, sincero, condiviso e non costruito. Tornare dopo un cinque a zero potrebbe far pensare alla volontà di sfruttare un risultato esaltante. Sarebbe un errore strategico e di comunicazione e i Della Valle non vogliono sbagliare più niente.

Così adesso si pensa a ottobre, a un ritorno occasionale, non programmato. Non necessariamente per vedere qualche partita. Vedremo cosa decideranno, prima tornerà Adv, poi forse parlerà Diego, ma il riavvicinamento è in atto e continuerà.

Ddv ha chiamato Pioli anche dopo Verona per fargli i complimenti. Ha parlato con amici elogiando Tizio piuttosto che Caio. Questa Fiorentina giovane e ambiziosa gli piace e presto racconterà pubblicamente la sua soddisfazione.

E’ chiaro che anche in questo riavvicinamento abbia inciso molto l’atteggiamento positivo dei tifosi. Ddv ha capito che stando troppo a lungo lontano avrebbe rafforzato i contestatori, quelli che li vogliono fuori da Firenze. Tanto le cose (è dimostrato) funzionano anche senza di loro proprio grazie ai tifosi sereni e collaborativi. Ma star fuori dal gioco non è logico, la proprietà è comunque loro e c’è in ballo il business dello stadio. 

Quindi si viaggia su un doppio binario. Da una parte maggiore attenzione alla città. Antognoni e il vicepresidente Gino Salica che ha preso la residenza a Firenze e tutti i giorni sta a contatto con la squadra e l’ambiente, stanno facendo grandi cose. Presto tornerà anche la proprietà.

Dall’altra parte resta comunque l’autofinanziamento e la volontà di vendere (se si trova l’acquirente), magari una volta iniziata la costruzione dello stadio con relativo business. A questo proposito posso confermarvi che il socio al 50 per cento c’è già. Per firmare gli accordi aspetta di conoscere i tempi della costruzione della cittadella Viola.

Insomma, la Fiorentina è ripartita in campo e fuori. Passo dopo passo, ma con rinnovata fiducia. Tante cose sono cambiate in poco tempo, altre cambieranno. Ma tutto ruota, come sempre, attorno ai risultati. Si perde? Piove. Si vince? C’è il sole.