DELIRIO VIOLA, CHE TRIONFO. QUALITÀ, CUORE, PERSONALITÀ. IGOR, POCHI IN ITALIA COME LUI. ARTURONE GOL D’AUTORE. IL CANTO DEI 300, UNA SINFONIA

11.04.2022 12:15 di Mario Tenerani   vedi letture
DELIRIO VIOLA, CHE TRIONFO. QUALITÀ, CUORE, PERSONALITÀ. IGOR, POCHI IN ITALIA COME LUI. ARTURONE GOL D’AUTORE. IL CANTO DEI 300, UNA SINFONIA

Per capire il senso di un'impresa, perché il trionfo viola ha queste dimensioni, bisogna partire dalla fine. Quando dopo cinque minuti di recupero la panchina viola si è rovesciata in campo, saldandosi coi giocatori in un abbraccio di felicità incontenibile. A quel punto dal settore ospiti i 300 ultrà della Fiesole, hanno intonato "o surdato nnammurato" in un Maradona annichilito, piegato dai gol viola. Era il segnale della vittoria, di un pomeriggio da ricordare. La fotografia di una giornata memorabile e la rappresentazione di una tifoseria che ci crede sempre. Anche nei momenti apparentemente impossibili. Maradona con oltre 50mila spettatori, Napoli lanciato verso lo scudetto, ricordi di Diego ovunque. Invece la squadra ha reso fieri i fiorentini, chi era a Napoli e chi è rimasto a casa. Italiano alla vigilia lo aveva detto: "Cercheremo di dare una bella soddisfazione ai nostri tifosi, facendoli sentire orgogliosi". Cosi è stato. Italiano sta cancellando i limiti, li sta riconvertendo in orizzonti.

La visione prospettica della Fiorentina ha guadagnato profondità cammin facendo, al contrario di quella che ieri ha cercato il Napoli coi lanci per Oshimen e che invece non ha trovato. Anche per la presenza di un Igor monumentale: solo una sbavatura in tutta la partita - quando la lucidità può venir meno - su Oshimen. È stato il gol del 2-3. Ma il resto della gara di Igor è stato di profilo altissimo. Si parla molto e a ragione di Bremer, forte difensore granata. Ma Igor oggi non è inferiore a Bremer. Non sappiamo se il viola sia stato clamorosamente sottovalutato o se Italiano e il suo staff lo abbiano portato a raggiungere il trecento per cento rispetto a prima, ma di sicuro a Napoli si sono stropicciati gli occhi, increduli. Gente abituata a vedere Koulibaly.

Igor è una storia molto bella. Trasuda umiltà, lavoro, tanta fatica e dosi copiose di concentrazione. È una storia di calcio e ci piace che sia sbocciata a Firenze. È stata comunque tutta la difesa a mostrarsi compatta e attenta, al di là di qualche errore. Venuti meglio nella ripresa, Milenkovic robusto, Biraghi applicato e tiratore, Ospina gli ha negato il successo personale.
Amrabat non pareva sotto ramadan, partita di sostanza e fosforo. Ha giocato benissimo. Duncan lavoro oscuro ed efficace, Castrovilli all'inizio un po' confusionario, ma dopo è uscito bene. Un tema cogente: gli esterni poco inclini alla segnatura. Se ne è parlato molto, ma anche su questo piano il lavoro di Italiano sta pagando. Gonzalez, alla seconda rete consecutiva, ha fatto un bel gol, oltre al solito assist. L'argentino si sta impossessando della Fiorentina. Ikoné è entrato e ha realizzato un gol pregevole e difficile. Un sinistro basso, incrociato, gran pennellata. Saponara non ha segnato, ma ha giocato come sa, basta e avanza.

Cabral lo aspettavamo alla seconda da titolare e lui ha risposto. Arturone, ci piace chiamarlo così per il suo strapotere fisico, ha messo a dura prova i due centrali del Napoli. Scontri agonistici fatti di chili e centimetri. E il gol, su ottimo invito di Maleh - il ragazzo cresce molto bene -, è stato una miscellanea di potenza e tecnica brasiliana. Arturone ha aperto l'interno destro e ha piazzato un gran tiro. È del tutto evidente che la sua condizione, assai approssimativa a gennaio, oggi sia diversa e migliore. Ora Cabral è un altro giocatore e se continuerà su questa strada, presto Firenze avrà un altro centravanti di cui innamorarsi. Senza dimenticare Piatek, tutt'altro che modesto.

La vittoria del Maradona è stata fabbricata grazie alla qualità indiscussa del gioco di Italiano, al cuore di un gruppo che ce ne mette tanto e alla personalità di una squadra finalmente consapevole della propria forza. A pochi giorni di distanza la Fiorentina, dopo aver rischiato di vincere a San Siro con l’Inter, ha conquistato Napoli. Due delle tre formazioni in lotta per lo scudetto. Se due indizi fanno quasi una prova, considerando che all'andata al Franchi i viola calarono il poker con il Milan, la sfida a casa di Pioli tra diventerà assai interessante, sia per l'Europa sia per chi sogna di vincere il tricolore. La Fiorentina è arbitro severo della lotta per il titolo. Il Napoli nel girone di ritorno aveva fatto più punti di tutti, in totale 27 e rappresentava uno scoglio delicato da superare. Ma la Fiorentina tra il 13 gennaio in Coppa e il 10 aprile in campionato, ha rifilato 8 gol al Napoli. Nessuno pensa che i viola valgano la squadra di Spalletti, ci sono 13 punti di differenza in classifica, ma forse non è un fatto casuale che la Fiorentina abbia creato tutti questi problemi a Insigne e compagni. Il Napoli pare soffrire molto il gioco dei viola, un sistema che prevede aggressività e ampiezza del campo. Esterni e terzini spingono sempre creando criticità a chi deve affrontarli.

Nel finale Italiano ha buttato dentro Kokorin, riapparso come un sommergibile dagli abissi di mesi spesi lontano dai riflettori. In tanti abbiamo pensato che pensasse Italiano in quel frangente cosi delicato della gara, era il 40' della ripresa sul 2-3. Invece il russo si è battuto, ha tenuto palla, prese un paio di punizioni, risultando utile alla causa in attimi estremamente frenetici. Se si trasforma anche Kokorin, Italiano può candidarsi come successore di Draghi…

All’arrivo alla stazione di Campo di Marte c’erano tanti tifosi ad aspettare la squadra. Entusiasmo e amore per tutti perché questa è Firenze. Dovrebbe essere chiaro per tutti. La società ha deciso di aprire finalmente i cancelli alla gente per un allenamento a porte aperte. Scelta saggia. Mercoledì dovrebbe essere il giorno giusto. Farà bene all’ambiente.

La Fiorentina ha ancora 7 gare di campionato (piu' la semifinale di Coppa Italia con la Juve), con 21 punti in palio. I viola ne hanno 53 e per andare in Europa ce ne vorrebbero almeno altri 12-13: non sono pochi però sono alla portata di questi calciatori. Con prestazioni cosi alte non ci sono limitazioni, solo dolci pensieri. Da rendere sempre più concreti.