DE ZERBI VIOLA, ORE DECISIVE. TUTTA LA VERITÀ SULLO STOP DI GATTUSO. NON C’È ACCORDO SU RINFORZI E PROGRAMMI. RANIERI, CHE BUFALA! COPPA, SUPERGIOIA PER ROCCO. FRANCHI RIFATTO CON TROPPI SOLDI PUBBLICI: STORIA CHE NON FA IL BENE DELLA FIORENTINA

29.04.2021 11:30 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
DE ZERBI VIOLA, ORE DECISIVE. TUTTA LA VERITÀ SULLO STOP DI GATTUSO. NON C’È ACCORDO SU RINFORZI E PROGRAMMI. RANIERI, CHE BUFALA! COPPA, SUPERGIOIA PER ROCCO. FRANCHI RIFATTO CON TROPPI SOLDI PUBBLICI: STORIA CHE NON FA IL BENE DELLA FIORENTINA

Sono ore decisive per capire se De Zerbi sarà davvero il prossimo allenatore della Fiorentina. I contatti, come detto nell’editoriale di martedì scorso, sono in corso dall’immediato post partita con il Sassuolo, contatti confermati indirettamente ieri da Rocco Commisso con la frase “A me piacciono gli allenatori emergenti”. L’accelerata c’è stata dopo lo stop alla trattativa con Rino Gattuso sulla quale racconteremo tutti i dettagli fra poche righe.

Fari su De Zerbi, dunque. Piace da tempo, era uno dei nomi proposti dai manager insieme a Juric e Di Francesco, poi bocciati da Commisso l’estate scorsa quando decise di tenere Iachini, ma lo stesso presidente si è ricreduto vedendo il fantastico secondo tempo della squadra nero-verde contro la Fiorentina.

Il pressing è partito, ma anche De Zerbi, come Gattuso, quanto entrerà nei dettagli con la Fiorentina di sicuro chiederà garanzie tecniche, vorrà una squadra adatta al suo calcio. Entrambi questi allenatori sono definiti “giochisti” e quindi hanno la necessità di poter allenare calciatori tecnici e pieni di fame, non necessariamente di nome, anche giovani, ma con le caratteristiche giuste per interpretare un calcio offensivo e spettacolare, dinamico, fatto di accelerazioni, palla a terra, triangolazioni, ma anche possesso. Adatti e funzionali al gioco, a cominciare dal portiere, un ruolo che nel mondo di De Zerbi come in quello di Gattuso, deve essere ricoperto da un elemento che sappia districarsi bene anche con i piedi. Come gioca il Sassuolo, del resto, non lo devo certo raccontare, lo abbiamo visto tutti.

De Zerbi sta riflettendo sulla proposta, la Fiorentina sta valutando. Il problema è solo tecnico, dal punto di vista economico non ci saranno ostacoli di nessun tipo, nel momento in cui l’allenatore dovesse decidere, l’accordo si troverà facilmente.

Al momento però, con tutta onestà e senza vendere il classico fumo che conoscete bene, è difficile capire quanti margini ci siano per chiudere, anche perché in prima battuta De Zerbi ha detto chiaramente alla Fiorentina che l’offerta gli piace, lo intriga, ma non ha ancora capito fino in fondo se è il momento giusto per lasciare Sassuolo. Si interroga. Valuta con onestà.

Poi, in seconda battuta, prima che arrivasse la Fiorentina, l’allenatore bresciano aveva già parlato a lungo con lo Shakhtar Donetsk dove stanno solo aspettando che metta la firma su un contratto già pronto. E’ vero, l’Ucraina non è dietro l’angolo, ma lo Shakhtar è una società storica e piena di giocatori di talento, molto organizzata, che partecipa stabilmente alla Champions League e darebbe grande possibilità di crescita professionale al giovane allenatore bresciano.

Insomma, De Zerbi ha ancora bisogno di qualche giorno per chiarirsi definitivamente le idee su cosa fare della sua carriera in questo momento di svolta e la Fiorentina è fra le opzioni più allettanti.

In attesa di sapere e di capire, rieccoci a Rino Gattuso. Come vi avevamo detto, dopo i sondaggi degli intermediari risalenti a più di un mese fa, c’erano stati anche contatti diretti con Joe Barone e le possibilità di un accordo erano sembrate concrete.

Gattuso non aveva fatto problemi di natura economica e si era detto stimolato dall’offerta di Rocco, calabrese come lui, e dall’idea di poter rilanciare una squadra storica come Firenze. Non ha mai snobbato la piazza come ha scritto qualcuno, anzi. Chi lo dice non conosce Rino. E non sta neppure aspettando società più forti.

La Fiorentina gli piacerebbe molto, ma ovviamente non è tipo che prende a scatola chiusa, pur di prendere o di strappare un ingaggio. Ricordiamo che si è dimesso dal Milan lasciando un anno di stipendio.  

A Joe Barone ha esposto bene le sue idee tecniche e i suoi progetti che, come vi ho già raccontato, erano in sostanza relativi al tipo di calcio da fare, ai giocatori da tenere e quelli da comprare. Gattuso ha detto chiaramente al manager che per lui, per il suo tipo di calcio, alcuni giocatori come Dragowski, Pulgar o Amrabat, tanto per dirne alcuni, non sono adatti. Insomma, per lui questa sarebbe una squadra da cambiare parecchio.

Sui nomi dei giocatori da comprare, diciamolo chiaramente, non ha avanzato pretese, non ha chiesto nomi altisonanti o roba del genere, semplicemente elementi funzionali al suo calcio. La divergenza d’opinione però è apparsa netta, la Fiorentina ritiene che la squadra che attualmente lotta per non retrocedere abbia bisogno soltanto di qualche ritocco. Dopo una riflessione, l’ultimo confronto fra Gattuso e Barone che avrebbe dovuto essere risolutivo, ha invece portato a un sostanziale raffreddamento. Se non una vera e propria rottura.

Ognuno è rimasto sulle sue posizioni. Le idee non collimano, se abbiamo capito bene la Fiorentina pensa davvero di tenere per l’anno prossimo l’intelaiatura attuale con qualche innesto importante (due-tre giocatori forti). Piani ovviamente non condivisi da Gattuso. Fine della storia?

Nel calcio una regola è “mai dire mai”, però per tornare a corteggiare Gattuso la Fiorentina dovrebbe decidere strategie diverse e fare quella rivoluzione che attualmente non sembra nelle intenzioni della società. Vedremo. Andrà bene a De Zerbi, invece, l’idea che questa squadra vada solo rafforzata, ma non stravolta?

Questo tema non è ancora stato affrontato direttamente con l’allenatore del Sassuolo che, come detto, ha dato la sua disponibilità, ma ha anche chiesto tempo.  A naso però, anche lui giochista come Gattuso, avrà bisogno di gente con i piedi buoni, giovani da corsa, motivati e affamati.

E se è vero che De Zerbi vuole chiudere in bellezza il campionato e la Fiorentina deve ancora salvarsi, come si vede, non è vero che è tutto fermo in attesa della salvezza matematica. In aprile, come è giusto che sia, si devono fare i piani per il futuro prima che sia troppo tardi e la Fiorentina li sta facendo.

Uno dopo l’altro, però, gli allenatori di prima fascia non sono più disponibili. Il “sogno” Allegri dovrebbe tornare alla Juve. Sarri dopo alcuni sondaggi viola sta veleggiando verso Roma con richieste anche dall’Inghilterra. Spalletti sta andando al Napoli. Inzaghi piaceva ma sta chiudendo il rinnovo con Lotito. Fonseca lascia l’Italia. E Ranieri? Soltanto l’idea mi ha fatto sorridere e avevo già ampiamente smentito questa curiosa notizia ai microfoni di Radio Bruno, scherzandoci su: “Volendo c’è pure Trapattoni”. Rocco ha commentato così: “Voglio emergenti non vecchi come me”. Fine. Giusto così.

Dunque, con Gattuso fuori dai radar, se non arriva De Zerbi non vediamo alternative stimolanti. A meno che non si punti su una scommessa (Italiano?) o si guardi all’estero (Marcelino) con tutti i rischi del caso. Aspettiamo con fiducia la decisione di De Zerbi, da li si capirà molto delle intenzioni della Fiorentina.  

In attesa, c’è da battere il Bologna. La Fiorentina vista contro la Juve può andare a sfidare Mihajlovic mostrando i muscoli. Le paure sembrano svanite, alcuni giocatori sono stati recuperati e c’è la rabbia giusta. Serve un’altra partita di personalità contro una squadra che gioca un buon calcio, ma è piena di assenze. Iachini invece recupera anche Bonaventura e dovrà fare delle scelte in mezzo al campo. Potrebbe uscire Castrovilli, ma serviranno gli ultimi allenamenti per capire. Anche Biraghi dovrebbe ritrovare il posto da titolare.

Intanto la Primavera ha vinto la coppa Italia. Un bel tris che fa felice Commisso e in parte ripaga dalle troppe delusioni: finalmente ha alzato una Coppa, visto che l’anno scorso non c’era. E’ una soddisfazione, complimenti, siamo tutti contenti per Aquilani e per questi ragazzi, vincere conta sempre. Però, non per polemica ma per amore del calcio, chi circonda Rocco dovrebbe anche spiegargli, per onestà calcistica appunto, che i trofei giovanili danno grandi soddisfazioni immediate, ma tutte effimere. Una delle regole del pallone dice: la Primavera funziona quando porta in prima squadra almeno un giocatore l’anno. Il resto è contorno, felice come ieri, ma sempre contorno.

Nel frattempo tiene banco il dibattito sullo stadio dopo la decisione del governo di assegnare 95 milioni del Recovery Fund al restauro del Franchi. Ho detto più volte, una mia modesta opinione, che il restauro e la modernizzazione di un bene monumentale e la sua restituzione alla città e alla fruizione del quartiere è cosa buona è giusta. Ma, a naso, per fare questo forse potevano bastare dieci milioni.

Questa massa di soldi (95 milioni dal fondo per beni culturali) sono stati chiesti per fare invece un mega stadio firmato da archistar e, credo, Firenze avesse altre priorità, a cominciare dalla pavimentazione del centro, dissestato patrimonio dell’Unesco. Così per dirne una.

Tanto più che per costruire lo stadio c’era la possibilità di usare i soldi (300 milioni) messi a disposizione da Rocco Commisso. Vogliamo dire che c’è qualcosa che non torna?

Anche il comune aveva chiaramente detto che Campo di Marte non sarebbe stata funzionale al nuovo stadio. Ricordate il plastico 2008 per l’area ex Unipol e quello 2016 area Mercafir? Oggi invece lo vogliono fare lì a tutti i costi rivoluzionando un quartiere e facendo un mini Gigli (25 mila metri cubi), quartiere che in realtà avrebbe soltanto bisogno di un restyling.

E le obiezioni sono tante. Intanto si fa lo stadio e non c’è ancora la certezza che la Fiorentina ci voglia giocare. E poi, per uno stadio che costa 95 milioni, quanto dovrà essere il canone d’affitto? Inoltre, è giusto spendere una cifra del genere quando sai che il bene dovrà andare a una società molto cara come la Fiorentina, ma comunque privata?

Non sarebbe stato meglio, due anni fa, che il sindaco della città metropolitana (Nardella) e tutti gli altri sindaci, regione in testa, si fossero messi attorno a un tavolo per cercare un’area e una soluzione per favorire (nei termini di legge, ovvio) l’investimento di Rocco?

E non raccontiamoci storie, le amministrazioni sanno essere attive e propositive oppure gelide e distaccate. Ecco, sullo stadio fuori Firenze è stato quest’ultimo l’atteggiamento. Non mi pare che nessuno muoia dalla voglia di dare una mano (legale, ripeto) a Rocco. Ci sarà ancora tanto da discutere a cominciare da stasera alle 22 su Italia 7, canale 17, e comunque Nardella si metta l’animo in pace perché lui lo stadio a Firenze non lo inaugurerà: il mandato scadrà nel 2024 e se poi vorrà partecipare alle Politiche (2013) dovrà dimettersi. Manca il tempo materiale. E ne vedremo ancora delle belle…