DE PAUL, SÌ ALLA FIORENTINA. UN CUORE VIOLA DELL’ARGENTINO SUI SOCIAL. MA L’UDINESE RIFIUTA E SALTA TUTTO. COMMISSO BOCCIA ANCHE BERARDI E POLITANO: COSTANO TROPPO. ARRIVANO TONELLI O CACERES, BIRAGHI GIÀ DELL’INTER, DALBERT È FATTA

27.08.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
DE PAUL, SÌ ALLA FIORENTINA. UN CUORE VIOLA DELL’ARGENTINO SUI SOCIAL. MA L’UDINESE RIFIUTA E SALTA TUTTO. COMMISSO BOCCIA ANCHE BERARDI E POLITANO: COSTANO TROPPO. ARRIVANO TONELLI O CACERES, BIRAGHI GIÀ DELL’INTER, DALBERT È FATTA

Per qualche minuto ieri pomeriggio Rodrigo De Paul è stato un giocatore della Fiorentina. Un grande cuore viola su Instagram postato dal giocatore con la scritta “Inizia una nuova avventura”, ha fatto sognare i tifosi e lanciato un messaggio ben preciso: affare fatto. Invece, purtroppo, non è così. L’accordo con il giocatore c’è, lui sarebbe felice di giocare a Firenze, il suo manager Jimenez ha detto ok alla proposta viola per un contratto di cinque anni a un milione e mezzo a stagione a fronte dei 450 mila euro che guadagna a Udine, ma nella tarda serata è saltato tutto. Almeno per ora. Il giocatore ha tolto il suo post su Instagram e la Fiorentina ha deciso di dire basta e non trattare più con l’Udinese, almeno su certe basi.

Nel pomeriggio infatti c’è stato un lungo vertice fra Commisso, Barone, Pradè, avvocati e fiscalisti del magnate americano per fare il punto della campagna acquisti e dopo una dettagliata analisi dei costi-benefici, del presente e del futuro, è stato deciso di dire no a richieste troppo alte, fuori mercato, che arrivano alla Fiorentina sia per De Paul, ma anche per Berardi o Politano. Commisso ha intenzione di investire, vuole mettere denaro per fare una Fiorentina più forte, ma non ha alcuna intenzione di pagare i giocatori al di sopra del loro valore soltanto perché ha liquidità ed è entrato ora nel calcio. No alle follie, sì agli affari seri e ponderati. La Fiorentina non vuole farsi prendere per la gola da nessuno. E mi sento di approvare questa linea, Commisso non deve accettare la logica dei "ricchi scemi", se lui è ricco sa anche decidere come e dove spendere i suoi soldi ed è giusto che sia così.

Per questo motivo la riunione ha partorito una decisione drastica: la Fiorentina è questa. A queste condizioni non si compra, il mercato è praticamente chiuso.

Fra oggi e domani Pradè porterà a casa il prestito di Tonelli dal Napoli e se non dovesse chiudersi positivamente questa trattativa è pronta l’alternativa che si chiama Caceres. No quindi a Chiriches o altri nomi sbucati qua e là.

Si dovrebbe chiudere oggi anche la vicenda Biraghi. Il terzino è già virtualmente dell’Inter, l’accordo è fatto. Se i nerazzurri non convinceranno Dalbert pagando parte dell’ingaggio (ma siamo vicini al sì) pagheranno 12 milioni per Biraghi con i quali la Fiorentina cercherà un altro esterno basso. Stop.

Dunque mercato chiuso?

Non proprio. Chiuso per i prezzi folli. La Fiorentina resta comunque alla finestra per eventuali occasioni o per capire se qualcuno ha intenzioni di trattare su basi più vicine al reale valore dei giocatori.

Tornando a De Paul che piace e non poco, con il giocatore entusiasta di Firenze, i contatti veri sono iniziati a metà della scorsa settimana. Come vi avevamo scritto, il primo abboccamento di giugno aveva gelato Pradè, la richiesta dei Pozzo era di 40 milioni cash, non trattabili. Il nuovo tentativo aveva portato a un leggero ridimensionamento delle pretese, 35 cash, ma ben lontano dal reale valore del giocatore che per tutti i siti specializzati si aggira attorno ai 25 milioni di euro. Pradè ha provato a trattare su questa base inserendo dei bonus a rendimento o su future rivendite, che se tutto andasse bene, avrebbero potuto portare l’affare a 30 milioni per l’Udinese. Nella trattativa la Fiorentina aveva anche ipotizzato l’inserimento di giocatori importanti come Simeone e Benassi, ma l’Udinese è rimasta irremovibile, ancora ferma alla sua richiesta di 35 milioni cash.

A quella cifra la Fiorentina non tratta e dispiace per il giocatore che aveva già pronta la valigia. Un segnale forte era arrivato anche dalla partita di domenica con il Milan, quando De Paul è rimasto in panchina per settanta minuti proprio in attesa della conclusione della trattativa con la Fiorentina.

Non sappiamo ora come la prenderà De Paul che dopo tre anni di Udine e una crescita esponenziale, ha voglia di una nuova esperienza. Su questo la Fiorentina non vuole interferire per i buoni rapporto con Pozzo e con Marino. Non resta che aspettare.

Se, e sottolineo se, nei prossimi giorni gli intermediari di mercato lanceranno segnali concreti, diranno che l’Udinese per De Paul o il Sassuolo per Berardi o l’Inter per Politano sono disposti a vendere a prezzi equi, la Fiorentina tornerà volentieri a trattare, altrimenti la linea è chiara.

Commisso è entusiasta dei suoi giovani, c’è Chiesa, c’è la voglia di valorizzarne altri oltre a Sottil, Castrovilli e Vlahovic, piace molto Montiel, non è ritenuto economicamente corretto buttare soldi inutili. Questa squadra è all’anno zero, c’è ancora molta strada da fare, i dirigenti pensano che anche svenandosi per un giocatore difficilmente cambierebbero le prospettive attuali, e allora tanto vale puntare sul gruppo attuale pensando magari a una programmazione più consistente per l’estate prossima o, se servirà, per qualche ritocco a gennaio.

Fra l’altro l’analisi fatta nel vertice di ieri pomeriggio, ha dimostrato che la Fiorentina ha ancora troppi contratti da onorare, la voce stipendi è troppo alta e le possibilità di cedere anche in prestito gente come Cristoforo, Dabo o Eysseric è quasi zero. Resteranno in rosa, sperando diano il loro contributo, anche minimo, ma lo diano. A Thereau invece è stata offerta la lista gratuita, ma lui per ora non l’ha accettata.

Dunque non resta che aspettare la reazione delle società in questione, in particolare l’Udinese, al Gran Rifiuto della Fiorentina. E soprattutto potrebbe essere De Paul a impuntarsi per chiedere la cessione. Vedremo.

C’è una settimana di tempo, ma la partita con il Napoli, sfortunata per le decisioni arbitrali, ma esaltante per come è stata giocata, racconta che comunque la squadra c’è, ha uno spirito, un’anima e un gioco. Si aspettano conferme, ovvio, ma la strada imboccata è quella giusta.