DAY AFTER, ANCORA PIÙ RABBIA. ROCCO E IL CALCIO ITALIANO. QUESTA SQUADRA HA CORAGGIO. TONELLI, DE PAUL, RAPHINHA: TUTTI I FRONTI SONO APERTI. ATTACCO, IDEA OKAKA

26.08.2019 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
DAY AFTER, ANCORA PIÙ RABBIA. ROCCO E IL CALCIO ITALIANO. QUESTA SQUADRA HA CORAGGIO. TONELLI, DE PAUL, RAPHINHA: TUTTI I FRONTI SONO APERTI. ATTACCO, IDEA OKAKA

Se questo è il buongiorno del campionato, prepariamoci ad una giornata difficile… La metafora serve per spiegare lo stato d’animo di Rocco Commisso e il suo team, parenti compresi, dopo lo scempio a cui hanno assistito live, sabato sera al Franchi. Forse per il presidente, sbarcato da poco nel nostro calcio, sarà opportuno mettere in chiaro subito alcune cose, senza lasciar decantare alcunché. Per chi arriva da fuori è più difficile e duro comprendere, noi siamo in qualche modo assuefatti all’inerzia delle cose. Immaginate, poi, chi viene dallo sport americano dove regole, conti a posto, trasparenza sono punti cardinali irrinunciabili. Il mezzo tecnologico, di cui loro si sono avvalsi da tempo, serve per dirimere questioni controverse di gioco e non per addizionare confusione a caos. Si spiega male e si comprende peggio perché davanti all’evidente simulazione di Mertens il Var non sia intervenuto, anzi, sia intervenuto silente senza prendere nessuna decisione. Quello era un chiaro ed evidente errore del direttore di gara. All’alba della stagione dopo il venerdì di Coverciano dedicato a conferenza stampa e spiegazioni in Aula Magna all’universo mondo del calcio, ritrovarsi in queste condizioni, francamente provoca rabbia. 

Non è giusto in generale e nel particolare la Fiorentina merita rispetto. Un trattamento del genere non è in linea col benvenuto a Rocco nel nostro movimento. Non si tratta di regalare qualcosa, ci mancherebbe altro, niente e a nessuno, qui si tratta soltanto di non calpestare una società e la sua gente. Joe Barone fin da quando è arrivato ha cominciato a frequentare la Lega, comprendendo in anticipo le modalità di un tavolo decisivo per le dinamiche di questo sport. Anche l’idea di aprire una sportello della Lega a New York è molto interessante - sperando non cada nel vuoto - perché volta a reperire risorse economiche in un mercato ricco e vasto. Da parte di Rocco Commisso è stato, sul piano politico, un messaggio di collaborazione verso chi lo accoglieva in un nuovo ambiente. Probabilmente non è sufficiente: Rocco dovrà presentarsi più spesso alle riunioni più importanti perché il presidente, al di là del riconosciuto valore dei manager, vale sempre più di tutti. Il calcio, purtroppo, non è solo una questione tecnica, c’è tanto di più. 

In pochi si aspettavano una prova così convincente della Fiorentina, nel primo tempo la squadra di Montella è stata vicina alla perfezione. Il Napoli non ha fatto niente per andare al riposo in vantaggio: uno spunto da campione di Mertens - sul quale è vero ci sono stati anche alcuni errori dei viola, portiere compreso - e un rigore inventato da Massa (arbitro) e Valeri (Var). La Fiorentina ha tirato fuori un coraggio inaspettato, fatto da aggressività, difesa alta, pressing offensivo intenso, circolazione della palla molto rapida. Sembrava una partita di Champions ad un certo punto… Coraggio anche di Montella nello schierare un attacco da 61 anni…cioè l’età complessiva di Chiesa, Vlahovic e Sottil. Senza dimenticare Castrovilli, partita bella, e Venuti. L’avversario era nettamente superiore ai viola, il Napoli è più forte di un anno fa e destinato a contendere lo scudetto alla Juventus, eppure tutta questa differenza non si è vista ed il merito è stato dell’atteggiamento della Fiorentina. Certo, nella ripresa il Napoli a centrocampo ha preso il sopravvento, ma i viola sono sempre stati in partita e se Pezzella fosse stato più fortunato alla fine, adesso saremmo a commentare un pareggio rocambolesco…

Nel mezzo si sono visti anche i limiti della squadra, i difetti da correggere: mancanza di esperienza in certi casi, posizionamento in altri però il lavoro di Montella si vede e sta maturando. Sta anche alla società in queste ore provare a dare un’ulteriore mano al tecnico: una settimana esatta alla chiusura del mercato e tutti i fronti aperti. Tonelli in difesa sembra vicino, mentre davanti il sogno resta De Paul anche se da Udine hanno sapere che non si muove. Pretattica o realtà? Il brasiliano Raphinha dello Sporting è un altro obiettivo molto caldo. Ce ne sono anche altri, ma potrebbero uscire a sorpresa perché questa è la settimana della verità. Il 2 settembre chiude il mercato. Finalmente urlano in coro gli allenatori. E non solo loro… Per il ruolo di centravanti, se non parte Simeone, la Fiorentina non farà operazioni anche se una vecchia idea della dirigenza viola è Okaka, adesso al Watford.