DAL PROTOCOLLO AI RITIRI: SUL CALCIO E’ DI NUOVO SCONTRO. I VIOLA VALUTANO ALTERNATIVE ALLA RECLUSIONE IN HOTEL E PROGETTANO IL FUTURO CON LA CONFERMA (IMPORTANTE) DEL DS PRADÈ

15.05.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
DAL PROTOCOLLO AI RITIRI: SUL CALCIO E’ DI NUOVO SCONTRO. I VIOLA VALUTANO ALTERNATIVE ALLA RECLUSIONE IN HOTEL E PROGETTANO IL FUTURO CON LA CONFERMA (IMPORTANTE) DEL DS PRADÈ

Quando mercoledì il Ministro Spadafora ha raccontato dell’intesa confermata dal presidente della Figc Gravina il barometro del calcio italiano è tornare a puntare verso il sereno. Fissata la data del 13 giugno per il ritorno in campo pareva che il protocollo discusso con il CTS avesse avuto la meglio, e che da lunedì con la ripresa degli allenamenti di gruppo tutto potesse riprendere il cammino verso la normalità. Pura illusione, almeno a giudicare dal pandemonio venuto fuori nemmeno 24 ore dopo. Un fronte crescente di società (tra queste big come Milan, Inter e Napoli oltre alle due genovesi e al Verona, Cagliari e Atalanta ) punta il dito non più solo sulla responsabilità totalmente addossata ai medici, ma anche sui ritiri blindati che attendono le squadre per almeno due settimane (o comunque nelle due settimane precedenti al finale di stagione).

La stessa Fiorentina, che per strutture rientra in quel novero di società che non dispongono di una foresteria all’interno del centro sportivo, ha sollevato più di un dubbio sull’eventualità del ritiro, lasciando intendere che non è per niente scontata la reclusione forzata nello stesso hotel per almeno due settimane. La prima conseguenza sarebbe la libertà dei calciatori di far ritorno a casa alimentando il rischio di nuovi contagi, ma è proprio sul fronte del rischio che le diverse anime si dividono. Da una parte il Governo che impone quarantene a tutte le comitive nel caso di nuove positività, dall’altra la Lega consapevole che il rischio di nuovi stop, anche dopo le prime partite, sia così elevato da rendere pressoché impossibile pensare di arrivare al termine del campionato.

Questa mattina la Lega Serie A, insieme ai vertici della Federazione Medici Sportivi e al rappresentante dei medici di A Dott. Nanni, si riunirà con la Figc, per individuare un percorso di confronto con il Ministro della Salute, con il Ministro dello Sport, e con il CTS, mentre anche l'AIC ha espresso contrarietà al protocollo e ai conseguenti rischi di nuovi stop. Le scintille insomma sono assicurate al pari di qualche polemica magari legata a chi come la Lazio ha già ripreso le partitelle in famiglia. 

Intanto ieri al centro sportivo si è rivisto anche Iachini in vista del lavoro da svolgere da lunedì con una squadra che si ritroverà nuovamente in campo. Dovesse arrivare lo stop alla stagione l’allenatore sarebbe già certo della riconferma, al contrario dodici partite ancora da disputare rappresentano l’ultimo esame da affrontare e superare per guadagnarsi la panchina viola anche il prossimo anno. Contando quanto sarà particolare il torneo estivo che dovrebbe partire dal 13 giugno per il tecnico assicurarsi il futuro potrebbe non essere un gioco da ragazzi. A proposito di futuro, invece, è stato a Pasqua che Commisso ha rinnovato la fiducia verso il diesse Pradè. 

Un ulteriore tassello in vista di una finestra di mercato tutt’altro che scontata e nella quale ancora una volta molto ruoterà intorno a Chiesa. Le idee che Barone ha fatto intuire, e che lo stesso Pradè è destinato a rinforzare in virtù di precedenti contatti, fanno pensare a un deciso assalto alla zona europea del campionato (al netto di quello che sarà l’esito finale della stagione in corso). Traducendo, con la conferma di Pradè non ci sarebbe da stupirsi se gli inseguimenti avvenuti mesi fa dovessero ricominciare. E’ il caso di quel Paquetà che già a gennaio finì nel mirino dei viola, ma anche di De Paul che probabilmente lascerà l’Udinese o dello stesso Nainggolan che pare destinato a lasciare la Sardegna per far ritorno all’Inter. 

Tommaso Loreto - Direttore www.firenzeviola.it