DA LECCE ALLA PROSSIMA STAGIONE

17.07.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
DA LECCE ALLA PROSSIMA STAGIONE

I tre punti di Lecce riportano la Fiorentina a distanze più rassicuranti dalla zona bassa della classifica e regalano una buona di dose di utilissima autostima in vista dei prossimi impegni (Torino, Inter e Roma) ma soprattutto aprono ufficialmente le grandi manovre in vista della prossima stagione. L’assenza della matematica non consente ancora di potersi concentrare unicamente sul prossimo anno, ma adesso Iachini e i suoi hanno bisogno di minori scudi rispetto alle delusioni delle ultime sfide. 

Ed è stato proprio Iachini a metterci del suo in questo ultimo sprint, un po’ come era successo a Parma dove i viola avevano trovato un’altra vittoria preziosa. Se nelle gare interne era stato ancora una volta il gioco il tallone d’Achille dell’allenatore nella trasferta di Lecce si sono visti segnali positivi a livello tattico e di gruppo, quasi che il disorientamento apparso evidente nei match con Cagliari e Verona fosse stato superato di slancio senza apparenti conseguenze. 

Lo testimoniano gli abbracci dopo i gol messi a segno al Via del Mare, non solo da parte di quel Chiesa che Iachini non ha mai avuto problemi a mettere in panchina ma anche dallo stesso Cutrone sul quale il tecnico sembrava poco disposto a puntar forte. Senza contare un 3-5-2 finalmente più quadrato che ha consentito alla Fiorentina di ripartire con determinazione rispetto a un Lecce in grossa difficoltà anche grazie ad alcuni singoli rigenerati. Su tutti è il caso di Ghezzal quello più emblematico, scommessa che Iachini pare aver azzeccato.

E d’altronde anche queste considerazioni, e quelle che si aggiungeranno nelle prossime sfide di campionato, saranno fondamentali per allestire la nuova rosa e confrontarsi con il nuovo tecnico per individuare il tipo di gioco e di squadra da sviluppare. Se il futuro di Iachini sembra ormai segnato, e se i nomi dei candidati restano più o meno sempre gli stessi (Juric, Giampaolo, Di Francesco, l’ultima idea Mazzarri e i pallini Emery e Spalletti) sarebbe ingeneroso cancellare del tutto il lavoro dell’allenatore chiamato a sostituire Montella nel momento più difficile della stagione. 

A Iachini si potrà imputare di non saper regalare alla propria squadra un gioco spumeggiante, di non aver consegnato alla Fiorentina una manovra troppo estemporanea e inevitabilmente legata alle giocate di Ribery, ma in gare come quella di mercoledì si sono visti anche accorgimenti efficaci, come nel caso della punizione vincente di Ghezzal, e una predisposizione al sacrificio (in particolare di Chiesa) per niente scontata dopo gli ultimi accadimenti. 

Poco male se molti puntano il dito su come e quanto lo stesso Ribery abbia saputo trasformarsi in un allenatore in campo, perché il modo in cui Iachini ha preso atto del peso specifico del francese è semplicemente sinonimo di intelligenza e consapevolezza del valore dell’ex Bayern. Per tutta la squadra. Un aspetto che proprio prima dell’arrivo di Iachini era stato gestito diversamente e che come altri merita di essere valutato in vista delle prossime scelte. Anche per non ricadere in errori già commessi. 

Tommaso Loreto - Direttore www.firenzeviola.it