CRESCE LA FIORENTINA DI ITALIANO: UN GRUPPO SOLIDO VOTATO ALL’ATTACCO. SOTTIL E SAPONARA IN EVIDENZA. CACCIA A GIOVANI COME GONZALEZ, CI SONO MENO SCONTENTI DI UN ANNO FA

24.07.2021 11:08 di Mario Tenerani   vedi letture
CRESCE LA FIORENTINA DI ITALIANO: UN GRUPPO SOLIDO VOTATO ALL’ATTACCO. SOTTIL E SAPONARA IN EVIDENZA.  CACCIA A GIOVANI COME GONZALEZ, CI SONO MENO SCONTENTI DI UN ANNO FA
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Giorno dopo giorno, ad inoculare nell’anima viola un cambio di mentalità. Palla avanti, indietro basta; allargarsi sulla corsia per essere servito forte sulla corsa, stop all’esterno che si abbassa per ricevere lo scarico; due tocchi al massimo perché a tre Italiano si insospettisce e a quattro scatta l’urlo; lo scopo è puntare la porta, senza se e senza ma; il giro palla non è più un esercizio per allungare il brodo della noia, ma un’efficace tattica che, se prodotta a velocità molto sostenuta, mette in crisi la linea difensiva avversaria e allarga la le maglie di chi hai di fronte; giocate ripetute dieci, cento, mille volte, fino allo stremo delle forze perché il cervello dei calciatori deve immagazzinare quei dati da riprodurre in partita. Potremmo andare avanti perché la Fiorentina di Italiano è tanto di più. Siamo ai primi vagiti di una squadra che cresce nel segno di una vocazione offensiva, con cura maniacale dei dettagli da parte di Italiano. I dirigenti dovranno pagare un’indennità corde vocali al tecnico tedesco-siciliano…perché parla e urla come un dannato. E bene ha fatto Saponara a spiegare ieri che i concetti di Italiano non sono così difficili da imparare, si tratta solo di prestare un po’ di attenzione. Un po’ come dire che chi non recepirà i concetti avrà precise responsabilità. 

È una strada lunga quella della Fiorentina, non priva di ostacoli, ma questo gruppo e il suo condottiero meritano una fiducia preventiva per ciò che ci stanno facendo vedere sul campo di lavoro. Come in ogni ritiro che si rispetti c’è chi si trova più avanti e chi più indietro, ma in generale i segnali positivi sono diffusi. Per ragioni di spazio e di sintesi, scegliamo due giocatori simbolo in questi giorni: Sottil e Saponara: il primo perché ha una cilindrata interessante e si mostra cresciuto, ha il motore caldo. Il secondo perché rappresenta la cinghia di trasmissione tra allenatore e squadra, non fosse altro per la sua frequentazione nello Spezia, per altro con risultati positivi. 

Riccardo è il volto di una Fiorentina che nasce qui a Moena, con la speranza di poter scrivere finalmente una stagione piena di luce dopo anni di oscurantismo. Scatti e dribbling come bollicine di champagne, che vengono in superficie dopo che il tappo è saltato. Attenzione a Sottil, potrebbe essere la grande sorpresa viola del ’21-’22. Saponara è un uomo molto intelligente, è sufficiente ascoltarlo quando parla di calcio, e non solo, per carpirne sensibilità e raffinatezza di pensiero. Madre natura lo ha dotato di mezzi superiori alla media, nella mente ha un calcio che non è appannaggio di tutti, ma alle spalle mette in fila anche alcuni fallimenti, come Milan e Fiorentina. Colpa anche di quel carattere così sensibile, non disposto a sorvolare su tutto. Adesso Riccardo ha 30 anni, la campana della sua carriera sta suonando, è l’ultima possibilità per uscire dalla dimensione del campione irrisolto. Dalle sue parole ci è parso di capire che abbia compreso errori e incertezze. Abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad un calciatore diverso, più sereno e consapevole. Forse perché a Firenze per la prima volta dopo anni ha a che fare con un allenatore che crede moltissimo in lui. E a Saponara basta. Poi che giochi un minuto, un’ora o tutta la gara, poco importa. Con questo stato d’animo potrebbe diventare davvero un’arma in più per la Fiorentina, tanto da riflettere prima di disfarsene. Le alternative di classe fanno sempre comodo, soprattutto alla Fiorentina. Ora tocca a lui, noi lo aspettiamo con interesse. 

Il mercato però dovrà consentire alla Fiorentina il salto di qualità perché questa squadra ha necessità di alcuni innesti pesanti. Il primo è arrivato ormai da molte settimane: Gonzalez. In questo periodo un investimento di 27 milioni è un colpo grosso, di quattrini infatti ne girano veramente pochi. La società viola è sana, ha una proprietà robusta alle spalle con un indice di liquidità molto importante rispetto a tanti club italiani. Ci sono le condizioni per rinforzare a dovere la squadra di Italiano. Come? Nel solco di Gonzalez. Giovani tra 22 e 24 anni, di grande prospettiva, in grado di stare almeno un lustro a Firenze. Elementi basilari per realizzare un ciclo. Se vincente tanto meglio. Una via giusta perché la politica dei cartellini a zero euro con ingaggi aurei non ha pagato. Non può pagare. 

Zaccagni, Lovato e altri ancora sono nomi che girano. Vicini? Lontani? Diciamo monitorati. Focus sul regista perché quello è un ruolo da definire, lì una spesa anche alta avrebbe una giustificazione, al netto di Pulgar che dovrà essere visionato da Italiano. Su Lirola si rincorrono rumors, eppure ci risulta che piano piano si stia riavvicinando alla Fiorentina, trasformandosi in una pedina fondamentale per Italiano. Poi siamo alle solite: se parte uno come Lirola va rimpiazzato e servono soldi, tanti. Allora meglio risparmiare energie e tenerselo. 

Il vero dubbio in difesa è Milenkovic che da più di un anno accarezza l’idea di cambiare aria, ma anche in questo caso occorre un’offerta all’altezza. C’è anche il nodo Pezzella da sciogliere. Questi sono i rebus concreti. Ma il vento però sta cambiando: rispetto a 12 mesi la pattuglia degli scontenti, insomma quelli che sarebbero scappati volentieri da Firenze, si è ridotta molto. C’è più entusiasmo, c’è più voglia di scommettere sulla Fiorentina di Italiano. C’è la speranza di passare all’incasso. E’ quello che vuole Firenze. Anzi, che merita.