CONTINUIAMO COSÌ, FACCIAMOCI DEL MALE

01.10.2021 11:00 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
CONTINUIAMO COSÌ, FACCIAMOCI DEL MALE

Dopo alcuni anni tristanzuoli in termini di gioco e risultati, la Fiorentina finalmente sbaglia allenatore, corregge in corsa e ci indovina: arrivano quindi bel gioco e risultati, la classifica eccita, i gufi si strozzano dalla bile, e?

E il magnifico patron Rocco cade nella tentazione di mandare a quel paese (in maniera figurata s’intende) il suo dirimpettaio, il manager dell’unico finalizzatore della Fiorentina, Vlahovic,  un ragazzo benedetto e dalla faccia pulita che ha l’unica colpa di dar retta a chi lo consiglia e non firmare il contratto faraonico che il club viola gli ha messo da tempo sotto il naso.

Commisso si è detto "infastidito" dal continuo tirare per le lunghe di Vlahovic.

Eppure il giovane serbo non è davvero l’unico giocatore importante ad usare una simile tattica, in Europa casi uguali ce ne sono a mazzi: Pogba si svincolerà  a 0 nel 2022 dallo United, Insigne, Mbappé, Dybala, Belotti, sono tutti giocatori, alcuni capitani della loro squadra, che non stanno firmando i rinnovi con le loro squadre, rinnovi di contratti che scadranno prima di quello di Vlahovic che terminerà nel giugno del 2023.

E’ il calcio che cambia (in peggio ovviamente), coi procuratori che hanno sempre più poteri e agiscono quasi come amministratori delegati delle aziende che ormai sono diventati i loro assistiti, questi manager portano avanti le trattative, con l’obiettivo di aumentare i propri guadagni a dismisura, guadagni calcolati in percentuale ai costi dei cartellini, ma soprattutto agli stipendi, oltre a bonus vari, tipo: "Porto un giocatore a scadenza e tu compratore lo prendi risparmiando decine di milioni? Di quelle decine una parte rifinisce in tasca a procuratore e giocatore", che gratta qui gratta là si fanno d’oro, quindi meglio resistere e resistere che firmare rinnovi, anche apparentemente vantaggiosi.

Forse però Commisso, nella sua gestione  paternalista dei giocatori, quasi ottocentesca, pensava che scambiando due palleggi con Vlahovic, si appianassero le distanze, ma il pallone contemporaneo non è un  luogo dove si possa risolvere tutto con una stretta di mano, ma detto  della feralità di questo mondo e della fauna che lo abita, ci resta il dubbio che sia proprio questo il momento giusto per mettere Vlahovic e il suo procuratore dinanzi ad un aut aut.

Anche perché la Fiorentina si è legata mani e piedi al rendimento della sua punta. La sua unica punta, infatti Kokorin non dà alcuna garanzia al momento.

Altro sarebbe stato se il mercato estivo avesse portato un’alternativa credibile a Vlahovic, nessuno chiedeva un fenomeno, sarebbe bastato un  mestierante, un artigiano del ruolo, un cane di centravanti da schierare in campo senza sentirsi ridere dietro.

Anche per questo crediamo che  Vincenzo Italiano sia di pessimo umore, specie pensando che domenica c’è il Napoli.

Comunque il tormentone è ripartito e fino a Natale o all’ormai improbabile firma del giocatore, la musica sarà questa: Vlahovic...Vlahovic... Vlahovic..., ma non per i gol che farà, speriamo più numerosi, bensì per il suo contratto: "Lei praticamente non ha mai assaggiato la Sacher Torte? -  diceva Nanni Moretti - Continuiamo così, facciamoci del male...".