CONTA SOLO LA SALVEZZA. PER IL RESTO C’È MOLTO DA FARE. SQUADRA CON CUORE E CON IACHINI. AMRABAT È UN OTTIMO ACQUISTO. CHIFFI CHE DISASTRO, RIGORE SOLARE

13.07.2020 00:04 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Giacomo Falsini
CONTA SOLO LA SALVEZZA. PER IL RESTO C’È MOLTO DA FARE. SQUADRA CON CUORE E CON IACHINI. AMRABAT È UN OTTIMO ACQUISTO. CHIFFI CHE DISASTRO, RIGORE SOLARE

La Fiorentina non vince dal 12 gennaio al Franchi - gol di Pezzella contro la Spal -, ma il pareggio di ieri sera vale quasi come un trionfo. Minuto 51 della ripresa, gol di Cutrone, su bell’assist di Chiesa, dopo una partita in cui il Verona, soprattutto nel primo tempo, aveva giocato meglio della Fiorentina. Organizzato, determinato, con buone individualità. A cominciare da Amrabat che ha dimostrato tutto il suo valore: assist splendido per Faraoni e partita di grande sostanza. Amrabat è certamente un colpo della Fiorentina, in una stagione in cui i flop sono stati diversi. 

I viola nella ripresa hanno fatto qualcosa in più, è vero, ma niente di trascendentale. Hanno divorato una chance con Cutrone, ma anche il Verona con Stepinski - gol annullato per fuorigioco -, Adjapong e Veloso è andato ad un passo dal doppio vantaggio. La Fiorentina non gioca, forse anche perché prigioniera di tanti fantasmi, ma ha cuore e una buona condizione, altrimenti non avrebbe riacciuffato la partita in quel modo. In più il gruppo è legato a Iachini, l’abbraccio di Chiesa-Cutrone, la ditta che ha fabbricato il pari in extremis, è eloquente. Così come l’esultanza di Chiesa, impazzito di felicità, e dell’ex milanista. Un’altra fotografia di quello che hanno dentro questi viola, bloccati da ansie e timori. Il quadro generale non è allegro ecco perché allora è giusto prendersi un altro punto per presentarsi a Lecce mercoledì con un discreto vantaggio di 7 punti. Mancano 6 turni alla fine, in palio ci sono 18 punti: alla Fiorentina per dichiararsi tranquilla potrebbero bastarne 4 almeno. L’impresa è possibile, soprattutto se si è convinti della politica dei piccoli passi. Ogni altro ragionamento oggi sarebbe fuorviante.

Non ci si mette a processare il gioco della Fiorentina il 13 luglio dopo un’annata in cui è accaduto di tutto. Non si scopre adesso che la Fiorentina non riesce a segnare, anzi, il gol di Cutrone, cioè un attaccante, è una notizia per i viola. Non si può pretendere ora che la Fiorentina inventi geometrie che ormai le sfuggono da mesi, forse da anni. Adesso conta solo la salvezza, il resto si prenderà in considerazione dopo. Il resto significa fare tanto perché su questa squadra c’è da mettere le mani se l’obiettivo rimane il ritorno in Europa. Oggi tra la Fiorentina e il Napoli, ultimo posto utile per l’Europa League, ci sono 16 punti e 6 squadre nel mezzo. Per recuperare questo gap servono poche idee ma chiare, grande capacità sul mercato e tanto denaro da investire. Se non ce lo diciamo con franchezza non andiamo da nessuna parte. Il compito che attende i dirigenti viola è tutt’altro che facile, in bocca al lupo.

La partita di grande sofferenza con il Verona ci regala anche un altro spunto: come già sottolineato in queste settimane, la squadra è seria perché sa stare col suo allenatore. Dopo il gol di Cutrone c’è stato anche un grande abbraccio con Iachini. L’allenatore si è fatto volere bene nel gruppo per la sua schiettezza e quel modo di dire le cose in faccia. Non è poco. Anche per questa ragione la salvezza è più vicina. 

Amrabat ha fatto una grande gara. Assist splendido per Faraoni anche se la difesa viola in quel caso ha dormito e poi benissimo le due fasi. Il marocchino imposta con eleganza, ma contestualmente difende e intercetta palloni. I suo compagni lo hanno cercato sempre anche più di Veloso, il capitano, che comunque si è mosso bene. Amrabat ha personalità e ai viola servono calciatori con questo profilo. 

Nella sfida di ieri pesa come un macigno una direzione di gara disastrosa: Chiffi ha negato un rigore clamoroso alla Fiorentina. Il fallo di mano di Pessina è identico a quello di Muriel di Juventus-Atalanta di sabato sera. A Torino è stato fischiato il rigore, il secondo della serata per i bianconeri, a Firenze no. L’atteggiamento di Chiffi è stato sprezzante perché ha allargato le mani come a spiegare, “ho visto tutto, state tranquilli”. Così agendo ha tagliato fuori il Var perché l’ormai insopportabile protocollo prevede di non intervenire quando non si verifica un chiaro errore. Se l’arbitro vede è una decisione soggettiva e quindi si va avanti. Detto che il protocollo andrà cambiato e detto anche che non si può più veder fischiare penalty come il primo di Torino sabato sera - siamo a 50 rigori per falli di mano in questo campionato, cancellata praticamente la volontarietà -, viene da chiedersi cosa abbia visto Chiffi. Come ha fatto a sorvolare su un rigore solare? Andrebbe fermato, così come hanno fatto per Fabbri, altro arbitro che ha danneggiato pesantemente la Fiorentina all’Olimpico con la Lazio. 

I dirigenti viola dovranno lavorare sul terreno della diplomazia anche per chiarire certi aspetti, smussando gli angoli. La sensazione che le polemiche dei mesi scorsi e post Lazio, ancorché nate da motivazioni legittime, abbiano irretito il mondo arbitrale, soprattutto il vertice. E allora Barone dovrà ricucire, è lui l’uomo dentro il palazzo.